Maltempo, a rischio la produzione dell’Aglio Rosso di Nubia: possibile crollo del 75% 

redazione

Maltempo, a rischio la produzione dell’Aglio Rosso di Nubia: possibile crollo del 75% 

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martedì 24 Febbraio 2026 - 06:00

Le abbondanti piogge e il maltempo che hanno segnato le ultime settimane stanno mettendo seriamente in difficoltà la campagna produttiva dell’Aglio Rosso di Nubia, eccellenza del territorio trapanese in attesa del riconoscimento Igp e già inserita nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (Pat). A lanciare l’allarme è il presidente del Consorzio di tutela, Massimo Piacentino. “Le condizioni meteo – spiega – stanno impedendo il regolare svolgimento delle operazioni di semina, proprio nei mesi cruciali di gennaio e febbraio. Se non ci sarà un miglioramento rapido, rischiamo di perdere almeno il 75% della produzione e di non avere prodotto disponibile per il 2027″. Secondo il presidente, ciò che si riuscirà comunque a coltivare manterrà standard qualitativi elevati, ma con quantitativi inevitabilmente ridotti.

Un patrimonio agricolo tra tradizione e biodiversità

Ogni anno, su circa 100 ettari di terreno, si producono mediamente 3.500 quintali di aglio. Una parte significativa, circa un terzo, viene ancora intrecciata a mano nella tradizionale “trizza”, un rito che rappresenta identità, memoria e orgoglio della comunità locale. Proprio nel 2024 il Consorzio ha ottenuto la registrazione della varietà come “semente da conservazione” con la denominazione di aglio di Paceco, passaggio strategico per la salvaguardia della biodiversità agricola e per l’iter verso l’Igp.

Storia, qualità nutrizionali e benefici per la salute

L’Aglio Rosso di Nubia si distingue per il caratteristico colore rosso porpora delle tuniche che avvolgono i bulbilli. Viene coltivato nei terreni scuri e argillosi attorno alle saline della Riserva Naturale delle Saline di Trapani e Paceco, ma anche in aree dei comuni di Trapani, Erice, Buseto Palizzolo, Valderice e Marsala. La semina avviene tra dicembre e gennaio, mentre la raccolta si concentra tra fine maggio e giugno, dopo l’eliminazione dell’infiorescenza – lo “spicune” – per facilitare l’intrecciatura. Oltre al valore culturale ed economico, questo aglio è apprezzato per le sue proprietà nutrizionali: ricco di potassio, vitamine del gruppo B, acido folico, ferro e zolfo, è noto per l’azione antiossidante grazie alla presenza di solfuri e selenio. Considerato un alleato nelle diete ipocaloriche, favorisce il metabolismo e contribuisce alla riduzione dei grassi. È inoltre riconosciuto per le proprietà depurative e benefiche per il fegato, per l’effetto ipotensivo e vasodilatatore, nonché per le qualità antisettiche legate all’allicina. Utilizzato anche in ambito cosmetico, aiuta a purificare la pelle e a contrastare la forfora. La raccolta avviene nelle ore più fresche della giornata, al mattino o al tramonto, quando l’umidità delle foglie agevola il delicato lavoro manuale di intreccio. Un patrimonio agricolo e culturale che oggi, a causa delle condizioni climatiche avverse, rischia di subire un duro colpo.

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