Il TAM torna in scena a Marsala con “La variante Amleto”

redazione

Il TAM torna in scena a Marsala con “La variante Amleto”

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venerdì 13 Agosto 2021 - 11:15

Il TAM – Teatro Abusivo Marsala, coraggiosa e autonoma realtà teatrale fondata dall’attore e regista Massimo Pastore, torna in scena con un nuovo lavoro, “La variante Amleto”. Un’opera che prende ispirazione dalla lettura dell’Hamletmachine di Heiner Müller, piccolo capolavoro del teatro postcontemporaneo risalente alla seconda metà degli anni ‘70. Lo spettacolo, andrà in scena il 17, 18 e 19 agosto al Convento del Carmine di Marsala.

Di seguito la nota di regia:

Nel testo di Müller, messo in scena per la prima volta da Bob Wilson, in realtà, non vi è una storia da raccontare: sono cinque scene (appena nove pagine) che si susseguono senza soluzione di continuità e che hanno come protagonisti un Amleto e una Ofelia che ritornano – forse dal mondo dei morti, forse da un altrove indefinito – a raccontare la loro storia come dei vecchi attori. Questo escamotage narrativo, in realtà, secondo i critici servì a Müller per parlare di quella che era all’epoca la drammatica situazione dei paesi sotto il giogo del regime sovietico. Nel testo ci sono altre tematiche affrontate: quella della condizione femminile, quella ambientale, la critica feroce nei confronti del moralismo borghese. Prendendo spunto da Hamletmachine, il nostro lavoro parla dei tempi attuali, parla soprattutto di quello che siamo diventati e di ciò che rischiamo di diventare, che è forse peggio di quello che siamo adesso. È un lavoro duro, crudele, cattivo, acido. Questo, nelle nostre intenzioni, dovrebbe servire a innescare, a far nascere nello spettatore un desiderio di tenerezza, di solidarietà, di bellezza. Tutte cose che in qualche modo sembrano compromesse, oscurate da questi tempi così difficili, dove – ad esempio – la stessa riflessione sul disastro ambientale incombente sembra scomparsa dalla cronaca attuale, mentre invece meriterebbe un’attenzione necessaria e urgente quanto mai. Nello spettacolo sono inserite una serie di interpolazioni tratte da opere di Shakespeare. In particolar modo, sono presenti brani da Riccardo III, Macbeth, Amleto e due sonetti (il numero 1 e il numero 10). Per noi questa messa in scena è un atto d’amore verso i nostri spettatori che vogliamo, sì, scuotere, ma con l’intento di far nascere in loro una struggente malinconia per quello che siamo stati, per quello che sembriamo aver dimenticato: il cammino che ci ha portato fin qui; la speranza che ha ispirato i nostri giorni migliori; gli affettuosi gesti di solidarietà che hanno guidato le nostre azioni più nobili. Queste “dimenticanze” ci costringono dentro una dimensione di cattiveria e di solitudine, riducono il nostro presente a un orizzonte molto triste che il teatro a vocazione civile (come quello che cerchiamo di fare noi) dovrebbe cercare di scongiurare. Mi verrebbe da dire che, mettendo in scena la nostra “variante”, cerchiamo in realtà di suggerire una “costante” di umanità per questo “inverno del nostro scontento”. Lo facciamo, ancora una volta, in totale autonomia, senza chiedere contributi pubblici o altre sovvenzioni. Ma veniamo da mesi che ci hanno messo a dura prova. Per questo motivo abbiamo deciso di mettere, per la prima volta, un biglietto d’ingresso a un nostro spettacolo. Speriamo possa servire a ripianare una parte dei disastri che si sono accumulati in questi ultimi mesi di chiusure ed emergenze e che hanno reso difficili le attività del TAM. TAM, ci tengo a precisare, che continua a essere – anche se oggetto di qualche tentativo di isolamento e di boicottaggio – l’unica realtà di formazione teatrale in questa città. Da dieci anni, infatti, portiamo avanti questa nostra piccola “missione” con l’intento di fornire ai nostri allievi la possibilità di confrontarsi con la migliore letteratura teatrale classica e contemporanea. Questo perché pensiamo che la scena sia il luogo dove le contraddizioni debbano essere, per l’appunto, rappresentate, manifestate, magari senza offrire una vera risoluzione, ma non per questo senza costituirsi come luogo decisivo per la comprensione della realtà. I protagonisti dello spettacolo sono sei meravigliosi attori del TAM: Giovanni Lamia, Alessandra De Vita, Giorgia Amato, Giovanna Laura Messina, Raysi Santana e Cristiana Sanguedolce. Oltre le due date serali del 17 del 18 agosto (ore 21) all’Ente Mostra di Marsala, c’è anche una data particolare: quella del 19 all’alba (ore 05). Vogliamo sperimentare anche questa modalità, che già tanti anni fa abbiamo messo in atto con le famose Albe allo Stagnone con tanto successo. Questa volta vogliamo scoprire quello che accade all’interno del Chiostro del Carmine, luogo suggestivo già di per sé, ma che all’albeggiare siamo sicuri debba riservare motivi di sorpresa e di stupore“.

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