I 100 giorni di Grillo secondo Nicola Fici: “Il sindaco pensi meno alla politica e più alle esigenze del territorio”

vincenzofiglioli

I 100 giorni di Grillo secondo Nicola Fici: “Il sindaco pensi meno alla politica e più alle esigenze del territorio”

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lunedì 22 Febbraio 2021 - 07:00
I 100 giorni di Grillo secondo Nicola Fici: “Il sindaco pensi meno alla politica e più alle esigenze del territorio”

Nelle scorse settimana, l’amministrazione Grillo ha presentato un proprio consuntivo sulle iniziative attuate e le progettualità attivate nei primi cento giorni dall’insediamento. Un bilancio che è stato oggetto di contestazioni dai rappresentati dell’opposizione. A rappresentare la minoranza di centrosinistra in Consiglio comunale ci sono, com’è noto, soltanto tre consiglieri, tra cui il capogruppo Nicola Fici, che spesso è stato protagonista di interventi fortemente critici nei confronti del primo cittadino.

Qual è la sua valutazione sui primi cento giorni dell’amministrazione Grillo?

Non vorrei giungere subito a sentenze. Di certo, posso concentrare l’attenzione sulle prime iniziative in campo, a partire dalla gestione del Covid, dove si sono registrate decisioni tardive, come nel caso dell’ordinanza di gennaio che poteva essere anticipata durante il periodo natalizio. Così come sconforta la vicenda del nuovo padiglione per le malattie infettive dell’ospedale, che nonostante le passerelle di dicembre si trova ancora in fase di mera progettazione. Di fatto, Grillo ha detto una bugia alla città, mentre nel video dei 100 giorni si attribuiva la paternità del finanziamento e dell’inizio dei lavori. Un altro aspetto da sollevare durante questi primi cento giorni riguarda la questione dei rifiuti. L’amministrazione Grillo non ha saputo mettere in campo opzioni adeguate a risolvere i problemi delle microdiscariche. Ne è prova la nota delle Cantine marsalesi, che hanno proposto misure drastiche per fronteggiare il problema rifiuti. Mi auguro che non si adottino scelte errate, che possano portare a una riduzione della percentuale di raccolta differenziata che si era raggiunta con la precedente amministrazione. Se così fosse, si rischierebbe un incremento della tassa sui rifiuti per i cittadini. Più in generale, alla luce dell’emergenza sociale ed economica che si sta manifestando in tutto il Paese e che necessita maggiore celerità nel prendere importanti decisioni, invito il sindaco a concentrarsi sulle reali esigenze del territorio piuttosto che sulle dinamiche delle successive campagne elettorali. Vorrei citare anche il problema sicurezza: ricordo interviste rilasciate da Grillo durante la campagna elettorale su quelli che venivano definiti “episodi da Far West” che si verificavano in città. A riguardo, proponeva come soluzione l’istituzione di un tavolo permanente con il prefetto e il ripristino dei “falchi”. Sorprende, a tal proposito, che il suo stesso gruppo consiliare di Liberi, nella precedente seduta del Consiglio, abbia esortato il sindaco a rispettare l’impegno programmatico che aveva assunto con la cittadinanza.

Il centrosinistra ha soltanto tre consiglieri, che fin dall’inizio hanno dichiarato che avrebbero sorvegliato l’operato della nuova amministrazione rispetto ai progetti avviati dalla precedente. In questi 100 giorni avete notato più segnali di continuità o di discontinuità?

I primi segnali sembrano volti a manifestare discontinuità verso la precedente amministrazione comunale. Basti pensare alla pista ciclabile, con i lavori prima fermati e poi riavviati. O la casetta dell’acqua, chiusa alla pubblica fruizione in controtendenza rispetto ad altre realtà territoriali. Abbiamo poi riscontrato lentezza nel portare avanti cantieri e lavori. La prossima settimana con la Commissione Accesso agli Atti avvieremo un’attività specifica per approfondire lo stato dell’arte e capire se ci sono difficoltà a portare avanti progetti come il Social Housing di Amabilina, il campetto di Sappusi, il progetto per l’efficientamento energetico con la sostituzione dei corpi illuminanti con le luci a led. O, ancora, il completamento di Palazzo Grignani e il “dopo di noi” di Villa Damiani.

Nell’ultima seduta consiliare si sono registrate alcune prese di posizione sul futuro di Marsala Schola, un tema su cui le amministrazioni precedenti – da Carini in poi – hanno incontrato non poche difficoltà. Quali sono le sue sensazioni a riguardo?

La sensazione è che si sta pensando a Marsala Schola, più che altro, per l’attribuzione di ulteriori posti di sottogoverno. Sino ad oggi non si è registrato nessun progetto di rilancio dell’istituzione. La soluzione ottimale sarebbe scioglierla e reinternalizzare il personale nell’organico del Comune di Marsala. Oltretutto, l’assessore con delega all’istruzione è una stimatissima preside, pertanto ha tutte le competenze per portare avanti le esigenze e le istanze del mondo scolastico.

In questi 100 giorni, l’impressione è che il centrosinistra non abbia ancora elaborato del tutto la sconfitta. Peraltro, all’interno del Pd si registra una situazione molto conflittuale tra diverse anime. Che pagina si apre, a questo punto, per l’area progressista?

Mi auguro si possa ritrovare serenità e ripartire per nuovi obiettivi. A tal riguardo, noi di Cento Passi abbiamo creato una nostra struttura, affidando il coordinamento locale a Fabio Genna e confrontandoci costantemente per concertare iniziative da portare avanti in Consiglio comunale o per tornare ad essere più presenti nei quartieri e nei territori. Aggiungo che in seno al gruppo consiliare si è creata una bellissima complicità anche con il collega Rino Passalacqua, pertanto l’auspicio è di avere a nostro supporto, superate le incomprensioni registrate in seno al Pd con alcuni tesserati, il partito cardine del centrosinistra.

Il centrosinistra marsalese può avere l’ambizione di tornare ad eleggere un proprio rappresentante alle prossime elezioni regionali?

Deve averla. Marsala non può rimanere per l’ennesima volta al palo e ritrovarsi nuovamente schiacciata e umiliata da leader provenienti da altri territori. C’è un mondo culturale, forte e nutrito a Marsala, che si riconosce nei valori del centrosinistra, pertanto la missione nella fase che precede le elezioni deve essere indirizzata verso l’unità delle forze politiche che si rifanno al centrosinistra. Marsala è stanca di essere vassalla di altri territori.

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