Sull’ormai imminente referendum costituzionale sulla riforma della giustizia ci scrive l’ex sindaco di Marsala.
Egregio direttore,
fra tre settimane siamo chiamati a votare, sul referendum sulla giustizia, meglio forse dire sulla “separazione della carriera dei magistrati”. Personalmente fino a qualche mese fa pensavo di non recarmi alle urne perché mi sembrava un fatto molto tecnico e poco comprensibile per i comuni cittadini.
Nelle ultime settimane visto che non c’è giornale e trasmissione televisiva dove non se ne discute, ho avuto modo di capirne di più. Ascoltando e leggendo gli interventi di esperti e giuristi e molto meno dei politici, ho capito anche perché tutti concordano, che questa riforma, se passasse il SÌ, non migliorerebbe per niente i tempi della giustizia, problema e preoccupazione principale dei cittadini.
Naturalmente non inciderebbe nemmeno sugli errori dei magistrati. Secondo alcuni, entrambi potrebbero addirittura peggiorare. Una domanda che mi chiedo e che tanti si pongono, perché fare una riforma dove non si riducono i tempi dei processi e gli eventuali errori? Qual’e’ lo scopo non detto di questa riforma? Se passasse il SI ci sarebbero due CSM ( consiglio Superiore della Magistratura), a parte i costi maggiori per le casse dello stato, il fatto grave è che i magistrati verrebbero scelti per sorteggio. Chi si farebbe curare e operare da un medico sorteggiato solo perché è inscritto all’ordine dei medici? Chi sceglierebbe un ingegnere, un architetto, un avvocato e altre figure per sorteggio? Penso nessuno. Il sorteggio di solito si usa nelle varie lotterie dove ci si affida alla fortuna. Inoltre, se ne parla di meno, ma verrebbero modificate 7 articoli della costituzione, cambiando molti equilibri su cui si regge.
In una democrazia i magistrati debbono restare indipendenti e non rispondere al potere politico e su questo almeno a parole, sono tutti d’accordo, come concordano che per ridurre i tempi dei processi e’ necessario aumentare il numero dei magistrati almeno fino alla copertura della pianta organica esistente , del personale amministrativo, delle forze dell’ordine, migliorare la tecnologia, i luoghi di lavoro e favorire o obbligare l’aggiornamento continuo. Perché non risolvere questi problemi e voler fare una riforma che a detta di tutti non li risolve? Qualche sospetto è lecito. Forse per condizionare i magistrati a difesa dei potenti? Per questi motivi mi sono convinto che andrò a votare e voterò NO”.