Le nuove frontiere

Claudia Marchetti

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Le nuove frontiere

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Tuesday 23 June 2015 - 17:27

Siamo di fronte ad un’emergenza umanitaria di estese dimensioni, una di quelle che le generazioni future troveranno sui libri di storia e chissà, magari non arriveranno neanche a studiarle quelle ultime pagine, come è solito fare. Il problema prima era tutto della Sicilia, del Mediterraneo, ponte tra culture che si incontrano e che negli anni si sono plasmate. D’altronde quando la Terra era Pangea, la Sicilia era attaccata all’Africa, ed ogni anno si sposta verso l’Italia, non viceversa come sostiene qualcuno. Così si è spostata anche l’ondata migranti, termine vicino alla stampa sinistrata, immigrati per quella di destra, rifugiati probabilmente il termine più esatto. Perché con la Carta di Roma ai termini bisogna portare rispetto. L’ondata come dicevamo, si è “trasferita” a Ventimiglia, terra di confine tra Italia e Francia, dove oggi i confini sono solo naturali. Ma i nostri cugini d’Oltralpe sono le frontiere che vogliono ripristinare. Da giorni le Forze di Polizia francesi, su ordine del Governo, non lasciano passare i migranti che vogliono raggiungere le loro famiglie, lasciandoli in Italia, o meglio seduti per terra vicino Ponte San Ludovico, dove per fortuna è intervenuta la Croce Rossa Italiana e qualche buon solidale cittadino. Qui si sta consumando un crimine umanitario di cui nessuno si preoccupa, né l’UE né l’ONU. La prima è troppo impegnata a fare scarica barile e a rispettare la Troika per far arricchire sempre più il piatto dell’asse dei potenti d’Europa; la seconda, che negli anni si è prodigata di intervenire in zone remote del Mondo, dall’Angola a Timor Est, non prende nessuna iniziativa nell’ambito del suo programma di pace e cooperazione. Come in preda ad un lungo torpore. Eppure il Codice Frontiere Shengen è sin troppo chiaro anche ad un bambino: “Sono respinti dal territorio i cittadini di paesi terzi che non soddisfano determinate condizioni (documenti, visti, ecc.) fatte salve le ragioni umanitarie”. E dice ancora: “Sono le guardie di frontiera che sono tenute al rispetto della dignità umana nell’esercizio delle loro funzioni e non possono operare discriminazioni in ragione del sesso, della razza o dell’origine etnica, della religione o delle convinzioni, della disabilità, dell’età o dell’orientamento sessuale”. Nonostante ciò, l’Europa, la Francia, i governi, stanno violando una norma sovranazionale e la strategia del dialogo (quello Renzi-Merkel-Hollande) non funziona proprio. Allora cosa bisognerebbe fare? Boicottare il turismo italiano verso la Francia non basterà di certo…

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