Marsala, la potatura diventa cultura all’Istituto Agrario con un corso interistituzionale

redazione

Marsala, la potatura diventa cultura all’Istituto Agrario con un corso interistituzionale

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mercoledì 28 Gennaio 2026 - 11:56

Non è stato un semplice corso tecnico, ma un’esperienza capace di lasciare un segno profondo nel mondo agricolo locale. Nelle giornate del 21 e 22 gennaio 2026, l’Istituto Tecnico Agrario “Abele Damiani” di Marsala ha ospitato il corso di potatura semplificata dell’olivo, promosso in collaborazione con l’APOM – Cooperativa agricola produttori olivicoli messinesi, registrando una partecipazione attenta, motivata e trasversale. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali dell’ex onorevole Eleonora Lo Curto, che ha ricordato come le aziende agricole, vitivinicole e olivicole rappresentino un pilastro dell’economia e della coesione sociale del territorio, sollecitando politiche regionali più incisive a sostegno della produzione locale e ribadendo il valore strategico del legame tra agricoltura, scuola e formazione. Nel suo intervento ha inoltre portato i saluti dell’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino.

Il cuore dell’iniziativa è stato però soprattutto culturale e umano. A tracciarne il senso è stato il prof. Giacomo Dugo, presidente dell’APOM e professore emerito di Chimica degli Alimenti dell’Università di Messina, che ha richiamato con forza il valore dell’olivicoltura siciliana: “Gli oli siciliani sono tra i migliori al mondo e quelli della provincia di Trapani rappresentano un’eccellenza assoluta. Abbiamo cultivar uniche, ma senza competenze adeguate rischiamo di non valorizzarle fino in fondo”. Una riflessione che ha fatto da filo conduttore all’intero percorso formativo. Dugo ha più volte sottolineato come ancora oggi la potatura dell’olivo venga spesso tramandata secondo logiche tradizionali, “da padre in figlio”, con il rischio di perpetuare pratiche scorrette. Una criticità che emerge persino in ambito accademico: in molti corsi universitari di agraria, la potatura dell’olivo non viene affrontata in modo strutturato. Da qui la convinzione che l’aggiornamento scientifico non sia un optional, ma un dovere, se si vuole tutelare la salute degli alberi e migliorare in modo consapevole la produttività. La scelta di organizzare il corso proprio a Marsala non è stata casuale. Ho voluto fortemente questa iniziativa qui – ha spiegato Dugo – grazie alla disponibilità del dirigente scolastico Domenico Pocorrobba, una persona che non guarda solo ai numeri delle iscrizioni, ma lavora per creare opportunità concrete di crescita e di lavoro per i giovani“.

Una visione della scuola come luogo vivo, capace di dialogare con il territorio e di preparare realmente gli studenti al mondo professionale. Il corso si è articolato in una prima giornata teorica e in una seconda giornata pratica presso l’azienda agraria dell’Istituto, sotto la guida del dott. Antonino Noto, riconosciuto esperto di tecniche di potatura dell’olivo. Il suo contributo ha portato i partecipanti dentro una visione moderna e razionale della gestione dell’oliveto, fondata su criteri agronomici precisi. Tra i concetti centrali emersi, l’idea che la produttività dell’olivo non dipenda dalla forma “estetica” della chioma, ma dalla superficie reale di fronda produttiva. La resa, in altre parole, è determinata dai metri quadrati di chioma funzionale e non dalla sagoma del cosiddetto “tetto” della pianta. Da qui la necessità di semplificare le strutture legnose, riducendo il peso dello scheletro a favore della vegetazione produttiva. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla gestione dell’altezza delle piante e alla verticalizzazione della fronda, oggi perfettamente compatibile con le moderne tecniche di raccolta meccanizzata. Contrariamente a pratiche ancora diffuse, Noto ha spiegato come la cimatura drastica e il “taglio in testa” delle piante provochino reazioni fisiologiche negative, inducendo la formazione dei cosiddetti succhioni: rami improduttivi nei primi anni e spesso eliminati proprio quando inizierebbero a fruttificare, con ulteriore stress per la pianta e perdita di produzione per l’olivicoltore. Non una potatura “meccanica”, dunque, ma una potatura ragionata, fondata sulla conoscenza della fisiologia della pianta, sull’equilibrio tra vegetazione e produzione e su un approccio rispettoso dell’olivo. A colpire in modo particolare è stata la risposta degli studenti. “Avremmo dovuto coinvolgere inizialmente solo cinque ragazzi nella pratica – ha raccontato Dugo – ma già alla lezione teorica erano presenti in venti. A quel punto è stato naturale portarli tutti in campo”.

Un segnale eloquente: quando la scuola propone esperienze concrete e di qualità, i giovani rispondono con entusiasmo. Obiettivo dichiarato dell’iniziativa, infatti, non era soltanto didattico, ma anche orientato alle prospettive occupazionali, offrendo competenze realmente spendibili nel mondo del lavoro agricolo. Accanto agli studenti erano presenti olivicoltori, operatori del settore, appassionati e docenti, alcuni dei quali hanno scelto di partecipare personalmente al percorso formativo. Non è mancata la presenza di produttori oleari del territorio, tra cui l’Azienda Agricola Titone, rappresentata dalla dott.ssa Antonella Titone con due collaboratori aziendali, l’Azienda Agricola Xiggiari con due collaboratori e l’Azienda Agricola Giacalone, con la partecipazione dei titolari Franco e Giacomo Giacalone. Presente anche il prof. Nicola Trapani, già docente dell’Istituto Agrario “Abele Damiani” e autore di importanti pubblicazioni a carattere salutistico in ambito oleario. L’esperienza di Marsala lascia così un messaggio forte e attuale: la qualità delle produzioni passa dalla qualità delle competenze. Quando la scuola si apre al territorio e la formazione diventa pratica concreta, l’agricoltura smette di essere solo tradizione e torna ad essere progetto, visione e futuro. A conferma dell’interesse suscitato dall’iniziativa, l’appuntamento con la formazione sulla potatura proseguirà anche il 30 e 31 gennaio, quando il corso si svolgerà presso la sede dell’APOM di Torrenova, in provincia di Messina.

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