Biglietti marittimi
Favignana/Egadi – Cresce la preoccupazione per il possibile aumento del 18% dei biglietti marittimi dei collegamenti con le isole minori siciliane.
A lanciare l’allarme sono Confesercenti Sicilia e Pro Loco Isole Egadi, che chiedono un intervento immediato del Governo regionale per evitare nuovi costi a carico di residenti, imprese e operatori economici.
La richiesta è rivolta al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e all’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Alessandro Aricò.
Per le organizzazioni, la questione non riguarda soltanto il prezzo di un viaggio, ma il diritto alla mobilità delle comunità isolane e la tenuta economica dei territori che vivono anche di turismo, servizi, commercio e attività produttive legate al mare.
“Il costo dell’insularità non ricada sui cittadini”
Il messaggio di Confesercenti Sicilia e Pro Loco Isole Egadi è netto: il costo dell’insularità non può continuare a pesare su famiglie e imprese.
“Non possiamo accettare che il costo dell’insularità venga ancora una volta fatto ricadere sui cittadini e sulle imprese”, dichiarano Vittorio Messina, presidente di Confesercenti Sicilia, Giuseppe Mineo, responsabile regionale per le Isole minori, e Massimo Saladino, presidente della Pro Loco Isole Egadi.
Secondo i tre rappresentanti, un aumento del 18% dei collegamenti marittimi rischia di produrre effetti pesanti sulla mobilità, sul turismo e sull’economia delle isole.
Una questione di diritto alla mobilità
Il primo tema posto dalle organizzazioni è quello del diritto alla mobilità.
Per chi vive nelle isole minori, i collegamenti marittimi non sono un servizio accessorio o turistico. Sono una necessità quotidiana.
Servono per raggiungere scuole, ospedali, uffici, luoghi di lavoro, servizi essenziali e attività amministrative. Ogni rincaro, quindi, incide direttamente sulla vita delle comunità isolane.
Residenti, studenti, lavoratori, famiglie e anziani dipendono dalla continuità dei collegamenti per mantenere un rapporto stabile con la terraferma e con i servizi che spesso non sono presenti sulle isole.
Le ricadute su imprese e turismo
L’aumento dei biglietti marittimi rischierebbe di aggravare anche i costi sostenuti dalle imprese.
Nelle isole minori, ogni attività economica deve fare i conti con trasporti, approvvigionamenti, spostamenti del personale, mobilità dei clienti e collegamenti con i principali centri della Sicilia.
Un incremento delle tariffe potrebbe rendere più oneroso raggiungere le destinazioni insulari, con possibili conseguenze anche sulle scelte dei visitatori.
Per territori come le Egadi, la competitività turistica è strettamente legata alla qualità e alla sostenibilità dei collegamenti. Se spostarsi diventa più costoso, l’intero sistema economico rischia di subirne gli effetti.
“La continuità territoriale sia una priorità”
Confesercenti Sicilia e Pro Loco Isole Egadi richiamano il principio della continuità territoriale.
“Le isole minori non possono essere considerate territori nei quali lo svantaggio derivante dall’insularità viene automaticamente trasferito sulle famiglie e sulle imprese”, affermano Messina, Mineo e Saladino.
Per le organizzazioni, la continuità territoriale deve essere una priorità delle politiche pubbliche regionali.
Non si tratta, spiegano, di chiedere privilegi, ma di riconoscere concretamente una condizione oggettiva: vivere e lavorare su un’isola comporta costi e difficoltà che non possono essere scaricati interamente sulle comunità locali.
La richiesta alla Regione Siciliana
Confesercenti Sicilia e Pro Loco Isole Egadi chiedono alla Regione Siciliana di intervenire prima dell’entrata in vigore dell’aumento.
La proposta è quella di convocare con urgenza un tavolo di confronto con le organizzazioni di categoria, le rappresentanze delle comunità isolane e gli operatori interessati.
L’obiettivo è individuare una soluzione che consenta di garantire collegamenti efficienti e sostenibili, senza trasferire integralmente sui cittadini e sulle imprese il maggior costo del servizio.
Il tema, per le organizzazioni, richiede una risposta politica e amministrativa rapida, perché riguarda la qualità della vita nelle isole e la possibilità di programmare con serenità la stagione economica e turistica.
Insularità e coerenza istituzionale
Nella nota viene richiamato anche il dibattito più ampio sul riconoscimento dello svantaggio derivante dall’insularità.
“La Sicilia ha posto al centro della propria agenda istituzionale il riconoscimento dello svantaggio derivante dall’insularità”, sottolineano i rappresentanti di Confesercenti Sicilia e Pro Loco Isole Egadi.
Per questo, aggiungono, non sarebbe coerente che proprio il costo dei collegamenti marittimi diventasse un ulteriore elemento di penalizzazione per chi vive e lavora nelle isole.
Il rischio, secondo le organizzazioni, è quello di rendere ancora più fragile il rapporto tra comunità isolane e terraferma, aumentando il peso economico di una condizione geografica già complessa.
“Non chiediamo privilegi”
La posizione conclusiva è chiara.
“Non chiediamo privilegi, ma pari condizioni e il riconoscimento concreto del diritto alla mobilità”, dichiarano Messina, Mineo e Saladino.
Da qui la richiesta al Governo regionale di intervenire con la massima urgenza per evitare l’aumento del 18% e aprire un confronto che metta al centro residenti, imprese e sviluppo turistico.
Per Confesercenti Sicilia e Pro Loco Isole Egadi, il tema dei collegamenti marittimi è una questione sociale, economica e territoriale. Garantire tariffe sostenibili significa tutelare chi vive sulle isole, chi vi lavora e chi contribuisce ogni giorno alla loro economia.
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