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Maxi truffa ai risparmiatori, sequestro della Guardia di Finanza nel Trapanese

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martedì 17 febbraio 2026 - 10:00

Sequestro della Guardia di Finanza Trapani

Trapani – Un sequestro della Guardia di Finanza Trapani è stato eseguito nei confronti di una ex direttrice di un ufficio postale del territorio e di altri soggetti indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere, truffa, peculato, riciclaggio e autoriciclaggio.

Il provvedimento, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trapani, ha riguardato risorse finanziarie, beni mobili e immobili, ed è arrivato al termine di un’articolata attività investigativa svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria sotto la direzione della Procura della Repubblica.

Sequestro della Guardia di Finanza Trapani: le indagini

L’indagine ha preso avvio dalla denuncia di un anziano risparmiatore, che aveva riscontrato un ammanco sul proprio libretto postale.

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di individuare prelievi anomali di contante effettuati in concomitanza con operazioni di disinvestimento e reinvestimento di titoli.

Successivamente, sono emersi elementi indiziari relativi a analoghi prelievi su altri conti correnti e libretti, intestati a risparmiatori ignari, in prevalenza persone anziane o in condizioni di difficoltà, convinte a sottoscrivere nuovi prodotti finanziari ritenuti più vantaggiosi.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la documentazione fornita agli utenti non avrebbe rispecchiato i reali investimenti effettuati, consentendo la sottrazione fraudolenta delle somme.

Informazioni sull’attività istituzionale e sulle operazioni a tutela dell’economia legale sono disponibili anche sul sito ufficiale della Guardia di Finanza, che pubblica aggiornamenti sulle principali attività investigative.

Il percorso del denaro e il sequestro

Le investigazioni hanno consentito di ricostruire, a livello indiziario, il percorso del denaro sottratto, individuando versamenti in contanti su conti riconducibili agli indagati nelle stesse date dei prelievi effettuati ai danni dei risparmiatori.

Le somme, secondo gli accertamenti, sarebbero state in parte utilizzate per spese personali, per il finanziamento di attività economiche e per il pagamento di interventi edilizi.

Durante le indagini, la direttrice è stata licenziata per giusta causa da Poste Italiane, che ha collaborato con gli inquirenti e ha restituito integralmente ai risparmiatori le somme sottratte, per un importo complessivo di circa 800 mila euro.

Tutela dei risparmiatori e presunzione di innocenza

L’operazione conferma il ruolo della Guardia di Finanza nella tutela dei risparmiatori e nel contrasto ai reati economico-finanziari, svolto in sinergia con l’Autorità Giudiziaria.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

L’attività investigativa prosegue per ulteriori approfondimenti e per la completa ricostruzione dei fatti.


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