Buon anno a tutti, ma Beppe Grillo propone di modificarlo in tredici mesi. Ecco come…

redazione

Buon anno a tutti, ma Beppe Grillo propone di modificarlo in tredici mesi. Ecco come…

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lunedì 01 Gennaio 2024 - 07:05

Mai dare nulla per scontato quando di mezzo c’è Beppe Grillo. Neanche il corso e la concezione del tempo. L’ultima proposta del comico e fondatore dei 5 Stelle, pubblicata sul proprio blog, è una riproposizione di quanto perorato nel 1849 da Auguste Comte, filosofo, matematico e scrittore francese. Ovvero modificare la composizione dell’anno, portare i 12 mesi a 13 e renderli tutti uguali, composti da 28 giorni, quattro settimane. Con un giorno finale in più da aggiungere come festività.

Scrive Grillo nel suo ultimo post, titolato “Riformiamo il nostro tempo!”: «Il modo in cui lo percepiamo e organizziamo è legato al calendario gregoriano, un modello di oltre 400 anni fa, che si rifaceva a sua volta ad un antico schema di 2000 anni, noto come calendario giuliano. L’obiettivo principale del calendario gregoriano, istituito sotto l’autorità papale, era quella di ripristinare una continuità nella misurazione del tempo risalente all’era paleocristiana… circa dodici secoli prima! Oggi, siamo dunque ancorati ad uno schema anacronistico, nato sotto una società prescientifica, teocratica, con un’economia feudale, che non semplifica affatto le nostre vite”.

Nel 1902 – racconta Grillo – il progetto di Comte fu ripreso dall’inglese Moses B. Cotsworth; nel 1928, l’imprenditore George Eastman ne istituì l’uso presso la sua Eastman Kodak Company, dove fu utilizzato fino al 1989.

Sarebbero cinque i vantaggi finali: eliminare “la confusione causata da mesi con numeri di giorni variabili, semplificando la gestione del tempo, il budget e la pianificazione per individui, aziende e organizzazioni”; “sarebbe più semplice pianificare e coordinare le attività locali, nazionali e globali”; “gli anni bisestili sarebbero facilmente gestiti aggiungendo un singolo giorno in più alla fine dell’anno invece del sistema attuale in cui viene aggiunto un giorno in più a febbraio”; “le aziende trarrebbero vantaggio per la rendicontazione finanziaria, l’elaborazione delle buste paga e la gestione dell’inventario”; “ci sarebbe infine una armonizzazione delle festività: il giorno extra aggiunto come festività alla fine dell’anno porterebbe una giornata universale di festa, contro ogni tipo di discriminazione religiosa e promuovendo l’unità globale”.

La revisione globale del calendario si porterebbe via feste legate a ricorrenze storiche, o religiose; così, forse, anche il modo in cui leggiamo la storia e ci rapportiamo alla memoria collettiva e privata. Ma Grillo, da visionario qual è, e questo nel bene e nel male, non se ne cura troppo: “Le Nazioni Unite, organizzazioni, attivisti, intellettuali hanno sostenuto da sempre l’idea del calendario di 13 mesi, scontrandosi con ideologie ancorate al passato”.


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