Con l’approvazione del ddl Enti locali – con 50 voti a favore all’unanimità – la Sicilia recepisce la norma che prevede la presenza di almeno il 40% di ciascun genere nelle giunte dei Comuni con più di 3mila abitanti. Un risultato importante e trasversale, che rafforza in modo concreto la rappresentanza delle donne negli enti locali e contribuisce a rendere le istituzioni più equilibrate e rappresentative. Trasversale perchè si sono esposti pubblicamente – oltre che a intestarsela – sia Gianfranco Miccichè di Grande Sicilia, sia Turano e la ‘sua’ Lega-Prima L’Italia, sia il PD. Qualcuno invece, festeggia ma solo a metà.
Dal PD “norma di civiltà”
Valentina Villabuona, presidente dell’Assemblea provinciale del PD, afferma: “Non si tratta di una concessione, ma di una vera e propria norma di civiltà, recepita dalla nostra Regione con ben dodici anni di ritardo. Un ritardo che oggi viene colmato grazie a un lavoro serio, determinato e trasversale svolto all’Assemblea Regionale Siciliana, in particolare dalle deputate che hanno creduto in questa battaglia e l’hanno portata avanti con responsabilità e visione. Un contributo fondamentale è arrivato anche dalla presenza in Aula delle donne dei partiti e delle associazioni, che hanno seguito passo dopo passo l’iter del provvedimento, dimostrando quanto la partecipazione e l’impegno collettivo siano decisivi per ottenere risultati concreti. Per il Partito Democratico questo è un passaggio di grande rilievo politico. Abbiamo creduto fortemente in questa norma perché la parità di genere non è uno slogan, ma un principio democratico che deve tradursi in regole chiare e applicabili. Oggi la Sicilia compie un passo avanti significativo, recuperando un ritardo storico e affermando con forza che l’equilibrio di genere è un valore strutturale della democrazia locale. Questo risultato non è un punto di arrivo, ma una base da cui ripartire per continuare a lavorare affinché la presenza delle donne nelle istituzioni non sia più un’eccezione, ma una realtà stabile, riconosciuta e pienamente valorizzata”.
Turano: “Buone notizie per la democrazia”
L’assessore regionale Mimmo Turano dichiara: “Con l’approvazione del ddl enti locali, il Parlamento siciliano ha introdotto una norma che garantisce la presenza minima del 40% di donne nelle giunte comunali. È una buona notizia per la democrazia, perché grazie a questa legge favoriamo una maggiore partecipazione delle donne ai processi decisionali e alla vita politica del Paese, a partire dai Comuni. Un plauso alle colleghe deputate di tutti gli schieramenti politici, che aldilà dell’appartenenza, con determinazione, hanno saputo fare squadra, portando avanti una battaglia di civiltà, raggiungendo un risultato importantissimo per tutte le donne siciliane.
Per Ciminnisi (M5S) si è fatta la storia
Così si esprime la deputata regionale trapanese del Movimento 5 Stelle Sicilia, Cristina Cimminisi: “Abbiamo aperto una porta nella storia della Sicilia. E questa porta non si richiude”. Dopo oltre due anni di iter travagliato, l’ARS con il voto di questo pomeriggio, finalmente, ha allineato la Sicilia alla resto del Paese e alla normativa nazionale. Un testo falcidiato dal voto segreto, che ha visto cadere norme importanti e che non risolve i problemi strutturali dei Comuni siciliani: dagli organici alla carenza di servizi, fino alle difficoltà finanziarie. Eppure, dentro questo quadro, c’è un punto fermo: la parità non è negoziabile. Non è stata una passeggiata. È stata una battaglia vera, portata avanti con le mie colleghe deputate. Dentro e fuori dall’Aula, tra resistenze e tentativi di rallentare un cambiamento che qualcuno considerava scomodo. Oggi, però, la Sicilia non è più l’ultima Regione su questo fronte. Le donne al governo delle città non sono una concessione, non sono un riempitivo, non sono un’eccezione. Sono parte della guida dei nostri Comuni: per diritto, per competenza, per giustizia. Da donna, prima ancora che da deputata sento l’orgoglio di questo momento”.
L’on. Bica sorride a metà
Anche l’onorevole Giuseppe Bica ha commentato l’esito del voto ma con qualche perplessità: “Il DDL sugli enti locali lascia l’amaro in bocca. Tra i pochi risultati positivi l’introduzione della rappresentanza di genere al 40% nelle giunte comunali: una battaglia voluta con determinazione da Fratelli d’Italia per allineare finalmente anche la Sicilia al resto d’Italia. Non posso tuttavia tacere sulla delusione per tutto ciò che non è stato fatto. Un DDL che avrebbe dovuto dare certezze agli enti locali si è concluso con norme fondamentali bocciate. Il lavoro per gli enti locali siciliani non può esaurirsi qui. L’ARS ha il dovere istituzionale di tornare su questi temi con la serietà e la responsabilità che meritano”.