Degrado a San Teodoro
Marsala – “Condizioni di estrema pericolosità e degrado” alla spiaggetta di San Teodoro dopo le recenti maree. A lanciare l’allarme è il Movimento Uguaglianza per la Sicilia, che in una nota segnala come l’acqua abbia rimosso lo strato superficiale di sabbia, facendo emergere ciò che, secondo il movimento, fino a poco tempo fa veniva considerato “sicuro”.
Nel video girato “questa mattina”, riferisce il comunicato, si vedono chiodi arrugginiti, spilloni di ferro e rifiuti ingombranti sparsi lungo l’arenile, con un rischio concreto per chi frequenta l’area, soprattutto famiglie con bambini e turisti.
Spiaggetta di San Teodoro: dove nasce il rischio
Secondo il Movimento, la spiaggia si trova in un punto particolarmente delicato dello Stagnone di Marsala, indicato come “perla” del territorio e zona di passaggio verso l’Isola Lunga, a pochi passi dall’isola di Mozia. In questo contesto, la presenza di materiali taglienti e rifiuti viene descritta come una vera “trappola”.
Il gruppo sottolinea che non si può parlare di valorizzazione dell’area se non si garantisce prima la sicurezza di chi la vive.
Il precedente ricordato dal Movimento
Nel comunicato viene richiamato un episodio del passato: il Movimento afferma che, “solo pochi anni fa”, il Demanio avrebbe interdetto la balneazione dopo un grave incidente che avrebbe coinvolto due bambine, rimaste ferite ai piedi da chiodi nascosti sotto la sabbia.
Dopo la successiva riapertura, prosegue la nota, le rassicurazioni sulla messa in sicurezza non troverebbero oggi conferma, alla luce di ciò che le maree hanno riportato in superficie.
Le richieste: bonifica a San Teodoro e garanzie prima dell’estate
Il Movimento Uguaglianza per la Sicilia chiede un intervento immediato e indica tre punti. Prima di tutto una bonifica profonda della spiaggetta. Poi l’individuazione dei responsabili che avrebbero permesso l’accumulo di rifiuti pericolosi nel tempo. Infine, garanzie concrete sulla sicurezza del sito prima dell’avvio della stagione balneare, per evitare nuovi incidenti.
Nel testo, i portavoce ribadiscono che “di sicuro non c’è nulla” e descrivono l’area come una “discarica a cielo aperto”, in un tratto che dovrebbe invece essere tutelato con continuità.
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