Che fine ha fatto il progetto RINASCE, pensato per il recupero ambientale della Laguna dello Stagnone di Marsala e finanziato con oltre un milione di euro di fondi europei? È la domanda posta nei giorni scorsi dalla deputata regionale Cristina Ciminnisi, che ha presentato un’interrogazione all’Assemblea regionale siciliana per fare chiarezza su un intervento ritenuto strategico per uno degli ecosistemi più fragili e preziosi della Sicilia occidentale. Il progetto RINASCE nasce con l’obiettivo di ripristinare l’equilibrio ambientale della laguna, migliorando l’ossigenazione delle acque e la loro naturale circolazione, compromesse da anni di interramenti e ridotta connessione con il mare aperto. Secondo quanto evidenziato dalla parlamentare regionale, però, la situazione sul campo sembrerebbe immutata: «Per quanto ci risulta – afferma Ciminnisi – i canali sono ancora interrati. Nonostante la proroga dei termini di fine lavori al 31 dicembre 2025, il progetto appare fermo tra rinvii e cronoprogrammi che non tornano». Un immobilismo che, secondo la deputata, rischia di provocare danni ambientali irreversibili all’ecosistema lagunare.
La risposta del Comune di Marsala
Alla sollecitazione dell’onorevole è arrivata la replica dell’Amministrazione comunale di Marsala. Il Comune, guidato dal sindaco Massimo Grillo, ha chiarito che l’iter non è bloccato, ma si trova ancora nella fase della Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA), necessaria per la riapertura dei canali e delle bocche di collegamento tra il mare e lo Stagnone. Sentiti la dirigente del settore Lavori pubblici, Rosa Gandolfo, e i tecnici incaricati, l’Amministrazione ha spiegato che la procedura, avviata a giugno 2025, ha ricevuto un primo riscontro lo scorso dicembre, con la richiesta di un riesame progettuale. A inizio gennaio, il Comune ha quindi trasmesso all’Assessorato regionale Territorio e Ambiente un’integrazione della documentazione, finalizzata a superare alcune criticità emerse nella fase di valutazione del progetto di fattibilità tecnica. Il progetto RINASCE, che ha già incassato i pareri favorevoli della Soprintendenza di Trapani e del Libero Consorzio Comunale, ente gestore della Riserva, può contare su un finanziamento di 1 milione e 150 mila euro nell’ambito dei fondi PO FESR 2014/2020.
Il progetto di tutela della Riserva
L’intervento si inserisce in un più ampio percorso di tutela dello Stagnone, già avviato con azioni sperimentali come la riforestazione della posidonia, riconosciuta come modello di sostenibilità ambientale dal Programma Interreg Italia-Malta e realizzata in collaborazione con le Università di Catania, Enna e Palermo. Oltre agli interventi strutturali, RINASCE prevede anche un piano di comunicazione ed educazione ambientale rivolto a cittadini, operatori turistici e visitatori, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza e la conoscenza di un’area di straordinario valore naturalistico.