Un provvedimento che penalizza senza ragione le aziende che hanno scelto di investire in innovazione ed efficienza energetica. È dura la presa di posizione della CNA Sicilia, che accoglie e fa propria la valutazione espressa dalla CNA nazionale in merito alle misure contenute nel decreto fiscale. “Si tratta di un intervento che riduce drasticamente e con effetto retroattivo il sostegno agli investimenti previsti da Transizione 5.0 – dichiara la CNA Sicilia – Un duro colpo per le imprese che hanno creduto nella transizione tecnologica ed energetica”. Particolarmente critica la situazione per le imprese rimaste in lista d’attesa. La legge di bilancio aveva garantito la copertura integrale del beneficio, ma il recente decreto fiscale ha ridotto le risorse disponibili da 1,4 miliardi a poco più di 500 milioni. Di conseguenza, le imprese che hanno presentato domanda nel rispetto dei requisiti otterranno al massimo un terzo del contributo inizialmente previsto.
La CNA Sicilia richiama inoltre l’attenzione sul pesante ridimensionamento dei fondi destinati alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), scesi da 2,2 miliardi a 795 milioni. “Complessivamente – conclude la nota – siamo di fronte a un taglio di oltre 2 miliardi di euro destinati a sostenere gli investimenti delle imprese in innovazione e risparmio energetico. Una scelta che rischia di frenare proprio quelle iniziative strategiche per la competitività e la sostenibilità del nostro sistema produttivo”.