Ex promotore finanziario a giudizio per occultamento e distruzione di scritture contabili

Chiara Putaggio

Ex promotore finanziario a giudizio per occultamento e distruzione di scritture contabili

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venerdì 09 Maggio 2014 - 09:47
Ex promotore finanziario a giudizio per occultamento e distruzione di scritture contabili

Il Giudice per l’udienza preliminare Francesco Parrinello ha rinviato a giudizio l’ex promotore finanziario Giacomo Di Girolamo accusato di occultamento e distruzione di scritture contabili. Ad avanzare la richiesta di rinvio a giudizio è stato il pubblico ministero Anna Cecilia Sessa. Si tratta del 38enne, già sotto processo per una truffa che, secondo la Procura della Repubblica di Marsala, ammonterebbe ad oltre 200mila euro. Il marsalese, difeso dall’avvocato Ignazio Bilardello, è stato oggetto delle indagini della sezione di pg della Guardia di Finanza presso la Procura, in seguito alle denunce per l’ipotesi di truffa durante la sua attività di promotore finanziario. Ne è seguita la verifica fiscale e l’accusa di occultamento e/ o di scritture contabili per gli anni 2009, 2010, 2011. Ieri il suo legale ha chiesto l’archiviazione in quanto, secondo l’avvocato Bilardello “il fatto non costituisce reato”: si sarebbe trattato dunque di un illecito di natura amministrativa e non penale. In breve, Di Girolamo, secondo il suo avvocato, non avrebbe nascosto o distrutto i registri contabili, ma piuttosto non li avrebbe redatti affatto, negli anni in questione. Ad ogni modo il giudice Parrinello ha accolto la richiesta del pm e il 17 settembre prenderà il via il processo davanti al giudice monocratico. Ieri però è stato celebrato un altro processo a carico di Giacomo Di Girolamo. Davanti al giudice monocratico Faillaci era prevista infatti la discussione finale del procedimento scaturito dalla denuncia della ex moglie del 38enne, secondo cui, l’uomo avrebbe chiesto un finanziamento Consel, falsificando la firma della donna. Per chiarire la faccenda era stata nominata una grafologa, la dottoressa Drago, che avrebbe dovuto analizzare la firma per verificarne l’appartenenza, ma siccome, agli atti manca il documento originario, e c’è solo una fotocopia poco leggibile, il giudice ha rinviato all’11 giugno, in attesa che arrivi il foglio originale sul quale è stata apposta la firma ora oggetto del contendere.

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