“Torno in piedi, senza stampelle, senza scarpe ortopediche. Torno dopo aver superato limiti e aspettative che sembravano impensabili”. Con queste parole, la consigliera comunale Angela Grignano è tornata a parlare in aula dopo sette mesi di assenza, segnati da una durissima battaglia contro il dolore e l’indifferenza istituzionale. Un intervento che ha scosso il Consiglio comunale di Trapani, riportando alla luce una vicenda di sofferenza, ingiustizia e solitudine. Angela Grignano, giovane trapanese con il sogno di una carriera nel mondo dell’arte e dello spettacolo, si era trasferita a Parigi quando, il 12 gennaio 2019, fu coinvolta in una terribile esplosione in Rue de Trévise. Una fuga di gas distrusse una panetteria accanto all’hotel Ibis, dove Angela lavorava, causando la morte di quattro persone e ferendone oltre 60.
Lei fu tra i più gravi: la sua gamba sinistra rischiò di essere amputata, ma grazie a una lunga serie di interventi chirurgici riuscì a salvarla. Nonostante gli anni trascorsi, il percorso di guarigione è stato durissimo, aggravato dall’assenza di un vero risarcimento e dalla mancata assunzione di responsabilità da parte delle autorità francesi. “In questi cinque anni è cambiato tutto: la nostra vita, il nostro corpo, la nostra quotidianità. Paradossalmente, però, non è cambiato niente, perché nessuna promessa è stata mantenuta, non c’è stato nessun risarcimento per le vittime e addirittura non c’è stato nessun tipo di processo”, ha dichiarato Angela in un’intervista lo scorso gennaio. Il suo ritorno a Trapani ha messo in evidenza un’altra ferita, quella dell’indifferenza istituzionale. Se da un lato cittadini e testate giornalistiche le sono stati vicini, Angela non ha ricevuto lo stesso sostegno dalla maggior parte dei consiglieri comunali.
“I cittadini e le testate giornalistiche sono state al mio fianco sostenendomi nella mia battaglia, mentre dalla maggior parte dei consiglieri comunali non è arrivato nemmeno un messaggio in sette mesi per sapere come stavo o se potevano fare qualcosa per me”. Una mancanza che pesa, soprattutto alla luce di quanto accaduto dopo il suo ultimo intervento chirurgico a Parigi. Rimasta bloccata all’ottavo piano di un edificio senza ascensore funzionante, ha vissuto un’esperienza umiliante e dolorosa: “Il Comune di Parigi non ha mosso un dito per aiutarmi quando, dopo un intervento, sono rimasta bloccata all’ottavo piano di un edificio. Non un aiuto, non una soluzione: solo il silenzio. E così ho dovuto affrontare una realtà che non augurerei a nessuno, strisciando su per le scale per riconquistare quel diritto alla mobilità che mi era stato negato”. Una situazione che avrebbe richiesto, secondo la Grignano, una presa di posizione più tempestiva da parte del Consiglio comunale di Trapani.
“Sono consapevole che un documento redatto dal Consiglio comunale di Trapani non poteva e non può sovvertire completamente le dinamiche di un’amministrazione (di un altro Stato) che viene meno alle sue responsabilità, ma far pervenire un testo in cui si chiede giustizia e rispetto per una concittadina abbandonata a strisciare su delle scale mi avrebbe da un lato fatto sentire meno sola e dall’altro avrebbe comunque fatto notare al Comune di Parigi che l’Italia è a conoscenza della situazione”. L’intervento di Angela Grignano ha prodotto una reazione. Il Consiglio comunale di Trapani ha deciso di inviare un atto formale di protesta contro il Comune di Parigi, denunciando la mancata assistenza e il mancato rispetto dei diritti fondamentali. Angela, dal canto suo, non intende fermarsi. Ha annunciato un’azione legale contro il Comune di Parigi e ha ribadito il suo impegno per i diritti delle persone con disabilità e per la sicurezza sul lavoro. “Trasformerò questo dolore in una luce guida per una città più giusta, per una politica che metta davvero le persone al centro. Ogni giorno perso è un’offesa a chi, come me, ha lottato per rialzarsi e non può permettersi di sprecare nemmeno un minuto”.
angela, cosa ti aspettavi da gente ignorante, pavida ed egoista? complimenti