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Sanità territoriale, ASP Trapani avvia le Case di Comunità anche a Marsala

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giovedì 11 giugno 2026 - 11:00

Case di Comunità, parte il nuovo modello sanitario territoriale

Trapani – Le Case di Comunità entrano nella fase operativa in provincia di Trapani, con il coinvolgimento dei medici di medicina generale e con l’obiettivo di rafforzare l’assistenza sanitaria territoriale.

Il percorso avviato dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani segue quanto previsto dal Decreto Ministeriale 77/2022, che ridisegna l’organizzazione dell’assistenza territoriale e punta a integrare meglio professionisti, servizi sanitari e bisogni dei cittadini.

Dopo la convocazione dei medici di medicina generale per il reclutamento all’interno delle nuove strutture, il commissario straordinario dell’ASP Trapani, Sabrina Pulvirenti, ha annunciato l’avvio operativo di numerose Case di Comunità nel territorio provinciale.

Case di Comunità attive anche a Marsala

Il percorso è già partito con le strutture di Partanna, Salemi e Trapani-Erice.

Da questa settimana diventano operative anche le Case di Comunità di Marsala, Mazara del Vallo, Pantelleria, Castellammare del Golfo e Custonaci.

Si tratta di un passaggio importante per il territorio, perché la riforma dell’assistenza sanitaria punta a rendere più vicini, coordinati e accessibili i servizi per i cittadini.

“Abbiamo avviato il percorso con le Case di Comunità di Partanna, di Salemi e di Trapani-Erice e, già da questa settimana, diventano operative anche quelle di Marsala, Mazara del Vallo, Pantelleria, Castellammare del Golfo e Custonaci”, dichiara Sabrina Pulvirenti.

Secondo il commissario straordinario, l’avvio delle nuove strutture rappresenta un momento fondamentale per l’attuazione concreta della riforma dell’assistenza territoriale.

Pulvirenti: “Al centro la presa in carico della persona”

Per Sabrina Pulvirenti, il nuovo modello mette al centro la presa in carico globale della persona, la continuità assistenziale e l’integrazione tra tutti i professionisti della salute.

“La Casa di Comunità rappresenta il luogo fisico e organizzativo nel quale il cittadino può trovare risposte coordinate ai propri bisogni di salute”, spiega il commissario straordinario dell’ASP Trapani.

L’obiettivo è evitare frammentazioni nei percorsi assistenziali e garantire una maggiore vicinanza dei servizi.

Le nuove strutture dovranno quindi intercettare precocemente i bisogni di cura, gestire meglio le cronicità, promuovere attività di prevenzione e favorire la medicina di iniziativa.

In questo modo, l’assistenza non si limiterà a rispondere alla malattia quando emerge, ma proverà ad accompagnare il cittadino in un percorso più continuativo e organizzato.

Medici di famiglia dentro la rete territoriale

Un elemento centrale del progetto riguarda il coinvolgimento dei medici di medicina generale.

Pulvirenti ricorda che, grazie all’accordo aziendale sottoscritto nel mese di febbraio con le organizzazioni sindacali della medicina generale, è stato possibile coinvolgere i medici di famiglia all’interno delle Case di Comunità.

“La loro presenza rappresenta un elemento essenziale del nuovo modello organizzativo”, sottolinea il commissario.

Secondo l’ASP Trapani, i medici di medicina generale potranno contribuire allo sviluppo di attività di medicina proattiva, medicina di iniziativa e presa in carico dei pazienti fragili e cronici.

Questo passaggio appare particolarmente importante in una provincia ampia e articolata, dove la prossimità dei servizi resta una delle principali sfide del sistema sanitario.

“Non sostituiscono gli studi dei medici di famiglia”

Pulvirenti chiarisce anche un punto ritenuto essenziale.

“Il nostro obiettivo non è sostituire gli studi dei medici di famiglia, ma integrare e rafforzare la rete territoriale esistente”, afferma il commissario straordinario.

Le Case di Comunità diventano quindi un punto di raccordo tra medicina generale, specialistica ambulatoriale, servizi infermieristici, assistenza domiciliare e servizi socio-sanitari.

La finalità è offrire ai cittadini percorsi più accessibili, appropriati e vicini ai luoghi di vita.

Il modello mira a superare la frammentazione degli interventi e a costruire una rete multiprofessionale capace di accompagnare meglio le persone, soprattutto nei casi di fragilità e cronicità.

FIMMG Trapani: “Accordo lungimirante”

Soddisfazione viene espressa anche da Angelo Casano, segretario provinciale della FIMMG Trapani, la Federazione italiana medici di medicina generale.

Casano sottolinea il valore dell’intesa raggiunta con l’Azienda Sanitaria Provinciale.

“L’accordo aziendale che avevamo sottoscritto nei mesi scorsi dimostra oggi tutta la sua validità e lungimiranza”, dichiara il segretario provinciale FIMMG.

Casano ringrazia il commissario straordinario dell’ASP per la sensibilità e l’attenzione dimostrate verso la medicina generale, riconoscendone il ruolo strategico nel nuovo modello di assistenza territoriale delineato dal DM 77.

Prevenzione, cronicità e pazienti fragili

Grazie all’accordo, i medici di medicina generale garantiranno la propria presenza nelle Case di Comunità.

Il loro contributo sarà rivolto allo sviluppo delle attività di medicina di iniziativa, prevenzione e presa in carico dei pazienti fragili e cronici.

Per Casano, si tratta di un risultato importante, perché valorizza ulteriormente il ruolo del medico di famiglia, mantenendo al tempo stesso la centralità degli studi medici sul territorio.

Gli ambulatori dei medici di medicina generale continueranno infatti a rappresentare il primo presidio di prossimità per i cittadini.

La presenza nelle Case di Comunità non sostituirà l’attività quotidiana svolta negli studi, ma la integrerà dentro una rete più ampia.

Una sanità più vicina ai cittadini

Il nuovo modello punta a costruire una sanità più vicina ai bisogni reali delle persone.

Le Case di Comunità dovranno diventare luoghi di accesso, orientamento e coordinamento, soprattutto per chi ha bisogno di percorsi continuativi e non di interventi isolati.

La sfida riguarda in particolare anziani, pazienti cronici, persone fragili e cittadini che necessitano di una presa in carico più strutturata.

Per approfondire il quadro nazionale sulla riorganizzazione dell’assistenza territoriale è possibile consultare anche il sito del Ministero della Salute.

L’avvio delle nuove strutture in provincia di Trapani segna quindi un passaggio concreto verso una sanità territoriale più integrata. La vera prova sarà adesso nella capacità di far dialogare professionisti, servizi e cittadini, trasformando le Case di Comunità in punti di riferimento reali e non soltanto in nuovi spazi sanitari.


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