Isola di Schola
Marsala – La riqualificazione dell’Isola di Schola entra al centro del dibattito politico e ambientale marsalese. A intervenire è l’assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Marsala, Daniele Nuccio, che replica alle posizioni espresse nei giorni scorsi dal Circolo Marsala-Petrosino di Legambiente.
L’assessore respinge quello che definisce un “immotivato allarmismo” e invita ad aprire un confronto più costruttivo sulla valorizzazione di uno dei luoghi più delicati e significativi della Laguna dello Stagnone.
Il punto di partenza, secondo Nuccio, è chiarire il senso della parola “riqualificazione”. Per l’assessore, parlare di riqualificare l’Isola di Schola non significa immaginare una trasformazione aggressiva o una compromissione ambientale, ma provare a restituire valore, cura e consapevolezza a un patrimonio pubblico oggi segnato dall’incuria.
“Riqualificazione non significa devastazione”
Nuccio sottolinea che la parola riqualificazione, riferita a un patrimonio come l’Isola di Schola, “non può essere interpretata quale azione di devastazione ambientale, a priori”.
Per l’assessore, l’isola rappresenta un bene prezioso, anche perché è l’unica isola dello Stagnone di proprietà comunale. Proprio per questo, sostiene, l’Amministrazione ha il dovere di immaginare un percorso capace di sottrarla all’abbandono e di riportarla dentro una dimensione di tutela attiva.
Schola viene descritta come una componente importante della Laguna dello Stagnone, un ecosistema di straordinario valore che va protetto non attraverso l’immobilismo, ma con un’azione qualificata, responsabile e coerente con gli strumenti di tutela esistenti.
Il tema, quindi, non sarebbe scegliere tra conservazione e valorizzazione, ma capire come rendere compatibili fruizione, conoscenza e protezione ambientale.
La critica all’allarmismo
Nel suo intervento, Nuccio considera sproporzionato il dibattito nato nei giorni scorsi.
Secondo l’assessore, immaginare scenari di devastazione prima ancora di conoscere un progetto compiuto non aiuta il confronto pubblico e non aiuta neppure l’ambiente che tutti dichiarano di voler difendere.
Il ragionamento dell’assessore è netto: la tutela ambientale non può coincidere automaticamente con il blocco di ogni intervento. Un luogo, sostiene Nuccio, non è necessariamente più protetto solo perché viene lasciato dimenticato.
Da qui il richiamo, volutamente provocatorio, all’idea che se la tutela coincidesse con la totale assenza dell’uomo, allora “l’area più naturale in assoluto” sarebbe Chernobyl.
Un passaggio forte, con cui Nuccio prova a spostare il dibattito su un altro piano: proteggere un luogo non significa abbandonarlo, ma governarne con responsabilità l’uso, la conoscenza e la fruizione.
Schola come presidio di cultura ambientale
Per l’assessore, l’Isola di Schola potrebbe diventare “un presidio di cultura ambientale nel cuore dello Stagnone”.
L’idea è quella di costruire un modello di fruizione responsabile, compatibile con i piani di gestione dei siti Natura 2000 e con la delicatezza dell’ecosistema lagunare.
Nuccio richiama la possibilità di coinvolgere università, centri di ricerca, percorsi di educazione ambientale e attività capaci di dimostrare che anche nello Stagnone può esistere un turismo sostenibile, rispettoso dei luoghi e orientato alla conoscenza.
L’assessore parla dunque di un’isola non consegnata al consumo turistico indistinto, ma trasformata in luogo di studio, sensibilizzazione e consapevolezza ambientale.
Gli interventi nel programma dell’Amministrazione
La riflessione su Schola viene collegata da Nuccio ad altri interventi inseriti nel programma di governo dell’Amministrazione comunale.
Tra i temi richiamati ci sono il bird-watching, la bonifica del territorio dalle migliaia di tonnellate di rifiuti disseminati in diverse aree, la realizzazione di sentieri attrezzati per il trekking, una maggiore cura del verde pubblico e il potenziamento delle squadre in servizio dal 2027 attraverso nuove assunzioni.
L’assessore cita anche la valorizzazione di Villa Cavallotti, definita un vero e proprio “monumento” da consegnare alle future generazioni, e il contrasto al fenomeno degli incendi delle plastiche.
La riqualificazione di Schola, quindi, viene presentata non come un intervento isolato, ma come parte di una visione più ampia sulle politiche ambientali della città.
Ambiente, cambiamento climatico e responsabilità
Nel suo intervento, Nuccio allarga il ragionamento alla crisi climatica e alla necessità di cambiare paradigma.
L’assessore richiama gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico e cita l’Overshoot Day, il giorno in cui l’umanità consuma le risorse che il pianeta è in grado di rigenerare in un anno.
Secondo Nuccio, la questione ambientale non può essere ridotta a polemica locale o a contrapposizione pregiudiziale. Chi amministra, afferma, ha il compito di governare i processi, fare scelte consapevoli e orientarle all’interesse della comunità.
Un passaggio centrale riguarda il rapporto tra giustizia sociale e giustizia ambientale. Per l’assessore non può esserci vera giustizia sociale senza un orientamento deciso verso la giustizia ambientale.
“Superare il provincialismo”
Nuccio usa parole molto dure verso un certo modo di intendere il dibattito ambientale.
L’assessore invita chi ha sensibilità ecologista ad abbandonare “provincialismo”, “smanie di protagonismo” e “sindromi da primi della classe”, atteggiamenti che, secondo lui, rischiano di allontanare la gente comune e persino le persone più consapevoli.
Il punto, spiega, è ribaltare l’idea secondo cui parlare di ambiente significhi automaticamente bloccare lo sviluppo, fermare il progresso o limitare l’occupazione.
Per Nuccio la sfida è opposta: costruire nuovi modelli di sviluppo, custodire e valorizzare il patrimonio storico e naturalistico, riforestare il territorio, riorganizzare il ciclo dei rifiuti, sostenere un diverso modello di agricoltura e realizzare le Comunità Energetiche.
Turismo sostenibile e tutela attiva
Il cuore della posizione dell’assessore è la tutela attiva.
L’Isola di Schola, secondo Nuccio, può diventare un esempio concreto di come si possa valorizzare un bene ambientale senza snaturarlo. Per farlo servono regole, competenze, controlli, progettazione e un confronto serio tra istituzioni, associazioni, esperti e cittadini.
In questa visione, il turismo sostenibile non è una formula generica, ma un modo per costruire esperienze compatibili con la fragilità dei luoghi.
La fruizione consapevole dello Stagnone, l’educazione ambientale, la ricerca scientifica e la valorizzazione del patrimonio naturale diventano così strumenti per avvicinare cittadini e visitatori alla conoscenza del territorio.
Il confronto sul futuro dello Stagnone
La posizione di Nuccio apre un tema più ampio: quale futuro immaginare per lo Stagnone e per le sue isole.
Da una parte c’è la necessità di proteggere un ecosistema unico, fragile e prezioso. Dall’altra c’è l’esigenza di impedire che la tutela si traduca in abbandono, degrado o impossibilità di conoscere i luoghi.
È su questo equilibrio che si giocherà il confronto nei prossimi mesi.
L’assessore invita a scegliere tra due strade: continuare, dice, ad “ululare alla luna” in una logica di contrapposizione autoreferenziale, oppure confrontarsi con i problemi, proporre soluzioni e provare a cambiare realmente lo stato delle cose.
Una discussione destinata a continuare
Il dibattito sull’Isola di Schola sembra destinato a proseguire.
L’intervento di Daniele Nuccio rappresenta una presa di posizione politica e culturale molto chiara: l’Amministrazione comunale intende portare avanti una visione ambientale che unisca tutela, valorizzazione e fruizione responsabile.
Resta ora da capire quali saranno i contenuti concreti del progetto, quali strumenti verranno messi in campo e come sarà costruito il confronto con le realtà ambientaliste, scientifiche e sociali del territorio.
Schola, nel cuore dello Stagnone, può diventare uno dei luoghi simbolo di questa discussione: non solo un’isola da proteggere, ma anche un banco di prova per capire quale idea di ambiente, sviluppo e futuro Marsala vuole costruire.
Leggi gli approfondimenti su Marsala Live