Veti, liste, coalizioni ballerine e l’eterno “ci sto pensando”

redazione

Veti, liste, coalizioni ballerine e l’eterno “ci sto pensando”

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mercoledì 11 Marzo 2026 - 05:12

A Marsala si voterà il 24 e 25 maggio e la politica locale sembra più un casting aperto che una campagna elettorale, tra candidature ufficiali, veti incrociati e liste ancora in lavorazione. L’elettore, più che stanco, rischia di arrivare al seggio…più distratto che mai.

Le elezioni amministrative sono fissate per domenica 24 maggio (7–23) e lunedì 25 maggio (7–15), con Marsala tra i comuni chiamati al voto nel trapanese, insieme a Campobello di Mazara e Gibellina. Il sistema elettorale resta quello ormai noto: maggioritario nei comuni più piccoli e proporzionale oltre i 15 mila abitanti, fascia in cui rientra Marsala, così che il cittadino possa godersi anche la tradizionale frammentazione del Consiglio comunale. In città il clima è di “fermento e riposizionamento”, cioè il modo educato per dire che tutti parlano con tutti e nessuno si sposa con nessuno finché non vede il sondaggio buono.

Sul fondo di questo teatro elettorale, il cosiddetto “primato della politica” a Marsala sembra ormai più un genere letterario che un obiettivo concreto. Una roulette istituzionale che l’elettore stanco osserva con la stessa partecipazione di chi guarda i lavori del vicino dal balcone.

Nel frattempo qualcuno ha smesso di “riflettere” e ha deciso di correre davvero: Leonardo Curatolo ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco per la primavera 2026, con lo slogan che promette di “cambiare pagina”. La sua area di riferimento dovrebbe poggiare su due liste, Marsala Futura e il Partito Repubblicano, con la presenza in squadra di figure del mondo agricolo e turistico, a segnalare che almeno qualcuno ha le idee chiare sul, suo, futuro. Nel frattempo altri nomi storici della politica cittadina – da Giulia Adamo a Massimo Grillo, passando per Patti – vengono dati al lavoro sulle liste, in un risiko di alleanze dove il confine tra “civico”, “moderato” e “ex di qualcosa” è ormai sottile come una scheda elettorale bagnata.

Sul fronte del centrosinistra si lavora a liste e possibili candidature, con nomi che circolano come papabili in un campo che punta a ricostruire un’offerta competitiva dopo anni di frammentazione. L’obiettivo dichiarato è rimpinguare le liste con esperienze amministrative e candidature del passato, cercando di trasformare la “vecchia guardia” in risorsa e non solo in album dei ricordi. Il centrodestra, invece, appare impegnato più in un conflitto interno che in un disegno unitario: veti regionali e strappi locali raccontano una coalizione che si avvita sulle proprie contraddizioni mentre gli elettori contano quante volte è cambiata maggioranza in questi anni.

Nel sottobosco istituzionale continuano i movimenti: dopo le dimissioni di Nicola Fici dalla presidenza della 7ª Commissione “Politiche sociali e sanitarie”, è tornato alla guida Flavio Coppola, segno che almeno le commissioni, a differenza delle coalizioni, trovano sempre un presidente disposto a sedersi. Sul versante del Consiglio comunale si registrano spostamenti e riposizionamenti in vista delle liste, con consiglieri uscenti che valutano dove candidarsi per non finire dalla parte sbagliata della storia… o del quorum. Per il cittadino comune, tutto questo equivale a un messaggio chiaro: alla fine, tra candidature “ufficiali”, tavoli “in corso” e liste “in via di definizione”, la certezza più solida per Marsala è proprio l’elettore stanco, che in questi anni ha visto crisi di giunta, tradimenti annunciati, rimpasti lampo e ora si ritrova di fronte all’ennesima promessa di “cambiare pagina”. Toccherà a lui, il 24 e 25 maggio, decidere se questa nuova pagina sarà un capitolo diverso o l’ennesima ristampa corretta e aggiornata dello stesso vecchio libro. In ogni caso, la rubrica è pronta: se la politica non dovesse convincerlo, potrà sempre consolarsi sapendo che almeno la sua stanchezza, a Marsala, è diventata un genere giornalistico riconosciuto.

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