Marettimo accende il cuore della tradizione con la festa di San Giuseppe

redazione

Marettimo accende il cuore della tradizione con la festa di San Giuseppe

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lunedì 16 Marzo 2026 - 07:00

C’è una notte a Marettimo in cui il fuoco illumina il mare e la devozione si mescola al calore della comunità. È la festa di San Giuseppe, uno degli appuntamenti più sentiti dell’isola, che quest’anno si presenta con un volto nuovo: non più un comitato organizzatore, ma una vera e propria associazione guidata soprattutto da giovani marettimari decisi a custodire e rinnovare una tradizione secolare. A promuovere l’evento è l’Associazione San Giuseppe Marettimo ETS, presieduta da Paolo Vaccaro, che racconta con entusiasmo il nuovo corso della manifestazione. “Quest’anno abbiamo cambiato: non siamo più un comitato ma abbiamo creato un’associazione. Siamo soprattutto tanti ragazzi e la festa è organizzata proprio da noi giovani. È un evento nuovo nella forma, anche se la tradizione resta quella di sempre”, spiega Vaccaro.

Paolo Vaccaro

L’obiettivo è chiaro: coinvolgere sempre di più le nuove generazioni e mantenere viva una festa che per gli isolani non è soltanto un appuntamento religioso, ma un momento identitario, capace di riunire la comunità e richiamare anche chi da tempo vive lontano dall’isola. La celebrazione si sviluppa su più giornate, alternando momenti di spiritualità a eventi di intrattenimento pensati per tutta la comunità. La prima giornata si aprirà con la tradizionale alzabandiera del mattino, mentre la sera sarà dedicata alla musica con l’animazione di Radio Time 90, un momento di festa pensato soprattutto per i giovani. Il 18 marzo sarà invece la volta di uno dei riti più suggestivi della tradizione marettimara: la “Dummuniara”.

Tre grandi fuochi vengono accesi per rappresentare la Sacra Famiglia. Intorno alle fiamme si raduna l’intera comunità: ognuno getta un fascio di legna nel fuoco, un gesto semplice ma profondamente simbolico, che racchiude fede, partecipazione e memoria. Le fiamme si alzano nella notte dell’isola, creando un’atmosfera intensa e carica di emozione, mentre il crepitio del legno sembra raccontare storie antiche tramandate di generazione in generazione. “È un momento che unisce tutti – racconta Vaccaro -. Ognuno porta il proprio pezzo di legna e lo getta nel fuoco. È un gesto semplice ma pieno di significato, un simbolo di devozione che illumina la notte e scalda il cuore”. Nel pomeriggio e in serata spazio anche alla musica con Lello Nolfino e la T Orkestar, per continuare la festa tra tradizione e convivialità. Il culmine della celebrazione arriva il 19 marzo, interamente dedicato ai riti religiosi. La mattina si apre con la Santa Messa, seguita dalle “alloggiate”, una delle tradizioni più antiche e simboliche della festa. Tre persone impersonano San Giuseppe, Maria e Gesù bambino e percorrono il paese come poveri pellegrini. Bussano tre volte alla porta della chiesa: le prime due vengono rifiutate, proprio perché si presentano come viandanti senza nome. Solo alla terza richiesta si rivelano come la Sacra Famiglia e allora le porte della chiesa si aprono. È un rito teatrale e profondamente spirituale che ricorda il valore dell’accoglienza e dell’ospitalità. Subito dopo si svolge la tradizionale tavolata di San Giuseppe, dove i tre “Santi” vengono serviti durante il pranzo rituale. È un momento di grande partecipazione popolare, seguito dal giro del paese che conclude la celebrazione.

L’attesa quest’anno è particolarmente forte. Gli organizzatori si aspettano una partecipazione significativa non solo dagli abitanti dell’isola, ma anche da molti visitatori. “Ci aspettiamo grande affluenza – sottolinea Paolo Vaccaro – soprattutto dalla provincia di Trapani. Molti marettimari che non tornavano da tempo hanno già detto che saranno presenti, insieme a turisti e curiosi che vogliono conoscere questa tradizione”. La festa rappresenta infatti molto più di una celebrazione religiosa: è un momento di ritorno alle radici, di incontro tra generazioni e di orgoglio per un patrimonio culturale che continua a vivere grazie alla passione degli isolani. Un ruolo fondamentale nell’organizzazione è stato svolto anche dalle istituzioni che hanno sostenuto l’iniziativa. L’associazione ha voluto ringraziare il Libero Consorzio Comunale di Trapani, il Comune di Favignana – Isole Egadi e la Diocesi di Trapani – Parrocchia Maria S.S. delle Grazie di Marettimo per la collaborazione e il supporto. Tra il bagliore dei fuochi, le preghiere, la musica e il profumo del mare, la festa di San Giuseppe torna così ad accendere Marettimo. Una tradizione antica che, grazie all’entusiasmo dei giovani, continua a rinnovarsi senza perdere la sua anima più autentica.

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