La Diga Trinità è uno dei principali invasi artificiali della Sicilia occidentale e si trova nel territorio di Castelvetrano. Realizzata tra il 1954 e il 1959, la diga è stata costruita sbarrando il corso del fiume Arena, che in prossimità dell’invaso prende il nome di Fiume Delia. L’opera nacque con l’obiettivo di garantire acqua per l’irrigazione ai territori agricoli di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Mazara del Vallo, un comprensorio che si estende per migliaia di ettari coltivati tra vigneti, uliveti e ortaggi. Nel corso degli anni, però, la diga è diventata anche simbolo delle difficoltà del sistema idrico siciliano. L’infrastruttura, costruita negli anni ’50, non è mai stata pienamente collaudata e per ragioni di sicurezza il livello dell’acqua è stato più volte limitato, con il rischio di dover scaricare l’acqua in eccesso verso il mare invece di utilizzarla per l’agricoltura. Proprio per questo negli ultimi mesi sono stati effettuati lavori e verifiche tecniche e la Regione ha chiesto al Ministero delle Infrastrutture l’autorizzazione a innalzare la quota dell’invaso fino a 64 metri, rispetto ai limiti precedenti.
Safina: “Non si può perdere acqua mentre gli agricoltori soffrono la siccità”
Sulla situazione è intervenuto il deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina, che nei giorni scorsi ha scritto all’assessore regionale all’Energia e ai rifiuti Francesco Colianni per sollecitare un intervento. “Apprezzo la tempestività dell’assessore Colianni che, subito dopo aver ricevuto la mia lettera di questa mattina sulla situazione della diga Trinità, mi ha contattato assicurando un intervento immediato presso il Ministero e l’Ufficio nazionale dighe per accelerare il rilascio delle autorizzazioni necessarie”, afferma Safina. Secondo il parlamentare regionale la situazione attuale rischia di trasformarsi in un paradosso: i lavori di manutenzione e adeguamento richiesti dall’Ufficio nazionale dighe risultano completati dal 9 marzo, ma le paratoie dell’invaso restano ancora aperte.
L’innalzamento del livello dell’acqua non si può contenere
Nel frattempo il livello dell’acqua ha già raggiunto quota 62,11 metri, mentre le piogge degli ultimi giorni e l’apporto del fiume Delia stanno facendo crescere rapidamente il volume dell’invaso. Senza autorizzazioni per l’innalzamento della quota e senza la chiusura delle paratoie, parte dell’acqua rischia di essere dispersa. “Qui non si tratta di un dettaglio tecnico o di una pratica amministrativa da spostare da una scrivania all’altra – sostiene Safina – ma di acqua, cioè lavoro, economia e futuro per migliaia di famiglie. Mentre gli agricoltori combattono ogni anno con la siccità, non possiamo permetterci di perdere questa risorsa”. Il deputato dem conclude assicurando che continuerà a monitorare la situazione affinché l’iter autorizzativo venga completato nel più breve tempo possibile.
Curatolo: “La Regione si assuma le proprie responsabilità”
Sulla vicenda interviene anche il candidato sindaco di Marsala Leonardo Curatolo, che punta il dito contro quella che definisce l’inerzia della politica regionale. “Quello che sta accadendo alla diga Trinità è l’ennesima dimostrazione di come la politica regionale riesca a trasformare anche una risorsa fondamentale come l’acqua in un problema”, afferma. Curatolo parla di una situazione paradossale: da una parte i lavori risultano conclusi, dall’altra le paratoie restano aperte mentre l’acqua continua ad arrivare all’invaso. “Se davvero gli interventi sono stati completati – sostiene – non esiste alcuna ragione che giustifichi questo immobilismo. Continuare a rinviare decisioni mentre l’acqua rischia di finire in mare sarebbe una responsabilità politica gravissima”. Per il candidato sindaco la gestione della diga rappresenta il simbolo di una politica regionale distante dai territori: “Marsala e tutta la provincia non possono restare spettatori di una gestione dell’acqua fatta di ritardi, burocrazia e scaricabarile. Su queste vicende non servono promesse ma scelte e responsabilità. Subito”.
Notizie dalla Regione
“La Regione Siciliana ha completato gli adempimenti di propria competenza ed eseguito gli interventi richiesti sulla diga Trinità per consentire l’innalzamento del livello autorizzato dell’invaso da 62 a 64 metri sul livello del mare. La richiesta di incremento della quota è stata inviata alla Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idroelettriche del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e mi sono personalmente attivato contattando gli uffici romani. Adesso attendiamo le verifiche del Ministero“. Lo precisa l’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni, in merito alle notizie relative allo sversamento in mare dell’acqua dell’invaso del Trapanese.
“Sono stati effettuati – spiega l’assessore – lavori di somma urgenza per un importo complessivo di circa 1,25 milioni di euro”. Una prima tranche di interventi, gestita dal commissario per l’emergenza idrica Salvo Cocina, ha riguardato tra l’altro il ripristino del drenaggio delle acque meteoriche, opere per impedire l’afflusso incontrollato delle acque e il ripristino della strada consortile nell’area a valle della diga, così da deviare il transito e garantire condizioni di sicurezza. Il dipartimento dell’Acqua e dei rifiuti è invece intervenuto per ripristinare la funzionalità dello scarico di superficie e assicurare la piena e affidabile movimentazione delle paratoie fino alla massima apertura delle stesse. È infine in fase di definizione, sempre da parte dello stesso dipartimento, il progetto di fattibilità tecnica ed economica per eliminare il rischio di ostruzione dello scarico di fondo, che sarà trasmesso entro la fine di marzo al Ministero per le necessarie approvazioni. “L’obiettivo del governo Schifani – conclude Colianni – è accelerare ogni procedura possibile, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, per garantire una gestione efficiente della risorsa idrica e tutelare un bene fondamentale per il territorio e il comparto agricolo”.