Meloni al contrattacco: governo mai smesso lavorare. E va in Parlamento

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Meloni al contrattacco: governo mai smesso lavorare. E va in Parlamento

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martedì 31 marzo 2026 - 19:32
Meloni al contrattacco: governo mai smesso lavorare. E va in Parlamento

Roma, 31 mar. (askanews) – L’avviso che intende mandare ai naviganti è che ‘la vita...

Roma, 31 mar. (askanews) – L’avviso che intende mandare ai naviganti è che ‘la vita continua’ anche dopo la batosta del referendum. E anche se la sezione del sito di palazzo Chigi appositamente dedicata all’agenda della presidente del Consiglio resta tristemente vuota, ci sono almeno due appuntamenti in cui Giorgia Meloni sarà impegnata nei prossimi giorni. Uno è un Consiglio dei ministri, che si potrebbe tenere già venerdì o subito dopo Pasqua, per un nuovo decreto che intervenga sulle accise della benzina. Se ne era discusso durante l’ultima riunione del governo e già in quella occasione la premier si era detta favorevole a un rinnovo del taglio che scade il prossimo 7 aprile.

Il secondo appuntamento invece è alle Camere il 9 aprile (inizialmente avrebbe dovuto essere il 10 ma poi è stato anticipato su richiesta dei gruppi). Prima a Montecitorio e poi al Senato, la presidente del Consiglio terrà una informativa “per illustrare l’azione di governo”. Una risposta a una richiesta che era stata avanzata sabato scorso dai gruppi di opposizione affinché venisse fatta chiarezza sulle conseguenze che il referendum ha avuto sull’esecutivo, a cominciare dall’ondata di dimissioni ‘spintanee’ di Delmastro, Bartolozzi e Santanché.

La decisione, spiegano fonti di palazzo Chigi, sarebbe già stata presa nei giorni scorsi e non sarebbe collegata al ‘caso Sigonella’ e alla mancata autorizzazione all’uso della base agli Usa. Insomma, si sottolinea, non ci sarebbe stato il tentativo di cogliere l’occasione al balzo per provare a oscurare un episodio su cui restano inevase molte domande delle opposizioni e su cui pesa il rapporto con Donald Trump. Dopo la ‘fuga di notizie’ e la pubblicazione sui siti, palazzo Chigi è dovuto intervenire con una nota per precisare che “non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali” ma soprattutto che i rapporti con gli Stati Uniti, “sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione”. Una versione che fa da contraltare a quella dell’Italia che riesce a dire di no all’alleato come ai tempi di Craxi, in quello che qualcuno giudica un cortocircuito tra ministero della Difesa e palazzo Chigi e che per altri suona come un gioco di sponda utile a mandare un messaggio all’elettore preoccupato dalle mosse del presidente americano.

Semmai, si osserva comunque, la volontà di presentarsi alle Camere rispondendo alle opposizioni con una solerzia raramente mostrata in passato, sarebbe legata alla volontà di Meloni di rovesciare la narrazione dominante dopo la sconfitta al referendum che la vede ancora stordita dalla botta, in bilico tra la promessa di portare avanti fino in fondo la legislatura o mandare tutti al voto subito. “Il governo continua a lavorare”, fanno sapere da palazzo Chigi. Ancora più esplicito il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. L’informativa, dice, “sarà un’occasione per raccontare, illustrare cosa sta facendo il governo sui dossier più importanti che interessano l’opinione pubblica e che secondo noi non sono le fantasie sul voto anticipato, sui rimpasti o altre questioni che credo interessino poco e comunque sono già alle nostre spalle”.

La scelta di effettuare una informativa e non delle comunicazioni, che avrebbero previsto poi risoluzioni e quindi voti, viene spiegata dall’esecutivo come la volontà di “non drammatizzare” il passaggio parlamentare, di non farlo somigliare troppo a qualcosa di simile a una nuova richiesta di fiducia. Al contrario, per le opposizioni, la presidente del Consiglio scappa dal giudizio del Parlamento.

Anche la decisione di aspettare più di una settimana per presentarsi alle Camere sarebbe frutto di un ragionamento pratico legato alla volontà di mostrare il governo indaffarato ad occuparsi dei problemi del Paese. Non solo giovedì 9, infatti, la presidente del Consiglio vorrebbe presentarsi con il decreto che rinnova il taglio sulle accise: la data cerchiata in rosso è infatti quella del 3 aprile, quando saranno pubblicati i dati Istat sul deficit che potrebbero aprire all’Italia le porte verso l’uscita dalla procedura di infrazione, un punto a favore che la presidente del Consiglio vorrebbe portare in dote. Così come non è escluso che Meloni voglia presentarsi avendo già sciolto il nodo della sostituzione di Daniela Santanché al ministero del Turismo: al momento l’opzione più probabile è quella comunque di puntare su un esponente di Fratelli d’Italia, mentre in calo sembra la possibilità che ci si rivolga a un tecnico.

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Fonte: QdS.it