Movida violenta a Mazara: aggredito un giovane, è ricoverato a Palermo in gravi condizioni

redazione

Movida violenta a Mazara: aggredito un giovane, è ricoverato a Palermo in gravi condizioni

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venerdì 02 Gennaio 2026 - 09:26

Ancora un drammatico episodio ha turbato la movida serale in provincia di Trapani. L’ennesimo atto di violenza si è consumato a Mazara del Vallo nella serata di domenica scorsa: un giovane è stato colpito al volto da un pugno sbattendo violentemente la nuca a terra. Trasportato immediatamente in ospedale con codice rosso, i sanitari dell’Abele Ajello di Mazara hanno accertato che aveva riportato la frattura cranica scomposta con emorragia cerebrale.

Dalle ricostruzioni fin qui emerse pare che il giovane si trovasse in compagnia di un gruppo di amici e della fidanzata. Alzatosi per attraversare il locale, si sarebbe scusato per aver invaso lo spazio in cui si trovavano altre persone. Apparentemente nulla di strano in una serata affollata, in cui tanti si erano ritrovati nello stesso locale come spesso accade nel fine settimana o durante le festività natalizie. Ma pochi attimi dopo, il giovane è stato colpito al volto con forza, pare proprio per quella temporanea e innocua “invasione”. Particolarmente violento l’impatto con il pavimento, che ha determinato la perdita di coscienza per il giovane e il panico tra i presenti, che si sono resi presto conto della drammaticità della situazione.

Dopo essere stato trasportato dal 118 all’ospedale di Mazara, i medici del nosocomio locale hanno disposto il trasferimento a Palermo, mentre sulla vicenda indagano le forze dell’ordine. Potrebbero essere decisive, in tal senso, le immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Sui social lo sfogo della sorella, con parole che dovrebbero indurre una seria riflessione: perché sto raccontando questa storia? Perchè poteva essere vostro fratello, vostro figlio o un vostro amico. Perché non è possibile che un ragazzo esca per passare una piacevole serata e si ritrovi in ospedale a combattere tra la vita e la morte, perché non è corretto che individui del genere possano commettere reati e ritrovarsi tra la gente perbene, perché non è possibile che la legge italiana non tuteli la brava gente e non dia le giuste condanne come negli altri stati. Queste persone non hanno niente da perdere, escono per attaccare briga, drogarsi e per distruggere la vita degli altri”.

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