Nessuna sospensiva per la Trapani Shark nella battaglia legale contro il Comune di Trapani per il PalaDaidone (denominato anche PalaShark). La prima sezione del Tar di Palermo ha respinto la richiesta cautelare presentata dalla società del patron Valerio Antonini, lasciando dunque pienamente valida la determina con cui Palazzo D’Alì aveva revocato la concessione dell’impianto sportivo. Secondo quanto emerge, i giudici hanno ritenuto non sufficientemente fondato il ricorso e hanno evidenziato, tra i punti centrali, la perdita del requisito di assenza di scopo di lucro richiesto per la gestione della struttura. Adesso il procedimento proseguirà nel merito, ma nell’immediato il Comune potrà andare avanti con inventario, custodia e sgombero delle attrezzature presenti nel palazzetto. La vicenda resta quindi aperta, ma il primo round giudiziario va all’amministrazione comunale.
Dura la replica di Antonini, che annuncia subito un nuovo passo legale: “Motivazioni incomprensibili e che comunque appelleremo già nelle prossime ore al Cga”. Il patron granata prova però a rassicurare sulla tutela dei beni presenti nella struttura: “Rimane comunque la garanzia sul materiale all’interno che è nostro e nessuno può toccarlo od usarlo, anzi provvederemo ora a richiedere di rimuoverlo quanto prima”. E aggiunge: “Nel merito ci vorrà ancora qualche mese ma prima o poi riavremo ciò che è nostro”. Poi l’affondo finale: “Ora chiederemo una ispezione aggiuntiva per vedere in che condizioni è tenuto il Palashark, immagino completamente abbandonato dentro e fuori. E in che condizioni sono i nostri materiali”.