Castelvetrano, sabato 24 gennaio Nino De Vita presenta il libro “Noi ci ricorderemo”

redazione

Castelvetrano, sabato 24 gennaio Nino De Vita presenta il libro “Noi ci ricorderemo”

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lunedì 19 Gennaio 2026 - 11:57

Nuovo appuntamento, sabato 24 gennaio, con il «PalmosaFest», la rassegna di arte e letteratura di cui è direttore artistico Bia Cusumano e la cui direzione culturale è affidata alla giornalista Jana Cardinale. All’ex convento dei minimi, a partire dalle 18, lo scrittore Nino De Vita (uno dei più importanti poeti italiani viventi) presenterà «Noi ci ricorderemo», edito da Le Lettere, e il cui sottotitolo recita «Vent’anni di amicizia con Leonardo Sciascia».

Con l’autore dialogherà Jana Cardinale. Introduce Vincenzo Di Stefano. Letture di Antonella Giotti Alberto Polizzi. Canzoni di Maria Etiopia Peppe Patti, con l’accompagnamento dei musicisti Vito GiammarinaroFranco GiacomarroGiacomo BuaSilvio Pisciotta e Vincenzo Provenza.

Prevista anche una esposizione di opere della pittrice Anna Stampa.

Ad organizzare la manifestazione (che fa parte della Rete dei festival letterari del trapanese) sono congiuntamente l’associazione «Palmosa-Kore» e il Comune di Castelvetrano, che sostiene la rassegna grazie al finanziamento del Centro per il libro e la lettura (un ramo del Ministero della Cultura), ottenuto nell’ambito del bando «Città che legge». Il progetto vincitore, «Trame narrative», è stato coordinato dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Trapani.

Il festival è inoltre abilitato per il percorso di formazione «scuola-lavoro» rivolto agli studenti del triennio in virtù della convenzione sottoscritta tra l’associazione «Palmosa-Kore» e il Polo liceale «Cipolla-Gentile-Pantaleo» guidato dalla dirigente Giulia Flavio.

Questa quarta edizione, il cui tema-conduttore è «Tra i nodi del dolore, la luce delle parole», è dedicata a Dea Mastronardi, la giovane lucana che nel 2024, a soli 15 anni, vittima del disagio adolescenziale, si tolse la vita.

Il libro

Scritto in onore della memoria di Leonardo Sciascia, è una raccolta di episodi inediti che si sbrogliano attraverso un’amicizia, uno stretto legame di vicinanza in cui affiora il ritratto non dello scrittore, ma soprattutto dell’uomo con i suoi silenzi, la sua tenerezza e le sue paure, finanche il tormento vissuto negli ultimi mesi prima di morire. Mischiandosi con i ricordi, emerge un ritratto della Sicilia e di Palermo animate dai grandi scrittori e intellettuali, amici di Sciascia, come Gesualdo Bufalino, Vincenzo Consolo ed Enzo Sellerio, e al contempo segnate per sempre dai delitti mafiosi di quella stagione così remota e così vicina.

De Vita conobbe Sciascia a casa di Enzo Sellerio, a Palermo, nel 1969. Da quell’incontro, per i successivi vent’anni, scaturì un legame intenso durato fino alla scomparsa di Sciascia nel novembre del 1989.

Nato a Marsala, dove vive, nel 1950, ha vinto premi prestigiosi, tra cui il «Mondello», il «Moravia», il «Tarquinia-Cardarelli», il «Cattafi». Esordisce con la raccolta di versi «Fosse Chiti» (1984), cui fa seguito la trilogia in dialetto marsalese composta da «Cutusìu» (2001), «Cùntura» (2003) e «Nnòmura» (2005), celebrata dalla critica letteraria e unanimemente considerata il suo capolavoro. Tra le altre opere «Òmini» (2011), «Il bianco della luna» (2020), «Solo un giro di chiave» (2021), «Muddichi» (2021). È componente del Consiglio d’amministrazione della Fondazione Sciascia di Racalmuto.

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