Mazara e la maggioranza dai mille volti

Claudia Marchetti

Politica

Mazara e la maggioranza dai mille volti

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mercoledì 19 Agosto 2026 - 06:15

A Mazara del Vallo la politica sembra essere entrata in una nuova fase. Non è soltanto una questione di numeri in Consiglio comunale, di assessori che entrano o escono dalla Giunta o di partiti che cambiano collocazione. Quello che è accaduto negli ultimi mesi racconta qualcosa di più profondo: la maggioranza che ha sostenuto Salvatore Quinci non è più quella uscita dalle urne.

La rottura con Fratelli d’Italia è stata il passaggio più evidente. Prima le tensioni interne, poi l’azzeramento della Giunta e infine l’uscita ufficiale del partito dalla maggioranza. Una frattura che non sembra essere soltanto il risultato di un litigio tra esponenti politici, ma la conseguenza di un rapporto che da tempo aveva smesso di funzionare. FdI ha scelto l’opposizione e lo ha fatto con parole durissime, mentre Quinci ha deciso di andare avanti con una Giunta sostanzialmente confermata, ma con un quadro politico completamente diverso.

Da quel momento, ogni tema è diventato terreno di scontro. Il bilancio e i debiti fuori bilancio, la pesca, l’erosione di Tonnarella, la gestione amministrativa. L’opposizione accusa il sindaco di non avere più una maggioranza solida; Quinci replica contestando il comportamento dei suoi avversari e rivendicando il lavoro svolto. Anche il fatto che alcuni consiglieri abbiano lasciato l’aula durante determinate votazioni è diventato un caso politico. Ma la vera domanda, oggi, è un’altra: quanto è ancora larga la maggioranza di Quinci?

Perché una cosa è governare con una coalizione compatta, un’altra è amministrare cercando ogni volta nuovi equilibri. E Mazara sembra essere arrivata proprio a questo punto. Il sindaco può certamente sostenere di avere ancora i numeri e di poter proseguire il proprio mandato, ma la politica non è soltanto matematica. È anche fiducia, coesione, capacità di condividere un percorso.

E intanto lo scontro si sposta anche sul piano politico generale. Quinci viene contestato dal centrodestra per la sua collocazione e per le alleanze costruite attorno alla sua esperienza amministrativa e al suo ruolo di presidente del Libero Consorzio. Dall’altra parte, il sindaco continua a difendere la propria autonomia e il proprio percorso. È una partita che va oltre Mazara e che potrebbe avere conseguenze anche sugli equilibri politici provinciali.

A mio avviso, il rischio per Mazara è che la politica finisca per consumare troppe energie nello scontro e troppo poche nella soluzione dei problemi. La città ha questioni enormi davanti: il porto, la pesca, il turismo, il centro storico, il litorale, l’erosione costiera, i servizi. Temi che richiedono una politica capace di discutere e anche di dividersi, certo, ma senza trasformare ogni confronto in una guerra permanente. Quinci ha ancora davanti a sé una parte importante del mandato. Ma oggi deve dimostrare che la maggioranza che lo sostiene è qualcosa di più di un insieme variabile di numeri.

Le opposizioni, allo stesso modo, hanno davanti una responsabilità precisa: dimostrare che esiste un’alternativa e non soltanto un fronte comune contro il sindaco. Perché Mazara, alla fine, non ha bisogno soltanto di sapere chi ha ragione nell’ennesimo scontro politico. Ha bisogno di capire chi ha un’idea chiara del suo futuro. E questa, probabilmente, sarà la vera partita dei prossimi mesi.

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