La Corte dei Conti contro la Regione Sicilia: “Gestione della Sanità fallimentare, poche risorse”

redazione

La Corte dei Conti contro la Regione Sicilia: “Gestione della Sanità fallimentare, poche risorse”

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giovedì 08 Gennaio 2026 - 16:12

Emerge sempre più critica la situazione della sanità pubblica in Sicilia, e in particolare nella Provincia di Trapani, dove alle gravi criticità strutturali denunciate dalla Corte dei conti si aggiunge uno scandalo che ha lasciato il segno nella comunità. La vicenda dei ritardi nei referti istologici – ovvero gli esami diagnostici fondamentali per individuare tumori e altre malattie gravi – ha portato alla luce disfunzioni tali da compromettere diritti essenziali alla salute e alla tempestività delle cure. Secondo diverse inchieste, migliaia di esami istologici (oltre 3.000) dell’Asp di Trapani sono rimasti in ritardo per mesi, con conseguenze drammatiche per i pazienti coinvolti. Il caso è esploso con la denuncia pubblica di Maria Cristina Gallo, una professoressa di Mazara del Vallo che ha atteso otto mesi per il risultato di un esame istologico dopo un intervento chirurgico, scoprendo troppo tardi che si trattava di un tumore in fase avanzata. Su questa vicenda la Procura di Marsala ha aperto un’inchiesta, mentre la magistratura ha notificato avvisi di garanzia a diversi medici dell’Asp trapanese per i ritardi nella consegna dei referti.

La presa di posizione della dem Antonella Russo

Su questo inquietante sottofondo si inserisce la recente presa di posizione di Antonella Russo, componente della segreteria regionale del Pd Sicilia con delega Salute e Sanità, che rivolge critiche durissime all’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni. “L’assessore – afferma Russo – finge di non sapere che i rilievi della Corte dei conti sul sistema sanitario regionale sono articolati in dieci punti. Limitarsi a emanare un provvedimento che regolamenti soltanto il lavoro intramoenia dei medici pubblici significa ignorare le gravissime criticità che da anni segnaliamo e che ora sono confermate anche dalla stessa Corte dei conti”. Per Russo, è evidente che la sanità pubblica in Sicilia è al collasso, soprattutto per la persistenza della mobilità passiva sanitaria, con migliaia di cittadini costretti ad andare fuori regione per curarsi, generando costi ingenti (circa 125,9 milioni di euro per 29.062 ricoveri fuori Sicilia).

Nel mirino le lunghe liste d’attesa

Altro punto critico segnalato dalla Corte dei conti riguarda le liste d’attesa, per le quali le risorse destinate (circa 54 milioni di euro) risultano nettamente insufficienti rispetto alle spese sostenute negli ultimi anni (oltre 111 milioni di euro). Inoltre, vi sono forti incongruenze tra i dati sanitari forniti dalla Regione e quelli delle singole ASP, e il mancato corretto funzionamento del sistema di prenotazione integrato tra Cup e Sovracup, che ostacola ulteriormente la riduzione delle attese. “È un quadro a tinte foschissime – prosegue Russo – frutto di una pessima gestione dell’Assessorato regionale. Anziché scaricare la colpa sui medici o sui singoli ospedali, l’assessore Faraoni deve riconoscere le gravissime responsabilità della mancata risoluzione delle lunghe liste d’attesa e della fuga dei malati siciliani in altri ospedali”. Russo chiede il pieno trasferimento delle risorse finanziarie già stanziate e l’adozione di meccanismi di controllo dell’attività medica intramoenia, come richiesto dalla stessa Corte dei conti, per affrontare in modo serio e strutturale le criticità della sanità pubblica regionale.

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