Potabilità dell’acqua a Mazara, Randazzo: “Il sindaco viene meno al ruolo di garante della salute”

Luca Di Noto

Potabilità dell’acqua a Mazara, Randazzo: “Il sindaco viene meno al ruolo di garante della salute”

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venerdì 29 Marzo 2024 - 07:13

Sono trascorse già due settimane dall’interrogazione urgente al sindaco Quinci con risposta scritta sulla potabilità dell’acqua in distribuzione che i consiglieri comunali Girolamo Billardello (Mov. 5 Stelle) e Giorgio Randazzo (Fratelli d’Italia) avevano presentato. Nessuna risposta è però arrivata dall’amministrazione, come ci spiega lo stesso Randazzo: “Abbiamo inviato tutto per conoscenza anche a Prefettura e Asp proprio per sollecitare, ma a oggi non è cambiato nulla sulla pubblicità e neppure sull’obbligatorietà di fare un’ordinanza per la zona est della città”.

Lo stesso consigliere spiega anche quelle che potrebbero essere le prossime mosse: “Io credo che il prossimo passo sarà avvertire la Procura. Se il sindaco viene meno al suo ruolo di garante della salute pubblica, se ne infischia anche della trasmissione alla Prefettura. Ci aspettiamo che anche l’Asp intervenga, come già fatto nel 2021 chiedendo al sindaco l’ordinanza di non potabilità delle risorse idriche nella zona di Trasmazzaro. Credo che questo sia il primo atto doveroso da parte del sindaco, che ha consentito che la gente utilizzasse l’acqua non potabile come se fosse potabile”.

A sostegno di Cristaldi con la lista Orgoglio e Futuro, Randazzo spiega il modus operandi della coalizione:Dal 15 aprile partiremo in maniera massiccia quartiere su quartiere e la modalità della campagna elettorale sarà quella del contatto diretto con la gente. Piccoli comizi, con Cristaldi in prima linea. Sarà una campagna di contatto come ho fatto io nello scorso ballottaggio. Comizi all’antica, da questo punto di vista siamo tradizionalisti”.

Tra i punti più scottanti del programma, sicuramente quello della pista ciclabile che tante polemiche in questi mesi ha suscitato: “Metteremo mano subito alla rimodulazione dei tratti più critici, durante la stagione estiva assisteremo ad azioni di vero scempio sulla questione della viabilità e della sicurezza stradale. Credo che quello sarà l’approccio tecnico che ci consentirà di rimodularla. Su altri cantieri in essere continueremo il lavoro, non faremo come l’attuale amministrazione che ha smantellato quelli del predecessore”. E annuncia: “Come lista Orgoglio e Futuro stiamo organizzando una grossa kermesse per fine aprile al Teatro Rivoli per dimostrare la forza elettorale del gruppo”.

Il consigliere si è anche espresso sulla questione relativa al Gasdotto Eni:La fortuna della precedente amministrazione è stata che nell’atto del rinnovo della concessione si dava disposizione che le due parti in causa, ovvero la TransMed e il Comune di Mazara del Vallo dovevano valutare assieme l’impatto che questo gasdotto ha avuto sul territorio e nello specifico sulla costa. Il fronte è ancora aperto. Nell’immediato, soprattutto se io avrò la delega, metteremo in campo un’interlocuzione tesa soprattutto a rifocillare questo danno biologico per il territorio. Naturalmente non con aggressività, con le giuste leve si può anche arrivare a un patto per il territorio. Io credo che la via giudiziaria vada sempre evitata in ogni contesto”.

Randazzo entra a gamba tesa anche su quel che riguarda il dragaggio del porto canale: “Intanto bisogna presentare il primo progetto di dragaggio del porto canale d’accordo con la Regione Siciliana. Questo non è il dragaggio del porto canale, ma la mitigazione del dissesto idrogeologico sui fondi destinati a Mazara del Vallo per intercessione del parlamentare Cristaldi. Oggi sono rimaste le noccioline, gli spiccioli. Agli atti, ad oggi, non risulta che sia mai stato presentato un progetto di dragaggio del porto canale. Il Comune di Mazara del Vallo non ha le dirette competenze in materia, ma il PNRR consentiva ai territori interessati di sostituirsi d’accordo con l’autorità competente alla presentazione dei progetti. Il Comune poteva dotarsi di un progetto serio per il dragaggio, ma non lo ha mai presentato”.

E per chiudere il cerchio, si parla anche del progetto del dissalatore per consentire alla zona di Trasmazzaro, la più popolosa della città, di usufruire dell’acqua potabile: “Lavoreremo su dei mini impianti di dissalazione – precisa Randazzo –, in corrispondenza dei pozzi più importanti. Siamo convinti che un’installazione di dissalatori a scaglioni può consentire di far tornare la situazione a livelli accettabili, nei parametri di legge. Dissalando l’acqua e portandola in un pozzo, aumentando la portata del pozzo questo consentirà di effettuare la miscelazione per portare a norma gli altri pozzi. Non è vero che per fare un impianto di dissalazione ci vogliono sei anni e oltre due milioni di euro. Siamo supportati da professionisti anche all’interno dell’ente Acquedotti siciliani che ci stanno guidando sul tema, dimostrandoci con i fatti che questa strada è risolutiva e vantaggiosa nel lungo termine”. Sulla realizzazione dell’impianto di denitrificazione portato avanti dall’attuale amministrazione invece attacca: “Ho visto una determina di acquisto di non so quante tonnellate di sale per 19mila euro. Questo perché il potabilizzatore ha necessità di determinate quantità di sale giornaliere per consentire la denitrificazione dell’acqua”.

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