In vista delle prossime elezioni amministrative a Marsala, il comparto turistico locale sceglie di presentarsi compatto e con una proposta concreta. Nasce così “Marsala Turismo 2026-2031”, un programma operativo elaborato dagli operatori dell’ospitalità, della ristorazione, dei servizi, della cultura, dello sport, dei trasporti e dalle associazioni del territorio: un’intera filiera che ogni giorno genera lavoro, presenze e valore economico. Il documento non si propone come un manifesto di intenti, ma come un piano strutturato con azioni definite, tempi certi e responsabilità chiare. L’obiettivo è diretto: chiedere ai candidati sindaco di adottarlo come base del prossimo mandato amministrativo, trasformando il turismo in una politica pubblica stabile e professionale. “Finora siamo andati avanti grazie alla bellezza del territorio e all’impegno dei privati – sottolinea il gruppo – ma questo non basta più. Senza una regia chiara e una gestione tecnica, il comparto cresce in modo casuale, perdendo opportunità, investimenti e competitività”.
Gli obiettivi del Piano turistico
Tre le scelte ritenute prioritarie e non rinviabili, da avviare subito dopo l’insediamento della nuova Amministrazione. La prima riguarda la nomina di un esperto di Destination Management, una figura tecnica che affianchi il sindaco e coordini in modo professionale la costruzione della destinazione turistica. La seconda prevede la redazione del Piano Strategico del Turismo (PST), strumento di pianificazione capace di definire obiettivi, priorità, investimenti e indicatori di risultato, superando la logica degli interventi sporadici e non coordinati. La terza proposta è la costituzione di una Fondazione pubblico-privata per la gestione della destinazione, con il coinvolgimento diretto del Comune e degli operatori, finanziata anche attraverso il gettito dell’imposta di soggiorno. Uno strumento che, secondo i promotori, garantirebbe continuità, competenze e trasparenza anche oltre i cambi di amministrazione. “Non un nuovo carrozzone – precisano – ma un modello operativo già adottato con successo in molte realtà italiane, capace di programmare, promuovere, intercettare fondi e lavorare in modo stabile durante tutto l’anno”.
L’appello
Accanto alle riforme strutturali, il piano contempla interventi concreti su mobilità, decoro urbano, accoglienza, digitalizzazione dei servizi, valorizzazione del territorio, enoturismo, grandi eventi, marketing territoriale e formazione degli operatori, con una tabella di marcia che copre i primi 48 mesi di mandato. “Il turismo non è una delega accessoria – evidenzia il gruppo – ma una leva economica centrale per occupazione, qualità della vita e sviluppo sostenibile. Per questo chiediamo ai futuri amministratori un impegno chiaro e pubblico: adottare questo programma e lavorare insieme a chi il turismo lo fa ogni giorno”. Marsala Turismo 2026-2031 si propone così come interlocutore tecnico permanente dell’amministrazione, mettendo a disposizione competenze, analisi e progettualità per costruire una governance condivisa e professionale. La sfida, sottolineano i promotori, non riguarda soltanto gli addetti ai lavori, ma l’intera città: quando il turismo funziona, ne beneficiano commercio, servizi, occupazione giovanile e l’immagine stessa di Marsala. Ora la scelta passa alla politica.