Dibattito Cisl Palermo-Trapani: “Scuola e emergenza, le Prefetture facciano da coordinamento”

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Dibattito Cisl Palermo-Trapani: “Scuola e emergenza, le Prefetture facciano da coordinamento”

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lunedì 06 Luglio 2020 - 16:40
Dibattito Cisl Palermo-Trapani: “Scuola e emergenza, le Prefetture facciano da coordinamento”

“I tempi sono stretti e bisogna agire subito per l’adeguamento delle scuole e il reclutamento del personale necessario affinché possano riaprire il prossimo 14 settembre in piena sicurezza. Bisogna agire tutti insieme, i soggetti coinvolti a livello locale, dai dirigenti scolastici, le istituzioni tutte, compreso quelle scolastiche insieme ai sindacati devono unire le forze per far in modo che la scadenza non colga impreparati i nostri istituti. Riteniamo che a fare da coordinamento debbano essere le Prefetture, dove ogni impegno assunto deve portare con sé anche la definizione di tempi certi”. A lanciare la richiesta di una sinergia in tempi brevi a livello locale sul tema dell’edilizia scolastica, sull’adeguamento delle scuole, il reclutamento del personale che sarà necessario per via della suddivisione delle classi in piccoli gruppi di apprendimento, è la Cisl Palermo Trapani per voce del suo segretario generale Leonardo La Piana, nel corso dell’incontro che si è svolto in videoconferenza su “Scuola, dall’emergenza una opportunità di rinascita” al quale oltre al sindacato hanno partecipato il Garante per l’Infanzia del Comune di Palermo, il vicario dell’Ufficio I dell’Ambito territoriale di Palermo Pietro Velardi e il Presidente regionale della Fism che riunisce le scuole materne paritarie.

Il dibattito, trasmesso in diretta streaming sulle pagine social del sindacato e sul sito, è stato organizzato oltre che dalla Cisl Palermo Trapani anche dalla Filca Cisl, Fp Cisl e Cisl Scuola.“I dirigenti scolastici non possono essere lasciati soli, bisogna coadiuvarli nelle scelte su come adeguare i propri edifici sulla base delle regole stabilite dalle linee guida nazionali. Le conferenze di servizio a livello provinciale, metropolitano e comunale, che stanno iniziando a riunirsi per analizzare le criticità delle istituzioni scolastiche sul territorio di riferimento devono agire in fretta con un programma certo sulle prime priorità sulle quali concentrarsi, altrimenti non faremo in tempo”.  “Rispetto al tema dei bisogni educativi speciali – ha poi aggiunto La Piana – c’è l’assoluta esigenza di un adeguato monitoraggio sul tema e ridare dignità agli assistenti all’autonomia e alla comunicazione oggi ‘vittime’ di un sistema che li ha resi, se pur necessari, marginali”.

La Piana ha sottolineato come sarebbe importante verificare la disponibilità di risorse per investire nell’implementazione del personale socio-psicopedagico nelle scuole, cosi come nel coinvolgimento delle Asp per garantire la presenza di psicologi a supporto del sistema scolastico.  “I tempi sono stretti: non possiamo scoprire ad agosto – ha affermato Vito Cassata segretario generale Cisl Scuola Palermo Trapani  – che bisogna assumere decine di migliaia di insegnanti e collaboratori e ancor meno possiamo rinviare gli eventuali interventi di ristrutturazione e gli adeguamenti per la didattica. Le criticità sono molte: se abbiamo una classe di 25 alunni con un docente e se per attuare il distanziamento dobbiamo dividere la classe in due gruppi, abbiamo bisogno di due docenti; se abbiamo 1500 studenti che utilizzano i servizi igienici almeno una volta al giorno e i bagni devono esser immediatamente puliti dopo l’uso, abbiamo bisogno di più collaboratori scolastici. Evidenziamo, al riguardo, che il personale continua a essere assegnato secondo parametri del passato e del tutto insufficienti: basti pensare alla difficoltà di sostituzione dei docenti assenti che costringe a riassegnare quasi sempre gli alunni privi di vigilanza alle altre classi, contribuendo così a sovraffollarle”.

Per il vicario dell’Ufficio I dell’Ambito Territoriale di Palermo, Pietro Velardi intervenuto al dibattito, “è fondamentale l’interlocuzione con tutti i soggetti istituzionali e non, coinvolti nella riapertura delle scuole. Stiamo valutando l’ipotesi di utilizzare anche locali che non fanno parte degli istituti, serve la collaborazione e la responsabilità di tutti. Le regole stabilite a livello nazionale del Piano scuola ora vanno calate nella nostra realtà e stiamo lavorando a questo obiettivo. Sia chiaro che non è responsabilità solo dei dirigenti scolastici far in modo che il 14 settembre si possa ripartire in piena sicurezza. Bisognerà anche affrontare il tema della logistica e quindi dei trasporti in città per evitare che in alcune fasce orarie ci siano corse di mezzi pubblici affollati”.

Il sindacato ha ribadito che la farraginosità della macchina amministrativa burocratica da anni rallenta le opere di edilizia scolastica. Tre anni fa il punto della situazione a Palermo e Trapani fatto dal sindacato evidenziava per entrambe le provincie oltre 50 progetti per la ristrutturazione, la messa in sicurezza, per la costruzione di nuove scuole materne e tanto altro, erano bloccati per via della mancanza di risorse ma soprattutto dei piani esecutivi. A Palermo molti dei progetti allora attesi, fanno parte ancora del piano annuale delle opere pubbliche. A Trapani, un censimento avviato dal Comune giunto finora al 60 per cento delle istituzioni ha mostrato che i fondi stanziati dal bilancio 2020 per la manutenzione ordinaria delle scuole, (243 mila euro) non sono sufficienti, la somma necessaria si aggirerebbe a oltre 500 mila euro. Nel piano triennale trapanese 2019-2021 sono stati inseriti 38 progetti tutti definitivi, quindi in attesa di gara d’appalto.

“Garantire la sicurezza per i nostri ragazzi al rientro nelle scuole, secondo quanto previsto dalle direttive ministeriali, deve essere la nostra priorità ma non possiamo assolutamente prescindere dal fattore tempo, ovvero dalla possibilità di realizzare i progetti di adeguamento anti covid degli edifici scolastici il più velocemente possibile perché altrimenti il rischio di perdere le risorse stanziate è dietro l’angolo” commenta Francesco Danese segretario generale Filca Cisl Palermo Trapani. “Bisogna accelerare l’iter burocratico, riteniamo che ai dirigenti scolastici già carichi di responsabilità non debba essere affidata in toto la gestione dei progetti di edilizia, ma che debba esserci una forte sinergia con egli enti locali. L’imperativo è fare in fretta perché non ci possiamo assolutamente permettere di perdere i fondi che, se entro il 30 settembre non verranno impiegati, rischiano di essere destinati ad altro con ulteriori gravi conseguenze anche sul settore edile. Far partire i lavori nelle scuole per l’adeguamento anti covid e per gli altri progetti previsti, significherebbe poi far ripartire l’edilizia e quindi ridare fiato a un settore che più degli altri ha accusato la crisi, e lasciato tanti padri di famiglia senza lavoro”.

La situazione a Palermo ad oggi non è cambiata di molto – ha spiegato Lorenzo Geraci segretario generale Fp Cisl Palermo Trapani – negli uffici continuano a mancare le figure tecniche specializzate nella redazione dei piani esecutivi per realizzare le opere, comprese quelle di edilizia scolastica. Inoltre, si pone il tema della vigilanza sul rispetto delle regole di distanziamento e di sicurezza in tutti gli istituti. Proponiamo un protocollo d’intesa fra le Asp e i comuni per poter collaborare, garantendo così la sicurezza per tutti, studenti e personale”. Sul tema degli asili nido di Palermo, la Fp ha sollecitato “… il tempo pieno per gli educatori. collaboratori scolastici e tutti i profili che lavorano in queste scuole, che operano in queste strutture, ci sono operatori che hanno un contratto part time, di certo così non si potrà garantire la continuità didattico-educativa in queste strutture” .Sarà un avvio di anno complesso anche per le scuole materne paritarie. “Per le paritarie i fondi destinati dai provvedimenti nazionali sono insufficienti”, ha affermato durante il dibattito Dario Cangialosi presidente regionale Fism Sicilia la federazione a cui aderiscono la quasi totalità delle scuole materne paritarie. “Si parla solo di risorse marginali per i cosiddetti interventi di edilizia leggera, le paratie in plexiglass ad esempio, o tensostrutture, e per gli interventi di sanificazione. Ci auguriamo che dalla task force regionale della quale facciamo parte possano giungere nuovi spunti e altri fondi,  perché di certo con le nuove regole la sostenibilità organizzativa e economica è piuttosto complessa. Prendiamo atto altresì che il Ministero ha ben recepito che le regole sul distanziamento fisico nel segmento di età che va da 0 a 6 anni appare davvero impossibile. Pensiamo allo stesso accesso degli adulti che devono poter avvicinarsi ai bambini per l’attività ludico-didattica, ai caregiver che accompagnano e che sono determinanti partendo anche dall’ambientamento/inserimento del bambino. E poi sul fronte del personale, per poter riaprire avremo bisogno di maggiori risorse umane, soprattutto ausiliari, che siano adeguatamente formati per assistere questa delicata fascia d’età. In generale –ha aggiunto Cangialosi – è necessario che le linee guida siciliane vengano diffuse nel più breve tempo possibile, sono tanti i punti da chiarire per poter lasciare il tempo necessario e adeguato ai dirigenti scolastici e ai gestori di programmare per tempo l’apertura di un anno scolastico che si preannuncia difficile”.

Durante il dibattito è emersa anche l’esigenza di riunire un tavolo tematico specifico proprio sul tema dell’infanzia.  Sempre sull’infanzia e sul piano educativo rivolto a questa fascia d’età è intervenuto il Garante per l’Infanzia e Adolescenza del Comune di Palermo Pasquale D’Andrea. “Siamo dell’idea, che oltre a discutere di edifici e personale, sia essenziale approfittare dell’occasione per riflettere sull’efficacia dei piani educativi per rivederli anche alla luce di un utilizzo della Dad, e aprire il nostro sistema scolastico al territorio, in ogni periferia pensando anche ad attività esterne all’istituto che possano però sempre avere il requisito educativo e didattico. C’ è bisogno sempre di più di spazi questo è evidente. La domanda che ancora non ci poniamo e che invece va posta subito è qual è il futuro che vogliamo, che tipo di scuola bisogna adeguare rispetto al cambiamento della nostra società, che sarà inevitabile. E allora sono dell’idea che piuttosto bisogna partire da un progetto educativo e sulla scorta di questo adeguare scuole e personale. L’uso della Dad ci ha confermato che la scuola dovrebbe lavorare sulla revisione delle sue competenze, l’emergenza ci ha fornito questa grande opportunità di rivedere il sistema scolastico in modo che sia in grado di percepire i cambiamenti e adeguare a quelli le sue professionalità. Ai tavoli che si stanno tenendo, a livello regionale e locale, bisogna che siano presenti i portatori di competenze per entrare nel merito delle priorità”.

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