Aeroporto, turismo, rifiuti e politica, parla Tranchida. Su Marsala 2020: “Vedrei bene Fici”

redazione

Aeroporto, turismo, rifiuti e politica, parla Tranchida. Su Marsala 2020: “Vedrei bene Fici”

Condividi su:

Thursday 12 December 2019 - 06:30

Stile diretto e politichese ridotto al minimo. Questo è il marchio che contraddistingue il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, politico di lungo corso e con le idee chiare. Dal cane senza museruola “multato” per aver “osato” varcare la soglia del Municipio con l’anziana padrona disubbidiente alle regole al sempre attuale aeroporto di Birgi, dalla politica del PD alla produzione di biometano, Tranchida, lucido ma ruvido, tiene testa alle domande e rilancia la sua leadership provinciale.

Partiamo dalla querelle che tiene ancora banco sui social, il cagnolino multato e gli ambientalisti scatenati contro di lei. Questi “leoni da tastiera” come lei li ha definiti, li denuncerà come già annunciato?

È fuori discussione, certo. Se vogliono ragionare con la logica degli animali e da animali da tastiera, benissimo, io li denuncio e basta. Io non mi faccio sporcare la mia faccia da qualche pseudo animalista che si sta comportando da animale perché non condivido la logica della foresta, dell’animale e dell’aggressione. C’è una norma che parla chiaro. Nei pubblici uffici non è possibile accedere con cani senza la museruola.

Qualunque tipo di cani, dall’alano allo yorkshire?

Le leggi non fanno differenza. Uno può condividerle o meno ma vanno rispettate e basta. Qui c’è l’aggravante che la signora è stata invitata ad evitare d’entrare con il cane senza museruola dall’impiegata e invece la signora, fregandosene, è andata avanti. L’impiegata ha chiamato i vigili che sono intervenuti per multare la signora con il cane. Se i vigili non fossero intervenuti avrebbero potuto essere denunciati per omissione. E’ così che funziona il mondo. Se non sei d’accordo con la multa, fai ricorso, come faccio io e come fa qualsiasi cittadino normale. Qui invece è stato fatto un casino. Io credo che la mia libertà finisca dove inizia quella degli altri.

Pensa che questa vicenda sia stata strumentalizzata?

La signora è strumento inconsapevole però, a sua volta, è stata strumentalizzata.

Sindaco Tranchida, sull’aeroporto di Birgi, secondo lei, si può essere ancora ottimisti?

Io aspetto ancora che Salvatore Ombra, il quale sta facendo sicuramente un buon lavoro, dalle parole passi ai fatti.

Ovvero?

Ci faccia vedere il Meo test con l’approvazione dell’Europa, che è tutto lecito intervenire nel sostenere anche un’operazione di Comarketing presso Airgest. Tutto questo facciamolo camminare però accanto a quello del Distretto perché a me interessa fare promozione della destinazione “Trapani West Sicily”.

Ombra sta lavorando bene o no?

Salvatore Ombra dovrà condividere la strategia di rilancio con i Comuni e non dire che i Comuni non gli danno i soldi. In base a quale presupposto normativo e di buon senso dovrebbero farlo? Usano soldi pubblici e devono rispettare le regole. Funziona così nella Pubblica Amministrazione. Ecco perché io dico passiamo dalle parole ai fatti. Ombra tiri fuori l’OK da parte dell’Europa per questo Meo Test anche se io non credo alla logica del Bancomat. Ryan Air ha portato tanta gente in provincia di Trapani e questo è fuori discussione ma dal punto di vista della valorizzazione del territorio non ci ha dato nulla. Per questo dico che dovremmo ragionare sia con la compagnia irlandese ma anche con altre compagnie.

Ma lei con Ombra ci ha parlato, no?

Noi siamo venuti a Marsala a parlare con sia con il sindaco che con Ombra e abbiano detto loro: noi ci siamo e vi sosteniamo ma metteteci nelle condizioni di fare le cose. Abbiamo detto anche ad Ombra di darsi da fare con chi l’ha nominato, cioè Musumeci.

Come dovrebbe darsi da fare, secondo lei?

Dovrebbe intanto farsi restituire i 2 milioni e mezzo di euro che il commissario del Libero Consorzio, Raimondo Cerami, ha avuto il grande merito di restituire a Palermo perché non erano capaci a spenderli. Questi soldi erano una parte del risarcimento del conflitto libico del 2011, cioè quando l’aeroporto civile venne chiuso. Dopo di che facciamo una delegazione visto che il commissario dell’ex provincia ha qualche difficoltà a muoversi e andiamo noi da lui. Poi ci sono altri 5 milioni di euro, a livello nazionale, sempre per risarcimento danni a causa della chiusura del “Vincenzo Florio” e sempre per la guerra in Libia. Si tratta quindi di 7 milioni e mezzo complessivi. Perché dunque chiedere sempre ai Comuni di mettere soldi?

Lei parla spesso di Trapani West Sicily, il progetto di Marketing Turistico per lo sviluppo del territorio.

Sono molto favorevole e per questo ci metterei anche altri soldi. Per accompagnare i turisti nei luoghi che hanno scelto, per portali dove sono diretti, sono necessari i collegamenti. Le faccio un esempio: se alcune regioni sono collegate con l’aeroporto di Palermo io dico: facciamo dei collegamenti su Palermo, se sono collegate con Trapani, (meglio ancora), facciamo dei collegamenti con Trapani e le zone vicine. Al momento però è difficile.

Quale altra cosa occorre, sindaco?

Ci vuole un’imposta di soggiorno unica così la finiamo con tutto questo “babbìo”. Lo dico anche per i colleghi che non hanno maggioranza nel consiglio comunale che ogni volta sono condizionati da tanti fatti.

Salvatore Ombra, lo scorso 20 agosto, in una conferenza stampa, aveva parlato di questo Meo Test, che non è un aiuto di Stato, ma un incentivo consentito dalle normative europee, a patto che attraverso un’analisi, si stabilisca che questo incentivo stimoli, in maniera significativa, produzione di ricchezza sul territorio. Il presidente Airgest allora disse che “le compagnie si attraggono soltanto coi soldi”. È buon segno che ad esempio, Valderice abbia aderito al co-marketing?

Valderice ha messo i soldi per pagare i debiti vecchi, noi parliamo di altro, di futuro per l’esattezza. La notizia data alla stampa da parte di questi di Diventerà Bellissima, è stata data in maniera strumentale. Se ancora addirittura pagano ancora i debiti, di cosa stiamo parlando? Noi aspettiamo ancora, dunque non solo io, che il presidente della regione Nello Musumeci, mantenga l’impegno preso oltre 8 mesi fa.

Ci vuole ricordare la promessa, sindaco?

Sto parlando della modifica della legge per liberalizzare il trasporto turistico su gomma in Sicilia. Visto che da noi le ferrovie non funzionano, soprattutto nella parte occidentale dell’Isola, dunque non c’è possibilità che ci sia un collegamento veloce fra i 2 aeroporti, le città d’arte e le città a destinazione turistica, consentiamolo dunque con i mezzi che viaggiano su gomma. Tutto questo lo possiamo fare se lo liberalizziamo.

Altrove come funziona? E’ meglio liberalizzare?

Nel resto d’Italia e in Europa è liberalizzato e anche in Sicilia, il trasporto turistico va liberalizzato, sganciato dal trasporto pubblico locale che è gestito da 4 compagnie. Le faccio un esempio pratico. TerraVision non può approdare qui perché non ha in concessione la linea. TerraVision va nel resto d’ Italia e in Europa, presenta le credenziali e assicura collegamenti veloci con porti, aeroporti e stazioni. In terra di Sicilia non si capisce perché in 4 mantengano i monopoli e i governi regionali glielo permettano.

Al progetto Trapani West Sicily quale altro sindaco la sta aiutando?

E’ inconcepibile l’atteggiamento ondivago del sindaco Di Girolamo che a quanto pare ha dalle sue parti, più di qualche problema. Noi stiamo lavorando per creare la destinazione turistica Trapani West Sicily. Il tutto con una logica riflessiva. In questo modo i turisti che arrivano si muovono, vanno alle Egadi, vanno ad Erice, vanno allo Stagnone, visitano Marsala e le cantine, vengono a Trapani, vanno a San Vito Lo Capo. Se dobbiamo fare promozione e valorizzazione turistica di un territorio soprattutto collegato con gli aeroporti, dobbiamo ragionare con una logica di insieme, non con la logica del campanile.

Che intende per “logica di insieme”?

Amministrare con la logica dell’insieme porta sviluppo e benessere sia in termini di servizi al cittadino e agli imprenditori che come destinazione turistica. Se si gestisce con la “logica dell’orto”, del campanile, del feudo, non si è più nelle condizioni di sostenerne i costi e detto molto onestamente, va a finire che “ se la cantano e se la suonano” e chiedo scusa per la battuta. Di certo si riducono di gran lunga le capacità di espansione.

Visto che ha citato Di Girolamo, cosa ne pensa della crisi marsalese del PD?

Dal punto di vista politico non me ne sono occupato. Sento invece in giro che c’è un distacco notevole della comunità marsalese nei confronti dell’amministrazione comunale. Al netto degli eventuali meriti e dell’onestà intellettuale, il sindaco Di Girolamo forse non è riuscito a concretizzare quelli che erano gli impegni programmatici presi in campagna elettorale. Credo che se le cose stessero veramente così, bisognerebbe puntare su soluzioni diverse.

Quali secondo lei?

Un progetto civico sganciato da meccanismi esplicitamente partitici e puntare invece su un progetto per il bene della città.

Ha in mente qualcuno in particolare? Può farci un nome?

C’è questo giovane Fici e altri che vogliono mettersi in discussione. Intorno a questi si può creare un progetto civico per la città mettendo da parte le bandiere e i partiti.

E’ un po’ quello che ha fatto lei quando si è candidato primo cittadino, vero?

Non è una novità. L’ho fatto ad Erice e l’ho fatto anche a Trapani.

Cosa ne pensa del movimento di Matteo Renzi, Italia Viva?

La scorsa volta sono stato folgorato sulla via della Leopolda e in verità ho ripreso la tessera. Poi ho visto che il renzismo, in Sicilia, era tutto “trasformismo” alla Faraone e ho abbandonato. Se la Leopolda si trasforma, scusate il gioco di parole, in un trasformismo tutto siciliano e con Faraone che comanda, per me Italia Viva è già morta. Dunque per me è un capitolo chiuso.

Italia Viva dunque non la convince molto?

Assolutamente no. In terra di Sicilia è un cadavere gestito da Faraone del quale, dal punto di vista politico, non ho nessuna stima.

A Erice invece, i “nemici” storici diventano “amici”. Cosa ne pensa del valzer di nomine e dimissioni a cui abbiamo assistito ultimamente? Cosa succede nel Comune di cui lei è stato sindaco e consigliere comunale?

Io ho firmato il documento per dare una nuova maggioranza consiliare a Erice dove non è prevista l’entrata del Partito Socialista Italiano in maggioranza ma è previsto l’ingresso di 2 consiglieri comunali del PSI, Nacci ed Augugliaro nell’ambito di un progetto al servizio della città. Non c’è all’Ordine del Giorno, almeno nelle cose che ho firmato ad Erice, un ragionamento che coinvolga, dal punto di vista organico, come coalizione del partito, l’attuale partito socialista. C’è una discussione interna al PD che va rispettata e che attiene forse ad una trasformazione che mi auguro, in quel di Erice, si stia sviluppando. Se poi tutto questo diventerà un braccio di ferro con la sindaca Toscano, io su questo ho le mie idee. Credo che lì, problemi di ruoli e leadership non ce ne sono. Penso che ai cittadini ericini questo non importi.

Cosa importa agli ericini?

Che vengano realizzati i progetti, che vengano potenziati i servizi ed io in questa direzione, nel rispetto dei ruoli, io continuerò a dare il mio aiuto all’amministrazione Toscano.

Nell’intervista fatta a Daniela Toscano e pubblicata sul nostro giornale, la sua “presenza” infatti è costante, sindaco. Pare che la sua impronta continui a farsi sentire, soprattutto per quanto riguarda la continuità dei servizi.

Noi abbiamo fatto un ragionamento come maggioranza di governo a Trapani. Abbiamo delle partecipate, una è ATM che svolge un servizio di trasporto pubblico locale ma io non posso utilizzare, per esempio, i mezzi ATM per andare a prendere i turisti che arrivano a Palermo e questo per colpa della norma ancora vigente che non liberalizza. E’ questa è una vergogna. Quest’azienda però la devo tenere sul mercato. Ci sono altri comuni vicini che sono in sofferenza. Erice lo è per quanto riguarda i parcheggi e anche i collegamenti ma altri Comuni, nel tempo, avranno problemi con gli scuolabus e in una visione non di espansione e conquista del territorio ma di potenziamento dei servizi, si dovrà fare qualcosa. Ai giovani studenti che vanno a scuola in un altro comune, tutte queste difficoltà non interessano. Alla fine chiedono che i servizi funzionino al meglio.

Cosa sta facendo il Comune di Trapani per garantire la “continuità” con Erice?

Stiamo lavorando per valorizzare il know how, la capacità di ATM, facendo entrare nella società anche altri Comuni fra cui anche Erice. Lo stesso accadrà anche per quanto riguarda la Trapani Servizi e per i rifiuti.

Ci parli della situazione rifiuti a Trapani, sindaco. Come stanno andando le cose?

Trapani era fanalino di coda e non faceva nemmeno la differenziata. Adesso ha una media che oscilla tra il 60 e il 66% dopo 10 mesi e credo che questo sia un ottimo risultato anche se non è sufficiente rispetto anche alle esigenze di mantenere pulita una città territorio come Trapani. La logistica e l’organizzazione che ha una partecipata come Trapani Servizi tornerà utile, quasi indispensabile, (tra l’altro è tutta pubblica), a servizio tanto della SRR, dunque dell’agglomerato, dell’aggregazione dei Comuni che stanno al Nord della provincia di Trapani quanto della SRR Trapani Sud. La Trapani Servizi sta per andare a gestire il Polo Tecnologico di Castelvetrano. Addirittura siamo in un altro ambito territoriale. In questa direzione spingono intelligentemente sia la Prefettura che l’assessore regionale Pierobon.

Come mai?

Perché si ha a che fare con un soggetto pubblico collaudato che offre garanzie anche organizzative, patrimoniali e soprattutto know how. In questa direzione si potenzia il servizio. Questa è la logica della nostra maggioranza tra l’altro. In questa direzione stiamo mettendo a disposizione le partecipate. È ovvio che c’è nell’ottica anche una prospettiva di sviluppo di queste partecipate. Questo significa salvare posti di lavoro e anche potenziamento qualitativo dei servizi. Ragioniamo nella logica di un’Area Vasta, insomma, così come con il Distretto Turistico.

Lei ha nominato il Polo Tecnologico di Castelvetrano che però ancora non è aperto.

Noi stiamo dando una mano come Trapani Servizi. Io dico che mentre la plastica, la carta, i metalli e il vetro si possono raccogliere in maniera separata e anche se costa di più, c’è un luogo dove portarli, per quanto riguarda l’umido, la faccenda è più complicata. O va in discarica o si può trasformare in compost oppure si può trasformare in energia, in biometano. In questo modo le parti che andrebbero in discarica sarebbero minime. Tenga presente che le discariche in Sicilia sono in mano a privati e qui mi fermo. La Trapani Servizi garantirebbe eventualmente un impianto pubblico e c’è una bella differenza pur nel rispetto dell’autonomia dei privati.

Ci parli della trasformazione di organico in biometano.

Non è una novità. In altre parti già accade. Noi come Trapani Servizi stiamo pensando a quest’ultima ipotesi, cioè trasformare il rifiuto in una possibile risorsa. E per fare questo bisogna immaginare grandi quantità di organico, cioè materia prima da trasformare in energia. Naturalmente ci vorrà un impianto per questo. In Sicilia Occidentale, visto che da queste parti siamo figli di nessuno, ci stiamo dando una mossa.

In che modo?

Fare insieme un impianto di questo tipo. Io sarei dell’idea di lavorare in questa direzione insieme agli altri Comuni.

Quanto costerebbe fare un impianto di biometano?

Si parla di cifre fra i 10 e i 12 milioni di euro.

Non stiamo parlando di cifre stratosferiche, dunque.

Assolutamente no. Vediamo però che evoluzione c’è. Tenga conto che davanti a questo ragionamento c’è un contesto normativo in evoluzione. Ricordo che la legge sui rifiuti è andata in Assemblea Regionale e poi è tornata indietro.

Avete già in mente un’area dove mettere un simile impianto?

Le aree ci sono già e sono quelle che ha la Trapani Servizi.

Sindaco ha già parlato con qualche altro suo omologo di questa idea?

Ne ho già parlato con l’assessore Pierobon che è disponibile a sostenere l’iniziativa progettuale ma anche lo stesso Prefetto, è favorevole. Bisogna ora quagliare con le due SRR.

Tiziana Sferruggia

Condividi su: