Agroalimentare: Tommaso Macaddino confermato segretario generale Uila Trapani

Audrey Vitale

Agroalimentare: Tommaso Macaddino confermato segretario generale Uila Trapani

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lunedì 05 Maggio 2014 - 15:07
Agroalimentare: Tommaso Macaddino confermato segretario generale Uila Trapani

Tommaso Macaddino, 44 anni, di Mazara del Vallo, è stato confermato segretario generale Uila Trapani in occasione del 5° congresso territoriale di categoria celebrato al Grand Hotel Palace di Marsala. Sono stati chiamati, inoltre, a far parte della segreteria territoriale dell’Unione italiana dei lavoratori agrolimentari Vita Angileri, Aldo Vaccaro, Salvatore Domingo, Antonino Ferro.

Tommaso Macaddino

Tommaso Macaddino

In occasione del congresso di oggi, anche la Uimec ha rinnovato i propri organismi. Giuseppe Aleo, 59 anni, di Partanna è stato confermato nel ruolo di presidente dell’ Unione italiana mezzadri e coltivatori. Sono stati nominati vicepresidenti lo stesso Macaddino, Matteo Angileri, Bruno Pino e Giuseppe Musacchia.
I lavori congressuali sono stati presieduti dal segretario generale della Uil Trapani Eugenio Tumbarello. Sono intervenuti, tra gli altri, il segretario generale della Uila Sicilia Gaetano Pensabene e il presidente Uimec Sicilia Natale Mascellino.
Il segretario provinciale Uila ha fatto una panoramica su quella che è la situazione del settore agroalimentare in Italia e in Sicilia, soffermandosi su un settore che è particolarmente importante per l’economia del nostro territorio, il settore ittico.
“L’economia del settore ittico – afferma Macaddino – e’ oggi caratterizzata da uno stato di profonda crisi, a cui si aggiungono le problematiche derivanti da una sempre più restrittiva regolamentazione comunitaria sull’attività di prelievo, tesa a preservare le risorse e l’ambiente marino, con la demolizione dei natanti, che ha determinato nel tempo una pesante ricaduta sull’occupazione del settore. Un esempio dei riflessi negativi prodotti da queste politiche, lo viviamo in questa provincia nella varie marinerie ed in particolare in quella di Mazara del Vallo dove negli ultimi 5 anni si sono persi circa 1500 posti di lavoro tra natanti demoliti e indotto. Oggi purtroppo la marineria di Mazara del vallo e’ in profonda crisi. Serve, dunque, una nuova “politica del mare”, una politica in grado di coniugare allo stesso tempo sostenibilità ambientale e sostenibilità economico sociale, che consenta ai lavoratori del mare di poter svolgere la loro attività lavorativa in condizioni di sicurezza e legalità”.

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