Il furto al MuMe, indaga la procura. Galvagno: “Sfregio alla bellezza del Paese”

Edoardo Ullo

Il furto al MuMe, indaga la procura. Galvagno: “Sfregio alla bellezza del Paese”

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Edoardo Ullo |
lunedì 17 agosto 2026 - 6:32
Il furto al MuMe, indaga la procura. Galvagno: “Sfregio alla bellezza del Paese”

Edoardo Ullo 17 Agosto 2026, 08:32 Proseguono senza sosta le attività investigative, coordinate dalla procura...

17 Agosto 2026, 08:32

Proseguono senza sosta le attività investigative, coordinate dalla procura distrettuale di Messina e delegate alla squadra mobile e ai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale per la ricerca delle tele di Antonello da Messina rubate dal Museo regionale di Messina nella notte di Ferragosto.

La procura, guidata da Antonio D’Amato, ha ascoltato il personale di vigilanza del museo e visionato le immagini degli impianti di video sorveglianza dello stesso museo e di quelli posti lungo la pubblica via.

Cosa è stato rubato

Sono state portate via tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio e della tavoletta bifronte, Madonna col bambino e Francescano in adorazione, da un lato, Ecce homo, dall’altro. Nel corso della fuga, gli autori del furto hanno abbandonato, in prossimità della recinzione del museo, le altre due tavole del Polittico.

La procura di Messina sta procedendo a carico di persone, allo stato, ignote, per il delitto di furto pluriaggravato di opere d’arte.

Galvagno: “Danno incalcolabile per identità Sicilia”

Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno interviene sulla vicenda: “Il furto delle opere di Antonello da Messina, nel museo Accascina, è certamente uno sfregio alla bellezza di tutta la Nazione e rappresenta un danno incalcolabile per l’identità della Sicilia. Confidiamo nelle capacità investigative già in campo per risalire agli autori di un gesto così spregiudicato ed abbiamo molto apprezzato l’atteggiamento del governo regionale che, collaborando da subito con gli inquirenti, ha avviato un’ispezione interna per allontanare così ogni zona d’ombra sull’intera vicenda”.

E conclude: “Oggi, oltre all’indignazione, il sentimento di tutti i siciliani è il desiderio di riappropriarsi quanto prima di un patrimonio condiviso dal valore inestimabile”.

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Fonte: QdS.it