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Festino di San Vito, il vescovo Giurdanella: “Costruiamo cammini di pace vera”

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sabato 22 agosto 2026 - 11:00

Festino di San Vito, il messaggio del vescovo alla città

Mazara del Vallo – Ritrovarsi attorno a San Vito significa mettersi in cammino e costruire una pace fondata sulla dignità umana, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà. È il cuore del messaggio che il vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, ha rivolto alla città durante il Festino di San Vito 2026.

La riflessione parte dalla figura del patrono e attraversa la storia della comunità mazarese. Il vescovo richiama i cammini compiuti nel corso dei secoli da pescatori, viticoltori, lavoratori, professionisti, famiglie e rappresentanti delle istituzioni.

Un patrimonio di esperienze che, secondo monsignor Giurdanella, deve aiutare la città ad affrontare le difficoltà del presente e a costruire percorsi autentici di pace.

«San Vito ci invita a metterci in cammino»

Il vescovo invita la comunità a vivere il Festino non soltanto come una celebrazione religiosa e popolare, ma anche come un momento di riflessione collettiva.

«Ora siamo chiamati a una sosta per meglio comprendere come i cammini della storia della nostra città possono diventare, nell’età della forza che contrasta l’argine del diritto e la dignità dell’uomo, cammini di una pace vera», scrive monsignor Giurdanella.

La figura di San Vito diventa così una guida per interpretare il presente. Il santo patrono viene indicato come una luce capace di mostrare come ogni percorso personale e comunitario possa trasformarsi in un cammino di pace.

Il mare, i pescatori e il dovere del soccorso

Tra le immagini richiamate dal vescovo ci sono i viaggi in mare dei pescatori mazaresi. Per secoli il loro lavoro ha garantito il sostentamento delle famiglie e ha trasmesso una regola precisa: soccorrere chiunque si trovi in pericolo.

Monsignor Giurdanella collega questa tradizione al dramma contemporaneo dei migranti che attraversano il Mediterraneo.

Il vescovo ricorda che dietro ogni persona in pericolo esiste prima di tutto una vita da salvare. Ogni migrante porta con sé una dignità che non può essere strumentalizzata e una storia che richiede accoglienza e integrazione.

«Ci rende disumani quando qualcuno dimentica e vuole fare dimenticare che in ogni migrante in pericolo ci sono anzitutto una vita da salvare e una dignità che mai va strumentalizzata», afferma il vescovo.

Giurdanella definisce inoltre antievangelico e disumano il respingimento di chi fugge dalla fame, dalle violenze e dalle persecuzioni.

L’attenzione ai viticoltori e alla crisi agricola

Nel messaggio per il Festino trova spazio anche la situazione dei viticoltori, alle prese con difficoltà produttive, climatiche ed economiche.

Il vescovo sottolinea che la pace non può essere separata dalla giustizia sociale. Per costruirla servono leggi capaci di sostenere chi lavora e uno spirito cooperativo che favorisca la cultura dei diritti e della solidarietà.

Il riferimento arriva mentre il territorio trapanese affronta le criticità della vendemmia 2026, segnata dal caldo persistente, dalla riduzione delle rese e dalle difficoltà del mercato.

Il messaggio invita quindi a non lasciare soli gli agricoltori e tutti coloro che custodiscono un settore fondamentale per l’economia, la cultura e l’identità del territorio.

Una città costruita da comunità diverse

La riflessione del vescovo abbraccia tutte le persone che hanno contribuito alla crescita di Mazara del Vallo.

Giurdanella ricorda operai, ingegneri, artisti, professionisti, commercianti, educatori, genitori, donne e uomini delle istituzioni. Accanto a loro cita i cristiani e i musulmani che vivono e lavorano nella città.

Sono percorsi differenti che, nel tempo, hanno reso Mazara una comunità ricca di memorie e aperta alle speranze del futuro. Questa pluralità rappresenta una risorsa da difendere e valorizzare.

Vedere, giudicare e agire

Il messaggio dedicato a San Vito si sviluppa attorno a tre verbi: vedere, giudicare e agire.

Vedere significa osservare la realtà con attenzione, senza lasciarsi ingannare da ciò che appare luminoso ma non offre calore al cuore. Il vescovo invita soprattutto i giovani a coltivare grandi visioni, stupore e sogni.

«Imitate San Vito aprendovi a visioni grandi, coltivando stupore e sogni, vedendo chi ha bisogno di voi», scrive monsignor Giurdanella.

Giudicare significa invece discernere e continuare a pensare in maniera autonoma. Secondo il vescovo, questo esercizio assume una particolare importanza nell’epoca dei social network e dell’intelligenza artificiale.

I social possono catturare e impoverire l’attenzione e la sensibilità. L’intelligenza artificiale può aiutare le persone, ma rischia anche di produrre automatismi e risposte prive di autentico discernimento.

Il terzo verbo è agire. Il vescovo lo descrive come un “fare del cuore”, fondato su convinzioni profonde, perseveranza e capacità di collaborare.

L’azione, quindi, non deve essere impulsiva o individualista. Deve mantenere un significato e svilupparsi insieme agli altri.

Il Museo diocesano apre sotto le stelle

Le iniziative collegate al Festino comprendono anche “Museo sotto le stelle”, l’apertura straordinaria del Museo diocesano di Mazara del Vallo.

Il programma, avviato venerdì 21 agosto, accompagna le celebrazioni con visite guidate e iniziative dedicate al patrimonio storico, artistico e religioso della Diocesi.

Sabato 22 agosto il Museo resterà aperto dalle ore 21.30 alle 23.30. Domenica 23 agosto sarà invece visitabile dalle ore 10 alle 13.

L’iniziativa offre a cittadini e visitatori l’opportunità di conoscere le opere e le testimonianze custodite nel museo durante le giornate dedicate al patrono.

Nella prima serata, al Seminario vescovile, si è svolta anche “Tableaux vivants. Il costume storico e allegorico”, mostra curata da Rosalba D’Annibale. L’incontro è stato accompagnato dalla conferenza di Francesca Paola Massara, direttrice del Museo diocesano.


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