Dopo i disagi dei giorni scorsi e la sospensione momentanea del servizio, la raccolta del secco indifferenziato è ripartita. A Mazara del Vallo, però, la tensione politica sulla gestione dei rifiuti resta alta. Il disservizio ha infatti innescato un duro botta e risposta tra opposizione e amministrazione comunale, con accuse e repliche che hanno rapidamente acceso il confronto politico. A intervenire è stato il consigliere comunale Giorgio Randazzo di Forza Italia, che ha diffuso un video sui social puntando il dito contro la gestione economica dell’ente. “Molti cittadini mi hanno chiesto perché negli ultimi giorni non si è raccolto il secco residuale – afferma Randazzo – e purtroppo ho appreso una notizia molto triste e sgradevole che denota l’efficienza di questa amministrazione”. Secondo il consigliere, il problema non sarebbe di natura tecnica ma economica. “Non si è proceduto alla raccolta del secco residuale perché il Comune risulta moroso nei confronti dell’impianto di Trapani, la discarica Trapani Servizi – sostiene Randazzo –. La società creditrice avrebbe intimato all’ente che per poter continuare a conferire i rifiuti è necessario un piano di rientro scritto dal dirigente e sottoscritto dal sindaco”.

Randazzo accusa il Comune di morosità con la discarica
Randazzo parla di un debito “inferiore ai 400 mila euro” e accusa l’amministrazione di non aver garantito la regolarità del servizio nonostante le rassicurazioni sulla tenuta dei conti comunali. “Quello che si dice in Consiglio comunale sulla solidità del bilancio spesso non corrisponde alla realtà – aggiunge –. Siamo ridotti a non pagare il servizio di conferimento dei rifiuti e chi ne paga le conseguenze sono i cittadini, le attività e il decoro urbano della città”. Il consigliere collega il tema anche alla prospettiva turistica di Mazara: “Per fare turismo dobbiamo lavorare sulla bellezza della città. Episodi come questo non aiutano a presentarci come una città pulita e accogliente”.
Billardello: “Il problema è chi non paga la Tari”
Alle accuse ha risposto l’assessore all’Ambiente Vito Billardello, ricostruendo il quadro economico del servizio rifiuti. Billardello sottolinea che il costo complessivo della raccolta e dello smaltimento in città supera i 12 milioni di euro l’anno e che la normativa impone ai Comuni di coprire interamente tale spesa attraverso la Tari. “Il Comune non incassa tutte le somme necessarie per pagare il servizio – spiega l’assessore – perché una parte dei cittadini non paga la tassa sui rifiuti. Alcuni perché non possono per difficoltà economiche, altri perché non vogliono pagarla pur potendolo fare”. Secondo Billardello, proprio questa situazione genera ritardi nei pagamenti verso gli impianti di smaltimento. “Se ogni tanto, molto raramente, il secco non viene ritirato perché la discarica decide di non fare conferire il nostro Comune perché è in ritardo nei pagamenti, la colpa non è dell’amministrazione”. L’assessore individua infatti le responsabilità altrove, in primis nell’evasione della tassa e nel sistema regionale di gestione dei rifiuti. “La colpa è soprattutto della Regione Siciliana – sostiene – che non ha autorizzato un sistema innovativo di smaltimento con impianti di trasformazione dei rifiuti che avrebbero ridotto drasticamente i costi del servizio”. E poi conclude con una stoccata rivolta ai critici dell’amministrazione: “Prima di sparare a zero informatevi”. Una vicenda che ha riportato al centro del dibattito cittadino il tema della gestione dei rifiuti, da anni uno dei più delicati per i Comuni siciliani. A Mazara il confronto politico si è riacceso proprio mentre la città guarda alla prossima stagione turistica, con il decoro urbano e l’efficienza dei servizi che tornano ad essere terreno – fertile – di scontro tra opposizione e amministrazione.