Carte di credito “clonate”, tre marsalesi alla sbarra

Chiara Putaggio

Carte di credito “clonate”, tre marsalesi alla sbarra

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mercoledì 14 Maggio 2014 - 17:07
Carte di credito “clonate”, tre marsalesi alla sbarra

In tre sono accusati di uso illecito di carte di credito, che, secondo l’accusa sarebbero state clonate: in aula depone uno dei principali investigatori. Si tratta del procedimento giudiziario scaturito dall’indagine effettuata dalla sezione di pg della Guardia di Finanza presso la Procura della Repubblica di Marsala e all’epoca coordinata dal sostituto procuratore Dino Petralia, secondo cui tra maggio e giugno del 2009 sarebbero stati effettuati passaggi di denaro attraverso carte di credito VISA di provenienza illecita. La somma contestata ammonta a circa 120mila euro. Il processo in questione si sta celebrando davanti al giudice monocratico Roberto Riggio e vede tre persone imputate. Si tratta di Riccardo Di Girolamo, assistito dall’avvocato Giovanni Gaudino, di Vincenzo Daniele Marino, difeso dall’avvocato Edoardo Alagna e di Giuseppe Genna, assistito dal legale di fiducia Maurizio D’Amico. Nell’ultima udienza è stato ascoltato uno degli inquirenti: il luogotenente della Guardia di Finanza Antonio Lubrano, che dirige la sezione di pg presso la Procura. Pare che figura centrale in merito alle operazioni contestate sarebbe stata quella Di Girolamo. “Non è ancora emersa alcuna prova sul fatto che ci siano state operazioni fraudolente e non normali transazioni con carte di credito – ha ribattuto l’avvocato Gaudino -. Dimostreremo l’assoluta estraneità del Di Girolamo ai fatti contestati”. Le carte in questione che sarebbero state clonate dalle originali che appartengono a cittadini statunitensi. Uno dei pagamenti contestati sarebbe stato effettuato a beneficio di un nightclub ora chiuso il “Bocca di rosa”, il cui ex titolare è stato coinvolto nella vicenda e poi la sua posizione è stata stralciata. Un altro pagamento sarebbe stato effettuato alla ditta DGR e un altro alla azienda di autonoleggio Sicily car. “Da quanto emerso in aula – commenta Maurizio D’Amico – Giuseppe Genna risulta estraneo a questa vicenda in quanto è stato chiamato in causa solo per le dichiarazioni dell’allora titolare del locale notturno. Nessuna altra prova esiste a suo carico”. La prossima udienza si terrà l’8 luglio per sentire un altro dei testimoni indicati nella lista del pm, l’allora direttore della Monte dei Paschi di Siena.

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