Una nuova pista dell’indagine sui favoreggiatori di Matteo Messina Denaro segue il filo di cinque carte di identità contraffatte trovate dagli investigatori nel covo di vicolo San Vito.
Martedì personale della DIA ha perquisito anche gli uffici dell’anagrafe del Comune di Alcamo. Gli investigatori avrebbero acquisito diversi cartellini di carte di identità, i documenti cioè che restano al Comune dopo l’emissione delle tessere di riconoscimento.
Gli investigatori stanno cercando di accertare l’origine dei documenti trovati a casa del boss, come siano stati contraffatti ed eventuali complicità degli alias e di impiegati degli uffici comunali addetti al rilascio delle carte.
A Campobello di Mazara infatti non risultano furti al Comune e gli investigatori e stanno allargando il raggio di azione per capire se altri furti simili sono stati commessi in Sicilia. Potrebbero essere state compilate con le generalità di cinque campobellesi incensurati e poi aggiunta la foto di Messina Denaro e il timbro del Comune di Campobello.
Naturalmente, per mettere in atto un meccanismo così complesso, il boss deve aver goduto di una rete di complicità sul territorio.
Nella mole di indagini s’inserisce poi un gran numero di false segnalazioni.