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Incendio Montagna Grande, i sindacati attaccano la Regione sulla prevenzione: “Disastro annunciato”

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venerdì 19 giugno 2026 - 9:30

Incendio Montagna Grande, dura presa di posizione dei sindacati

Trapani – L’incendio Montagna Grande accende anche lo scontro sulla prevenzione e sulla tutela del patrimonio boschivo della provincia. A intervenire sono Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Trapani, che attaccano la Regione Siciliana e parlano di un “disastro annunciato”.

I segretari generali di categoria Giovanni Di Dia, Massimo Santoro e Leonardo Falco denunciano carenze croniche nel sistema di prevenzione regionale e chiedono una svolta concreta nella gestione del demanio boschivo. Secondo i sindacati, il rogo che ha colpito Montagna Grande rappresenta “l’ennesima ferita profonda” inflitta al territorio.

“Non possiamo più tollerare che il patrimonio boschivo della nostra provincia continui ad andare in fumo a causa di croniche e inaccettabili carenze del sistema di prevenzione regionale”, affermano i tre segretari.

Incendio Montagna Grande, la critica alla Regione

Per Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Trapani, l’incendio Montagna Grande si sarebbe potuto e dovuto evitare con una pianificazione adeguata. La critica riguarda soprattutto la mancata programmazione per tempo della cura del demanio boschivo e il mancato potenziamento del personale.

Secondo i sindacati, il settore forestale vive una condizione di sottorganico sempre più pesante. Questa situazione, spiegano, rende più fragile l’intero sistema di prevenzione e aumenta il rischio di danni ambientali, economici e sociali.

“La tutela dell’ambiente non si fa con i proclami emergenziali a disastro avvenuto, ma con una prevenzione strutturale”, incalzano Di Dia, Santoro e Falco. A loro giudizio, anche quest’anno la prevenzione si sarebbe rivelata insufficiente.

Una riforma del settore forestale

Le tre sigle sindacali chiedono da tempo una riforma del settore forestale e investimenti concreti per la salvaguardia del territorio. La richiesta riguarda non solo le emergenze, ma anche la gestione ordinaria delle aree boschive, la manutenzione, il presidio e la cura del demanio.

Secondo Flai, Fai e Uila, le risposte del governo regionale continuano a essere tardive ed elusive. Questa lentezza, sostengono i sindacati, lascia la Sicilia esposta a un rischio ecologico ed economico costante.

Il tema non riguarda soltanto Montagna Grande. Ogni incendio boschivo produce conseguenze che vanno oltre l’area colpita: perdita di biodiversità, danni al paesaggio, rischi per le comunità, costi di ripristino e maggiore fragilità del territorio.

Il ringraziamento ai lavoratori in prima linea

Nel quadro di una critica netta alla Regione, i sindacati rivolgono però un ringraziamento forte a chi sta lavorando sul campo. Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Trapani esprimono gratitudine ai lavoratori della forestale, ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile e ai volontari impegnati nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza.

“Esprimiamo la nostra gratitudine a tutti i lavoratori della forestale, ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile e ai volontari che, con coraggio e spirito di sacrificio, stanno affrontando le fiamme in condizioni estreme per limitare i danni”, dichiarano i segretari di categoria.

Il riconoscimento riguarda uomini e donne che operano in condizioni difficili, spesso con turni pesanti e in contesti complessi. Per i sindacati, il loro impegno merita rispetto, ma anche risposte concrete.

Stabilizzazione, mezzi e sicurezza sul lavoro

Di Dia, Santoro e Falco richiamano anche il tema della precarietà e della sicurezza. Secondo i sindacati, molti lavoratori operano in contesti non semplici e con mezzi non sempre ottimali, pur dimostrando grande attaccamento al lavoro e al territorio.

Per questo, la gratitudine non può restare soltanto formale. Servono interventi sulla stabilizzazione occupazionale, sul potenziamento degli organici e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. La prevenzione degli incendi passa anche dalla qualità del lavoro di chi ogni giorno presidia le aree boschive.

Un sistema forestale più forte, secondo i sindacati, deve contare su personale sufficiente, mezzi adeguati, programmazione e continuità. Senza questi elementi, il rischio è quello di inseguire sempre l’emergenza dopo che il danno si è già verificato.

Un piano straordinario per le aree boschive

Flai, Fai e Uila Trapani annunciano che non abbasseranno la guardia. Le tre sigle solleciteranno un incontro urgente con le istituzioni competenti, con l’obiettivo di avviare immediatamente un piano straordinario di presidio e messa in sicurezza delle aree boschive della provincia.

La richiesta è chiara: passare dalle parole ai fatti. I sindacati chiedono misure concrete per evitare che episodi come quello di Montagna Grande si ripetano. Il piano dovrebbe riguardare prevenzione, manutenzione, rafforzamento del personale e interventi mirati nelle zone più esposte al rischio incendi.

Per approfondire il quadro delle attività regionali legate alla prevenzione e alla gestione del rischio incendi è possibile consultare il sito della Protezione Civile della Regione Siciliana.

Tutela del territorio e responsabilità pubblica

La vicenda di Montagna Grande riporta al centro il tema della tutela del territorio. Gli incendi non sono soltanto emergenze ambientali, ma anche segnali di una fragilità più ampia. Se la prevenzione non funziona, il territorio resta esposto e le comunità pagano un prezzo altissimo.

Per i sindacati, la Regione Siciliana deve assumersi una responsabilità più forte nella programmazione. La cura delle aree boschive non può essere affrontata solo quando arrivano le fiamme. Serve un lavoro costante durante tutto l’anno, con risorse adeguate e personale nelle condizioni di operare in sicurezza.

L’incendio Montagna Grande diventa così un caso simbolico. Da un lato mostra il coraggio dei lavoratori in prima linea. Dall’altro evidenzia, secondo Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, la necessità di una svolta reale nella prevenzione e nella salvaguardia del patrimonio naturale della provincia.


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