È scontro aperto sul destino del quinto stralcio delle opere di urbanizzazione di Villa Rosina. A riaccendere la polemica è l’onorevole del Partito Democratico Dario Safina, che interviene dopo la lunga lettera dell’ex sindaco di Trapani Girolamo Fazio. Al centro del confronto, il D.D.G. n. 800 del 19 luglio 2004 e un finanziamento che, secondo Safina, “c’era eccome” ma sarebbe stato perso per inadempienza dell’amministrazione dell’epoca.
Safina: “Il finanziamento c’era, perso per mancato progetto”
“Leggo con stupore la lunga lettera dell’ex sindaco Mimmo Fazio – afferma Safina – perché proprio l’accesso agli atti che lui stesso dice di avere compiuto smentisce in modo netto e inequivocabile la sua ricostruzione”. Per il deputato regionale, il finanziamento destinato al quinto stralcio di Villa Rosina è un “fatto storico”. A dimostrarlo sarebbe il decreto dirigenziale generale n. 800 del 19 luglio 2004, adottato in esecuzione di un decreto del Presidente della Regione Siciliana su ricorso straordinario presentato dal Comune di Trapani. Un atto che assegnava il finanziamento all’ente e fissava un termine perentorio di 120 giorni per la trasmissione del progetto esecutivo, come previsto dall’articolo 9, comma 6, della legge regionale 7/2002. “Quel progetto non è mai stato predisposto – incalza Safina –. L’amministrazione Fazio non ha rispettato i termini del decreto e così ha perso il finanziamento. Le stesse carte oggi esibite lo dimostrano senza equivoci”.
Il nodo di Villa Rosina per Safina
Il nodo, secondo l’esponente dem, è tutto qui: nessuna richiesta di proroga, nessun atto formale di contestazione, nessuna comunicazione di impossibilità ad adempiere. “Nel 2004 Fazio era sindaco e quel decreto esisteva, era efficace ed era finalizzato proprio a dare esecuzione a una sentenza favorevole al Comune”. Respinge poi la tesi della mancata ricezione dell’atto. “Non esiste alcun documento dell’ufficio tecnico che neghi formalmente la ricezione. Questa tesi viene avanzata solo oggi, a distanza di vent’anni, per costruire un alibi”. E rilancia: “Dal 2000 al 2008 cosa è stato fatto per Villa Rosina? Quali interlocuzioni con la Regione? Quali verifiche? I decreti non si aspettano: si cercano, si devono conoscere. Sostenere oggi di ‘non sapere’ equivale ad ammettere di non aver mai guardato le carte”. Safina chiama in causa anche la risposta resa nel 2008 in Consiglio comunale al consigliere Pellegrino: “Sono convinto fosse sincero, ma proprio per questo è ancora più grave: si rispose senza conoscere davvero lo stato degli atti”. Infine, un impegno politico: “Non è più tempo di polemiche. Il Comune dovrà fare la sua parte ricorrendo al mutuo quando il bilancio lo consentirà. Da parte mia chiederò che le risorse necessarie a completare le opere vengano stanziate attingendo all’avanzo di amministrazione, dopo l’approvazione dei rendiconti prevista per luglio 2026 e lo sblocco delle risorse regionali. Nel 2004 c’era un decreto, c’era un finanziamento, c’erano 120 giorni per adempiere e il Comune non fece ciò che doveva fare. Tutto il resto è un tentativo di riscrivere la storia”.
Fazio: “Nessuna notifica, impossibile adempiere”
Dura la replica dell’ex sindaco Girolamo Fazio: “Risulta incredibile, ancorché di una gravità inaudita, che l’avvocato Safina, invece di guardare all’interesse del territorio, decida di sostenere in pieno la prospettazione della Regione Siciliana in ordine a un impegno di spesa che non risulta sia stato notificato al Comune”. Fazio insiste su un punto: la notifica del decreto. “Che non risulti la notifica non lo dico io, ma la stessa Regione e gli stessi funzionari comunali. Il Comune, non avendo contezza dell’impegno di spesa, peraltro solo parziale, non avrebbe potuto presentare alcun progetto esecutivo”. Non solo. “Non avrebbe potuto presentarlo comunque, essendo in corso i lavori relativi ai lotti precedenti. E per la revoca di un qualunque provvedimento amministrativo occorre una comunicazione di avvio del procedimento che si concluda con un atto scritto e motivato. Non risulta alcun provvedimento di revoca né dell’impegno di spesa né del finanziamento complessivo”.
Una procedura fallace secondo Fazio
L’ex sindaco contesta anche il piano procedurale: “Come sarebbe stato possibile intervenire in un procedimento di revoca senza la comunicazione di avvio? Per l’avvocato Safina i procedimenti amministrativi sono un optional?”. Fazio respinge le accuse di inerzia e rivendica l’operato della sua amministrazione: “Nei ricorsi presentati al Tar si fa riferimento agli atti relativi al 2°, 3° e 4° stralcio dei lavori e ai relativi ordini di accreditamento, l’ultimo dei quali del 2011. Cosa sia successo dal 2012 in poi non posso saperlo, perché non ero più sindaco”. E affonda sul piano politico: “Mi risulta strano che l’avv. Safina, pur essendo a conoscenza da anni dell’asserita esistenza del D.D.G. 800 del 2004, abbia tirato fuori la notizia solo adesso, forse per recuperare consensi nel quartiere di Villa Rosina, seriamente compromessi”. Infine: “Non intendo più perdere tempo a replicare a interpretazioni fantasiose e inconsistenti. Esprimo il mio rammarico per le sorti del territorio e confermo la mia disponibilità, come cittadino, a dare il mio contributo per individuare il percorso più idoneo affinché venga restituito alla città ciò che le è stato negato”.