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Caffè “premium” nei bar, Codici: “Differenze di prezzo da spiegare ai consumatori”

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venerdì 19 giugno 2026 - 8:00

Prezzo del caffè, Codici chiede regole più chiare

Il prezzo del caffè torna al centro dell’attenzione dei consumatori. L’associazione Codici – Centro per i Diritti del Cittadino ETS interviene sulla pratica, sempre più diffusa nei bar di autostrade, aeroporti e stazioni, di proporre due versioni dello stesso caffè a prezzi differenti.

In molti casi, secondo l’associazione, il caffè definito “premium” o “di qualità superiore” viene presentato come alternativa alla miscela standard, spesso perché composto da arabica. Il problema, per Codici, non è la possibilità di offrire prodotti diversi, ma la trasparenza sul sovrapprezzo richiesto al cliente.

Prezzo del caffè, il nodo del sovrapprezzo

Secondo Codici, la differenza di prezzo applicata al banco non sempre trova una corrispondenza proporzionata nel reale costo della materia prima. L’associazione richiama un’analisi sui costi al dettaglio delle miscele in commercio realizzata dalla testata Il Fatto Alimentare.

A parità di dose utilizzata per una tazzina, circa 7 grammi, il maggiore costo di una miscela arabica rispetto a una miscela standard si aggirerebbe spesso intorno ai 10 centesimi. Tuttavia, il sovrapprezzo richiesto al consumatore al banco può arrivare anche a 50 centesimi, fino a cinque volte l’effettivo incremento del costo della materia prima.

Per approfondire i temi legati all’informazione alimentare e alla tutela dei consumatori è possibile consultare il sito de Il Fatto Alimentare.

Qualità superiore o margine aggiuntivo?

Codici precisa che un esercente ha pieno diritto di proporre prodotti diversi a prezzi diversi. Un caffè di qualità superiore può legittimamente costare di più, soprattutto se legato a origine, certificazioni, sostenibilità o caratteristiche particolari della miscela.

Il punto, però, riguarda la chiarezza verso il consumatore. Se il servizio, il personale, la macchina, la tazzina e la quantità utilizzata restano gli stessi, l’unica variabile è la miscela. Per questo, secondo l’associazione, diventa necessario spiegare in modo chiaro cosa giustifica il sovrapprezzo.

La qualità ha un valore, ma quel valore deve essere comunicato prima dell’ordine. In caso contrario, il rischio è che il cliente paghi di più senza avere capito davvero cosa sta acquistando.

Consumatori di fretta e scelta non consapevole

La preoccupazione principale di Codici riguarda il momento della scelta. Nei bar di autostrade, aeroporti e stazioni, molti clienti ordinano di fretta, magari durante un viaggio, una pausa veloce o un cambio di mezzo. In questi contesti, il consumatore può non accorgersi subito della differenza tra caffè standard e caffè “premium”.

Il rischio aumenta per le persone distratte, per chi non parla bene italiano o per chi non riceve informazioni chiare prima di ordinare. Secondo Codici, la sola parola “arabica” non basta a rendere evidente un aumento di prezzo significativo rispetto alla tazzina standard.

Per l’associazione, quindi, la libertà di scelta esiste davvero solo quando il cliente conosce prima il prezzo finale e capisce il motivo della differenza.

Giacomelli: “Speculazione mascherata da libertà di scelta”

“Stiamo assistendo a una vera e propria speculazione ai danni dei consumatori, mascherata da un’apparente libertà di scelta”, dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici.

Giacomelli chiarisce che l’associazione non contesta il diritto dei bar a offrire prodotti di qualità diversa. “È legittimo, ed è giusto che chi sceglie un caffè migliore paghi qualcosa in più”, afferma. Tuttavia, secondo Codici, il sovrapprezzo deve essere proporzionato e il consumatore deve essere informato in modo chiaro prima di ordinare.

Il Segretario Nazionale dell’associazione sottolinea che, quando una differenza di pochi centesimi nella materia prima diventa un aumento di 50 centesimi al banco, senza comunicazione trasparente, il problema non è più il libero mercato.

Una scelta davvero libera

Secondo Codici, la scelta del consumatore deve essere libera e consapevole. Per questo, ogni aumento di prezzo deve essere proporzionato, comprensibile e comunicato in modo onesto. La qualità può avere un costo, ma il cliente deve sapere quanto paga e perché.

L’associazione chiede quindi maggiore trasparenza nei punti vendita, soprattutto nei luoghi di passaggio dove i consumatori hanno meno tempo per confrontare prezzi e caratteristiche dei prodotti. Un’informazione chiara al banco può evitare fraintendimenti e rendere più corretto il rapporto tra esercente e cliente.

Il tema non riguarda soltanto il caffè, ma più in generale il diritto del consumatore a ricevere informazioni complete prima di effettuare un acquisto.

Trasparenza e tutela dei consumatori

La richiesta di Codici si inserisce nel quadro più ampio della tutela dei consumatori. Prezzi visibili, informazioni comprensibili e differenze motivate sono elementi fondamentali per garantire un mercato corretto.

Il caffè è uno dei prodotti più consumati in Italia e rappresenta un gesto quotidiano per milioni di persone. Proprio per questo, anche una differenza apparentemente piccola può diventare significativa quando viene applicata su larga scala.

Per approfondire i diritti dei consumatori e le regole generali sulle pratiche commerciali è possibile consultare il sito dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Codici: servono regole chiare

Codici chiede regole chiare su ciò che motiva un sovrapprezzo. L’associazione non punta a limitare l’offerta commerciale, ma a garantire che ogni differenza venga spiegata in modo corretto e verificabile.

La distinzione tra caffè standard e caffè “premium” può avere senso, ma non deve diventare un modo per aumentare i margini approfittando della fretta o della poca attenzione del cliente. La trasparenza, in questo caso, diventa una garanzia per tutti.

Gli esercenti possono valorizzare prodotti migliori e i consumatori possono scegliere con maggiore consapevolezza. Solo così il prezzo del caffè può restare dentro un rapporto corretto tra qualità, costo reale e informazione al pubblico.


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