Sono da ben tre mesi senza stipendio i lavoratori di una Cooperativa che si occupa di servizi di assistenza sociale a Marsala. Ciò perchè il Comune di Marsala non eroga le somme. A denunciare la grave situazione delle lavoratrici e dei lavoratori, una trentina in tutto, impiegati nei servizi di assistenza sociale, gestiti in convenzione dalla Cooperativa Sociale Sanitaria Delfino, è la Funzione Pubblica Cgil di Trapani. Con una lettera di diffida indirizzata al Comune di Marsala, la Funzione pubblica Cgil denuncia il blocco dei pagamenti di tre mesi di retribuzione, a cui si aggiunge anche il conguaglio di fine anno, che sta trascinando le lavoratrici e i lavoratori nel baratro dell’incertezza economica.Lo scorso 29 aprile, la Funzione pubblica Cgil aveva, chiesto l’accesso agli atti per visionare la convenzione tra l’Ente e la Cooperativa, senza ricevere alcun riscontro dal Responsabile del settore Servizi alla persona.
Successivamente, il sindacato ha interpellato la Cooperativa Delfino per comprendere le cause del mancato pagamento degli stipendi: la Cooperativa vanterebbe nei confronti del Comune di Marsala un credito di 184.454,04 euro. “Siamo di fronte a una situazione paradossale e insostenibile – dice il segretario provinciale della Fp Cgil, Andrea Genna – da un lato i lavoratori continuano a garantire con estrema professionalità un servizio essenziale rivolto alle fasce più fragili della comunità, dall’altro subiscono il mancato pagamento degli stipendi e, dunque, la violazione di uno dei principali diritti contrattuali. Ancor più grave è che a impedire l’erogazione dei salari sia un Ente pubblico. E’ inaccettabile che l’inefficienza amministrativa si traduca in un danno per i lavoratori”. Intanto, il sindacato ha chiesto un incontro urgente con l’Amministrazione comunale per chiedere di procedere con urgenza alla liquidazione delle somme dovute alla Cooperativa Delfino, così da permettere il saldo immediato degli arretrati. “In assenza di un riscontro tempestivo – conclude il segretario Genna – siamo pronti a intraprendere ogni iniziativa utile a tutela della dignità e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. La gestione dei servizi sociali richiede una responsabilità istituzionale che, al momento, sembra essere venuta meno”.