Strage di Ustica, 40 anni senza verità e giustizia. Le iniziative a Trapani e Marsala

redazione

Strage di Ustica, 40 anni senza verità e giustizia. Le iniziative a Trapani e Marsala

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sabato 27 Giugno 2020 - 10:53

Sono trascorsi 40 anni dalla Strage di Ustica, ma verità e giustizia restano traguardi lontani. Le principali certezze riguardano il numero delle vittime (81), suddivise tra passeggeri (77) ed equipaggio (4) e l’orario – le 20.59 del 27 giugno 1980 – in cui il DC9 della compagnia Itavia proveniente da Bologna e in arrivo a Palermo, scomparve improvvisamente dai radar, mentre si trovava a metà strada tra l’isola di Ponza e Ustica.

Da lì, un susseguirsi di depistaggi, a partire dalla prima rivendicazione da parte di un sedicente esponente dei Nar, rivelatasi poi inattendibile. A più riprese si è parlato di una bomba piazzata dai gruppi terroristici a bordo dell’aereo, anche se l’ipotesi più accreditata è quella di un’azione di guerra che nei cieli italiani coinvolse la Francia e la Libia. Qualche settimana dopo fu ritrovato un mig libico distrutto in Calabria e il cadavere del pilota. E’ accertato che quella sera il leader libico Gheddafi fosse in volo per recarsi da Tripoli a Varsavia e alcune fonti avvalorano l’ipotesi di un piano dei francesi per abbattere l’aereo su cui viaggiava.

Come detto, però, al di là delle ricostruzioni e dei contenuti dell’istruttoria Priore del 1999 (in cui si parlava chiaramente di un’operazione di polizia internazionale effettuata in violazione dello spazio aereo nazionale) non c’è una sentenza che certifichi con esattezza quanto accaduto quella notte, né un responsabile che abbia le sue colpe.

Il messaggio del Presidente della Repubblica

«La strage avvenuta nel cielo di Ustica la sera del 27 giugno 1980 – ha scritto oggi il Capo dello Stato Sergio Mattarella – è impressa nella memoria della Repubblica con caratteri che non si potranno cancellare. Nella ricorrenza dei quarant’anni, sentiamo ancora più forte il legame di solidarietà con i familiari delle ottantuno vittime e ci uniamo nel ricordo di chi allora perse la vita, con una ferita profonda nella nostra comunità nazionale. La condivisione di tanto dolore è stata ed è anche motivo di testimonianza e di impegno civile. Il quadro delle responsabilità e le circostanze che provocarono l’immane tragedia tuttora non risulta ancora ricomposto in modo pieno e unitario. Tuttavia molta strada è stata percorsa dopo che reticenze e opacità erano state frapposte al bisogno di verità, incomprimibile per una democrazia e uno Stato di diritto. La Repubblica e la tenacia e professionalità di uomini dello Stato hanno consentito di diradare nebbie; e ciò è stato possibile grazie anche alla determinazione e alla passione civile delle famiglie delle vittime e di quanti le hanno sostenute nelle istituzioni e nella società. Non può e non deve cessare l’impegno a cercare quel che ancora non appare definito nelle vicende di quella sera drammatica. Trovare risposte risolutive, giungere a una loro ricostruzione piena e univoca richiede l’impegno delle istituzioni e l’aperta collaborazione di Paesi alleati con i quali condividiamo comuni valori. Il dovere della ricerca della verità è fondamentale per la Repubblica».

La memoria della Strage in provincia di Trapani

Alberto Bosco (41 anni) e Andrea Guarano (38) di Valderice; Antonella Diodato di Mazara del Vallo, 7 anni con i fratellini Giuseppe di appena  un anno e Vincenzo di 10 anni che viaggiavano insieme alla mamma Giovanna Lupo di 32 anni e alla zia Francesca Lupo di 17 anni di Castelvetrano;  Vito Gallo, di 25 anni di Mazara del Vallo; Vito Fontana, Carlo e Francesca Parrinello (Marsala); Guglielmo Norrito, 37anni di Campobello di Mazara. Sono questi i nomi delle vittime trapanesi della Strage di Ustica. Oggi verranno ricordati a Trapani e Marsala, assieme a tutti coloro con cui condivisero lo stesso tragico destino.

Nel capoluogo, il vescovo Pietro Maria Fragnelli presiederà alle 18.30 la celebrazione eucaristica che si terrà presso la Chiesa di San Pietro. “In particolare – si legge nella nota della Diocesi – la preghiera riunirà il territorio trapanese intorno alle famiglie delle vittime Alberto Bosco di Valderice e delle altre della provincia tra cui  Francesca e Giovanna Lupo  e 3 bambini, figli di quest’ultima che saranno presenti con una rappresentanza. Al rito parteciperanno anche i sindaci di Trapani Tranchida e di Valderice Stabile, il Movimento Cristiano Lavoratori di Trapani e l’Associazione VadoOk di Valderice”.

A Marsala, come avviene da anni, è il presidio “Vito Pipitone” di Libera a custodire la memoria di quella tragica serata.

Questo pomeriggio, alle 18, presso la sala conferenze del Monumento dei Mille si terrà la proiezione di un breve documentario in cui si ricostruiscono i fatti avvenuti 40 anni fa, cui seguiranno le testimonianze dei familiari del territorio e un breve dibattito tra i presenti.
A seguire, i partecipanti si sposteranno presso la località “Due Rocche” di Marsala dove verranno letti i nomi delle 81 vittime e verrà recitata una preghiera in loro memoria.

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