Un anno di Giunta Grillo e l’urgenza di un cambio di passo

redazione

Un anno di Giunta Grillo e l’urgenza di un cambio di passo

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mercoledì 20 Ottobre 2021 - 06:45

Amministrare non è semplice. Di volta in volta, chi si candida a farlo annuncia di voler fare meglio di chi c’è stato prima (ci mancherebbe). Poi vince, si insedia e si rende conto di quanto sia difficile fare i conti con i problemi di bilancio, i tagli ai trasferimenti, i problemi di personale, gli equilibri della maggioranza e i cittadini indisciplinati. E’ successo a Roma, a Virginia Raggi, che nel giro di cinque anni ha dilapidato un patrimonio elettorale nato da una forte richiesta di cambiamento dopo le vergognose vicende che hanno prodotto le dimissioni di Ignazio Marino. Succede in tanti altri Comuni italiani (anche a Marsala lo scorso anno) e probabilmente succederà ancora in futuro.

Proprio in questi giorni ricorre il primo anniversario dall’affermazione elettorale della coalizione di Massimo Grillo, capace di ribaltare il risultato che cinque anni prima lo aveva visto sconfitto nello scontro con Alberto Di Girolamo. Dodici mesi rappresentano una piccola porzione di un mandato elettorale, tuttavia offrono l’opportunità per fare alcune considerazioni sull’azione amministrativa avviata. La sensazione è che, al netto dell’indiscutibile peso della pandemia, ancora si sia visto poco dell’idea di città della giunta lilybetana e che si dovrà arrivare quantomeno a metà mandato per avere un quadro più chiaro.

C’è stata, sicuramente, una maggiore attenzione agli eventi, che tra agosto e settembre hanno fornito occasioni di intrattenimento, di riflessione e di visibilità per un territorio geograficamente periferico, in cui l’investimento sulle politiche culturali (e sugli eventi tout court) non può essere considerato un inutile orpello da sacrificare periodicamente in nome di più alte priorità.

Qualche perplessità hanno invece destato la gestione dei fascicoli legati all’ospedale e al porto. Se è vero che, come avvenuto nella primavera del 2020, Marsala non poteva esimersi dal mettere a disposizione della provincia il proprio nosocomio per l’emergenza Covid, è pur vero che tra lo stop al progetto di riqualificazione del San Biagio e i ritardi legati alla realizzazione del nuovo padiglione la comunità marsalese è stata vittima di decisioni regionali a dir poco discutibili. Su questo fronte, l’impressione è che sia prevalso un garbo istituzionale anche nei momenti in cui sarebbe stato preferibile da parte dei vertici dell’amministrazione cittadina un pressing più incisivo.

Sul Porto, la nostra testata si è impegnata negli anni a riportare chiarezza in un dibattito spesso condizionato posizioni di principio che non hanno portato a nessun risultato. Come abbiamo scritto più volte, c’è un progetto pubblico che ha quasi completato il suo iter e andrebbe ripreso e portato a compimento. Non si capisce perché, come annunciato dall’amministrazione, sia stato necessario finanziarne un altro in un processo che, per riprendere una dichiarazione dell’onorevole Claudio Fava, sembra somigliare al vecchio “gioco dell’oca”.

Poi c’è il rapporto tormentato con l’eredità dell’amministrazione Di Girolamo: in certi ambiti si è agito in prevalente continuità, in altri si è evidenziata un’ansia di differenziazione più simbolica che sostanziale. Il sindaco Grillo, da politico navigato, ha adottato un metodo più inclusivo nel processo decisionale, che però rischia di rallentare (come sui passaggi a livello o le piste ciclabili) la realizzazione di opere che possono realmente innescare cambiamenti positivi per la città e non sempre le discussioni in Consiglio comunale sono sembrate in linea con lo spirito del tempo, con le aspettative dei settori più dinamici della città e con le scelte adottate in questi anni in centri simili (per caratteristiche territoriali) a Marsala. Così come, in quest’ottica, non sempre è apparso chiaro l’orientamento degli assessori, da cui sarebbe auspicabile una maggiore incisività nel portare avanti interventi, opere e iniziative a beneficio di una città che deve al più presto decidere il suo futuro.

Difficile immaginare cambi di passo fino alle prossime regionali: ma qualche correzione di rotta (in giunta o negli uffici comunali) è auspicabile, perché non possono andare perdute le opportunità offerte dal Pnrr e dai fondi europei per cambiare il destino di una città che negli ultimi 10 anni ha visto emergere un crescente degrado morale e civile, che ha inevitabilmente aumentato la disillusione di tanti tra i suoi figli migliori, rassegnati a realizzare altrove i propri progetti di vita nel rimpianto di una città incapace di mettere a frutto le proprie straordinarie potenzialità.

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