Le vittime dell'incidente sul lavoro a San Vito Lo Capo Redazione 13 Agosto 2026, 19:31...
La comunità di San Vito lo Capo, nel Trapanese, è sotto shock per l’incidente sul lavoro costato la vita a un operaio che lavorava al depuratore comunale e un sanitario del 118. La prima vittima è Davide Anselmo, 45 anni. Secondo le prime informazioni, l’uomo sarebbe stato colto da malore a causa delle esalazioni respirate nell’impianto, in cui si trovava per effettuare un controllo di routine sul depuratore di Tonnara del Secco, la stazione di sollevamento generale delle acque reflue costituita da una vasca di accumulo interrata e dal quadro di comando fuori terra. Immediato è scattato l’allarme da parte dei colleghi e l’arrivo di un’ambulanza.
Proprio mentre uno dei soccorritori del 118, Francesco Bulgarella, stava tentando di rianimare l’operaio, con un massaggio cardiaco, si è a sua volta sentito male. A stroncarlo sarebbe stato un arresto cardiaco. Sulla vicenda indagano i carabinieri e gli ispettori del servizio Spresal dell’Azienda sanitaria provinciale.
L’operaio disse a un collega: “Non mi sento bene”
Al collega che era con lui, poco prima di precipitare nella cisterna, Anselmo avrebbe detto di non sentirsi bene. L’uomo, dipendente della ditta a cui il Comune aveva appaltato la manutenzione dell’impianto, da quella cisterna non è più risalito. Non è chiaro al momento se a ucciderlo siano state esalazioni tossiche o un malore. Al collega che lo chiamava, però, non ha più risposto.
“La cisterna in cui è precipitato era poco profonda, c’erano appena 30-40 centimetri d’acqua e non c’erano gas“, dice all’Adnkronos il sindaco di San Vito Lo Capo, Francesco La Sala. L’operaio si sarebbe sentito male mentre stava risalendo e, dopo essersi seduto, sarebbe caduto nel vuoto.
“Non sappiamo esattamente cosa sia accaduto, forse un malore. Sarà la magistratura ad accertare la dinamica dei fatti – dice ancora il primo cittadino – Quello che possiamo dire è che siamo davanti a una doppia tragedia. Un dramma inaccettabile. L’intera comunità è sotto choc e addolorata. Ci stringiamo alle famiglie delle due vittime, l’operaio e il soccorritore del 118”. “C’è un caldo atroce qui in questi giorni”, dice il sindaco, accorso stamani sul luogo della tragedia. La Procura di Trapani ha aperto un’inchiesta per accertare il decesso dei due uomini.
Il sanitario del 118 non sarebbe morto per le esalazioni
Dai primi accertamenti non sarebbe morto per le esalazioni il soccorritore del 118. “Il dipendente della Seus non è mai entrato nei locali dell’impianto – ha riferito Fabio Genco, responsabile del 118 di Palermo e Trapani – i soccorritori hanno atteso come da protocollo l’arrivo dei vigili del fuoco che hanno preso l’operaio e lo hanno portato all’esterno. Anche in questo caso sarà l’autopsia ad accertare la causa della morte, ma al momento mi sento di escludere che siano state le esalazioni provenienti dall’impianto. Come 118 siamo vicini alla famiglia del soccorritore e dell’operaio. Non nascondo che per tutto il 118 questo è un giorno di forte dolore
Cisl: “Fare chiarezza su dinamica e responsabilità”
“Inaccettabile, il mondo del lavoro del trapanese piange due vite perse in modo assurdo. Siamo vicini alla famiglia, ai colleghi e alla comunità di San Vito Lo Capo. Attendiamo che la dinamica venga chiarita soprattutto per capire perché i due lavoratori avrebbero subito gli effetti delle esalazioni aggravate dalle alte temperature, senza tutela”, dicono la segretaria generale Cisl Palermo Trapani, Federica Badami, e per la Fp Cisl Palermo Trapani, Marco Corrao.
“Le parole non servono più – aggiungono i due sindacalisti -, quando due lavoratori non fanno ritorno a casa ci sentiamo tutti sconfitti insieme a tutto il mondo del lavoro. La prevenzione, la formazione, il controllo sulle aziende che realizzano le opere e ottengono gli appalti, le verifiche sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, il contrasto al lavoro nero che è strettamente legato alla mancanza di tutele reali per i lavoratori, devono essere battaglie quotidiane, come lo sono già per il sindacato. Ma se accadono ancora questi gravi episodi, la sicurezza non è ancora una priorità e a pagare con la vita sono i lavoratori. E’ ora di agire contro questa emergenza nazionale che nel nostro territorio conta troppe vittime e infortuni”, concludono.
Presidente Seus: “Sconvolti e attoniti”
“Una tragedia che ci lascia sconvolti e attoniti. La Seus è a lutto e si stringe attorno ai familiari e a tutti i cari del nostro operatore Francesco Bulgarella. Un esempio di dedizione professionale fino alle estreme conseguenze, all’insegna dell’ineguagliabile e meritorio spirito di sacrificio che ogni giorno contraddistingue tutti gli addetti dell’emergenza-urgenza 118 in Sicilia”, le parole di Riccardo Castr.
“In questo momento così drammatico – aggiunge Castro – siamo per l’ennesima volta orgogliosi delle grandi doti umane e professionali dei nostri ‘angeli del soccorso’. Un grande abbraccio anche ai cari dell’operaio deceduto”. Sulla vicenda è intervenuto anche Fabio Genco, direttore della centrale operativa di Palermo-Trapani del 118: “Un lutto che colpisce al cuore la grande famiglia del 118 siciliano. Da tutti noi un commosso abbraccio di cordoglio a tutti i cari del soccorritore della Seus e dell’operaio”.
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