Un film destinato a entrare nella storia del cinema può diventare anche un formidabile strumento di
promozione territoriale. Lo dimostra il caso di The Odyssey, il kolossal firmato da Christopher
Nolan che ha trasformato la Sicilia in uno dei set più spettacolari della produzione internazionale.
Ma mentre Favignana ha saputo cavalcare l’onda della ribalta mondiale costruendo attorno alle
riprese una strategia di comunicazione e valorizzazione turistica, sulle Eolie si è acceso un
confronto politico per quella che l’opposizione definisce un’occasione irrimediabilmente sprecata.
Non tutte le opportunità si presentano due volte. Ancora meno quando arrivano con il volto di un
regista premio Oscar, un cast di star internazionali e una produzione destinata a raggiungere
milioni di spettatori in ogni angolo del pianeta. Per questo l’approdo di The Odyssey nelle isole
siciliane rappresenta molto più di una semplice parentesi cinematografica: è una straordinaria
operazione di marketing territoriale il cui valore continuerà a produrre effetti ben oltre l’uscita del
film.
Favignana lo ha compreso fin dall’inizio. L’isola, scelta da Christopher Nolan per dare forma alla
sua Itaca, è diventata il simbolo di un racconto che intreccia mito, paesaggio e identità
mediterranea. Durante le settimane delle riprese, l’arrivo della troupe hollywoodiana ha attirato
televisioni, fotografi e giornalisti da ogni parte del mondo, mentre alberghi, ristoranti e attività
commerciali hanno beneficiato della presenza di centinaia di professionisti impegnati sul set.
Ma il vero risultato non si misura soltanto nelle ricadute economiche immediate. L’amministrazione
comunale ha saputo trasformare quel momento in un’occasione di promozione permanente,
accompagnando l’attenzione mediatica con una comunicazione capace di legare il nome dell’isola
a uno degli eventi cinematografici più attesi degli ultimi anni. Oggi Favignana compare nelle guide
dedicate ai luoghi del film, nelle riviste internazionali di viaggio e nei percorsi del cosiddetto film
tourism, un segmento che negli ultimi anni ha modificato le scelte di milioni di viaggiatori.
Un risultato che conferma quanto il cinema sia ormai diventato uno degli strumenti più efficaci per
raccontare un territorio. La forza delle immagini supera quella di qualsiasi campagna pubblicitaria e
trasforma una location in una destinazione da vivere. È accaduto in Nuova Zelanda con Il Signore
degli Anelli, in Croazia con Game of Thrones, in Basilicata dopo No Time To Die. Oggi anche le
Egadi entrano, a pieno titolo, in questo circuito internazionale.
Eppure il set di The Odyssey non si è fermato a Favignana. Nolan ha scelto anche le Eolie,
immortalando i Faraglioni di Lipari, Pietra del Bagno e gli scenari incontaminati di Basiluzzo,
destinati a diventare parte integrante del viaggio di Ulisse sul grande schermo.
Proprio questa circostanza ha acceso nelle ultime ore il confronto politico a Lipari. L’opposizione
consiliare accusa infatti l’amministrazione guidata dal sindaco Riccardo Gullo di non aver saputo
valorizzare la presenza della produzione internazionale con iniziative capaci di coinvolgere
cittadini, operatori turistici e mezzi d’informazione.
Secondo i consiglieri di minoranza, mentre Favignana ha trasformato il passaggio del kolossal in
una leva di promozione culturale e turistica, sulle Eolie sarebbe mancata una strategia di
comunicazione in grado di capitalizzare l’eccezionale visibilità offerta dal film. Da qui le critiche per
quella che viene definita una grande occasione mancata.
Al di là della polemica politica, il confronto tra i due arcipelaghi pone una questione destinata a
interessare tutte le realtà insulari. Oggi non basta più possedere paesaggi straordinari. Occorre
saperli raccontare, costruire attorno a essi una narrazione riconoscibile e trasformare ogni evento
di rilievo internazionale in un’opportunità di crescita.
Le Egadi sembrano aver imboccato questa strada, comprendendo che il valore di un set
cinematografico non termina con l’ultimo ciak. Inizia, semmai, proprio quando il film raggiunge le
sale e milioni di spettatori iniziano a domandarsi dove si trovino quei luoghi così spettacolari.
Fra qualche anno il ricordo delle riprese probabilmente sbiadirà. Rimarranno però le immagini di
Favignana e delle sue cale impresse sul grande schermo, destinate a continuare a richiamare
curiosità e visitatori. È questo il vero patrimonio lasciato da Christopher Nolan alle Egadi: una
straordinaria vetrina internazionale che, se coltivata con lungimiranza, potrà trasformarsi in una
risorsa stabile per il turismo e per l’economia dell’arcipelago.