Un gruppo di militari della Aeronautica Militare sono rientrati, a bordo di un C130 con dal Kuwait. I 239 militari, alcuni dei quali siciliani, erano in servizio per attività di addestramento dalla fine dello scorso mese di gennaio nella base aerea di Ali al Salem, che una settimana fa era stata colpita dagli attacchi iraniani, dopo l’inizio del nuovo conflitto tra Israele, Usa e Teheran. L’attacco aveva danneggiato due edifici e due hangar che ospitano generalmente i caccia Eurofighter Typhen – gli stessi di stanza a Birgi – costringendo i militari italiani a rifugiarsi nei bunker.
L’aeroporto militare di Birgi – sede del 37° Stormo della nostra Aeronautica e base operativa anche della NATO- è entrato così sia pure in maniera marginale nelle vicende del conflitto mediorientale, confermando il suo ruolo di supporto nelle operazioni militari che coinvolgono il Mediterraneo: un ruolo avviato nel 1961 – anno di costruzione della base – ed evidenziato in tutti i periodi di crisi militare, compresa la crisi libica del 2011.
Com’è noto, la base di Birgi è stata anche scelta come base di addestramento per i piloti dei caccia F-35, un progetto che porterà a lavori di ampliamento con la probabile realizzazione di una nuova pista per le operazioni di atterraggio e decollo.