Il Circo Paniko incanta ancora Marsala: “La bellezza sopravvive all’emergenza”

redazione

Il Circo Paniko incanta ancora Marsala: “La bellezza sopravvive all’emergenza”

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giovedì 13 Gennaio 2022 - 08:30

Il Circo Paniko, anche a distanza di diversi anni – l’ultima volta fu alle Cantine Fina nel 2016 – e in un momento alquanto particolare come quello della pandemia, riesce sempre a incantare il pubblico marsalese.

Dal 22 dicembre fino allo scorso 9 gennaio, il Natale è stato festeggiato assieme all’arte, alla musica, alle esibizioni stravaganti e potenti, degli artisti del Circo Paniko, collettivo di attori, cantanti, musicisti e performer di alto livello, che continuano a raccogliere applausi di pubblico e critica in tutta Italia.

Nella loro pagina Facebook, gli artisti del Circo Paniko, hanno lasciato un romantico messaggio alla città di Marsala, che per la seconda volta li ha ospitati nello scenario magnifico di Villa Genna e dello Stagnone, che anche d’inverno regala bellissimi tramonti, imperdibili colori.

Queste le loro parole, con uno sguardo all’emergenza Coronavirus: “Il Circo leva le tende, smonta la giostra del divertimento, saluta Marsala che, sotto le mascherine, ha goduto di sorrisi generosi e la meraviglia della presenza dei vivi. Lo fa in anticipo rispetto ai programmi e agli applausi per non rimaner incastrato nelle strettoie delle norme d’emergenza. È cosi: non tutti siamo in possesso di super lasciapassare verde. Non abbiamo mai avuto bisogno di lasciapassare: verde, nero o a pois. Non crediamo nei lasciapassare, perché non riteniamo che ci sia autorità legittima che possa imporsi e discriminare libertà tanto fondamentali quali quelle di: spostarsi, lavorare, decidere della propria esistenza. Da sempre invece crediamo nell’autodeterminazione, nell’autogestione, e nella consapevolezza. Sproniamo ad un’evoluzione delle coscienze attraverso l’arte e lo spettacolo: evoluzione che non ha nulla a che vedere con la normalità. Non crediamo al ritorno alla normalità. È il momento di scardinare la normalità per come la conosciamo (e le sue norme), perchè è la normalità che sostiene questa emergenza. La bellezza sopravvive all’emergenza e continueremo a credere all’incredibile”.

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