Trapani ha scelto la memoria e il coraggio. Lo scorso 6 marzo, giorno in cui avrebbe compiuto 84 anni, la città ha conferito la cittadinanza onoraria a Mauro Rostagno, il sociologo e giornalista torinese assassinato dalla mafia nel 1988 dopo anni di denunce contro il potere criminale nel territorio trapanese. La cerimonia si è svolta nell’aula consiliare di Palazzo Cavarretta, nel cuore della città, dove istituzioni, cittadini e familiari si sono riuniti per rendere omaggio a una figura che, con il suo lavoro e la sua voce, aveva scosso le coscienze e rotto molti silenzi. Rostagno arrivò in Sicilia per scelta, non per caso. E proprio quella scelta lo portò a legarsi profondamente a questa terra, tanto da dire spesso di sentirsi “più trapanese dei trapanesi”.

Tra attivismo e professione
Da giornalista dell’emittente locale RTC, raccontava ogni giorno la presenza della mafia, gli affari che attraversavano il territorio e i legami oscuri tra criminalità, poteri economici e ambienti della massoneria. Lo faceva con parole dirette, comprensibili a tutti, parlando ai cittadini come se stesse conversando con loro in piazza. Il 26 settembre 1988 la sua voce venne messa a tacere. Fu assassinato a pochi passi dalla comunità Saman, a Lenzi, nel territorio di Valderice, mentre si trovava nella sua auto. Da allora sono trascorsi quasi trentotto anni, ma la sua figura continua a rappresentare per Trapani un simbolo di impegno civile e di libertà d’informazione. Alla cerimonia era presente la sorella, Carla Rostagno, che ha ritirato il riconoscimento a nome della famiglia. Le sue parole hanno restituito il ritratto più intimo del fratello: un uomo capace di guardare la realtà senza filtri, attento alle ingiustizie e profondamente legato agli ultimi. “Non ha importanza quanto tempo sia passato”, ha detto con emozione. “È stato riconosciuto il valore mediatico e civile del lavoro di Mauro. Aveva la capacità di cogliere il bello e il brutto della realtà dove altri si fermano alla superficie. Essere dalla parte dei deboli e degli oppressi è stato il filo conduttore della sua vita”.
Il legame di Rostagno con Trapani
Ricordando il legame con Trapani, ha sottolineato come il sogno del fratello fosse restituire dignità alla città e ai suoi cittadini. “Trapani con lui ha vissuto una primavera. L’ha fatto per amore di questa terra”. Il sindaco Giacomo Tranchida ha evidenziato il valore simbolico del gesto compiuto dal Consiglio comunale. “La cittadinanza onoraria è solo un pezzo di carta – ha affermato – perché Mauro Rostagno questa cittadinanza l’aveva già conquistata nei fatti, con il suo lavoro e il suo impegno quotidiano. Ma questo riconoscimento rappresenta anche un modo per fare ammenda degli errori del passato”.
L’omicidio e la figura di Rostagno oggi
Un riferimento non casuale. La sera stessa dell’omicidio del giornalista, infatti, il Consiglio comunale non sospese i lavori dell’aula in segno di lutto. Un silenzio istituzionale che oggi la città sembra voler colmare con un gesto di memoria e responsabilità. La giornata dedicata a Rostagno è stata anche occasione per ribadire un impegno più ampio verso la cultura della legalità e della rinascita sociale. Nell’atrio esterno del Conservatorio è stato inaugurato il murale “Libera veramente”, realizzato da persone sottoposte a misure penali esterne impegnate in un percorso di reinserimento attraverso laboratori di arte-terapia e responsabilizzazione. All’iniziativa ha partecipato anche Pietro Grasso, che ha ricordato l’importanza del lavoro di Rostagno e il valore di una memoria che continua a parlare alle nuove generazioni.