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Marsala, arrestato un uomo 50enne accusato di stalking, minacce e incendio di auto

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martedì 17 febbraio 2026 - 10:55

Arresto per stalking a Marsala

Marsala – Un arresto per stalking a Marsala è stato eseguito dalla Polizia di Stato nei confronti di un uomo di 50 anni, residente a Erice nella frazione di Casa Santa, ritenuto gravemente indiziato di violenza privata, minaccia aggravata, atti persecutori e danneggiamento seguito da incendio ai danni dell’ex fidanzata.

La misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico è stata eseguita il 9 febbraio su disposizione della Procura della Repubblica di Marsala, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale lilybetano. Le indagini sono state condotte dal personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Marsala e sono tuttora nella fase delle indagini preliminari.

Arresto per stalking a Marsala: le denunce e l’inizio delle indagini

L’attività investigativa ha avuto origine dalle numerose denunce presentate da una donna marsalese, che aveva segnalato comportamenti persecutori da parte dell’ex compagno.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il primo episodio risale al 17 ottobre 2025, quando l’uomo, non accettando la fine della relazione, avrebbe minacciato di morte la donna e l’avrebbe costretta a salire sulla propria autovettura, trattenendola all’interno dopo aver danneggiato il telefono, impedendole così di chiedere aiuto ai familiari e di rientrare a casa.

Da quel momento sarebbe iniziata una serie continua di molestie e appostamenti, avvenuti nei pressi dell’abitazione della vittima e nei luoghi da lei frequentati abitualmente.

Le condotte persecutorie, sempre secondo le risultanze investigative, sarebbero proseguite anche attraverso post pubblicati sui social, nei quali l’uomo avrebbe minacciato ritorsioni, contribuendo ad alimentare uno stato di forte ansia e preoccupazione nella donna.

Informazioni sulle attività e sulle competenze della Polizia di Stato sono disponibili anche sul sito ufficiale della Polizia di Stato, che illustra le azioni di prevenzione e contrasto ai reati contro la persona.

L’escalation e gli incendi delle auto

L’escalation avrebbe raggiunto un livello particolarmente grave tra l’8 e il 9 gennaio, quando l’autovettura della donna sarebbe stata incendiata dopo che, la stessa mattina, lo pneumatico era stato squarciato con un coltello.

A seguito di questi fatti, il Questore di Trapani aveva già adottato nei confronti dell’uomo misure di prevenzione personale, tra cui l’ammonimento per stalking e il foglio di via obbligatorio dal Comune di Marsala.

Nonostante tali provvedimenti, la notte del 31 gennaio si sarebbe verificato un ulteriore episodio: l’incendio dell’auto del figlio della vittima, parcheggiata davanti all’abitazione della donna.

Secondo quanto emerso dalle indagini, anche questo gesto sarebbe riconducibile al presunto stalker, che avrebbe violato le prescrizioni imposte, tornando nel territorio marsalese per compiere l’azione intimidatoria.

L’intervento della magistratura e la misura cautelare

Sulla base degli elementi raccolti, la Procura della Repubblica di Marsala ha richiesto e ottenuto l’emissione della misura cautelare, eseguita dalla Polizia di Stato.

Le azioni persecutorie sono state così interrotte con l’applicazione degli arresti domiciliari e del braccialetto elettronico, strumento che consente il monitoraggio continuo degli spostamenti dell’indagato e che viene utilizzato nei casi di particolare rischio per la vittima.

Gli investigatori proseguono gli accertamenti per definire ulteriormente il quadro dei fatti, mentre il procedimento resta nella fase preliminare e, come previsto dalla legge, vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Un fenomeno che richiede attenzione e prevenzione

Gli episodi di atti persecutori e violenze nelle relazioni personali continuano a rappresentare un problema rilevante anche a livello locale.

Le forze dell’ordine invitano le vittime a denunciare tempestivamente ogni comportamento persecutorio, poiché la rapidità delle segnalazioni consente interventi più efficaci e può evitare che situazioni di tensione degenerino in episodi più gravi.

Il caso dimostra come la collaborazione tra vittime, investigatori e magistratura possa portare a interventi tempestivi e misure concrete di tutela, a protezione delle persone coinvolte.


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