Egadi, la battaglia dal basso: una petizione per fermare la corsa alla cementificazione

redazione

Egadi, la battaglia dal basso: una petizione per fermare la corsa alla cementificazione

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venerdì 24 Luglio 2026 - 08:14

C’è un patrimonio che, secondo molti cittadini, non può essere sacrificato in nome dello sviluppo turistico. È da questa convinzione che prende forma la nuova mobilitazione promossa dal Comitato “Salviamo lo Stornello e le Egadi”, che ha deciso di portare la propria battaglia anche sul terreno della partecipazione popolare attraverso una petizione pubblica lanciata sulla piattaforma Change.org. L’iniziativa, intitolata “Salviamo le coste delle Egadi dalle speculazioni”, ha raccolto in poche ore centinaia di adesioni e punta a raggiungere rapidamente il traguardo delle mille firme. Un risultato che testimonia come il tema della tutela del paesaggio e dell’equilibrio ambientale dell’arcipelago sia sempre più sentito, non solo dai residenti ma anche da chi frequenta le isole come visitatore.

Chioschi, lidi e nuove concessioni

Al centro delle preoccupazioni dei promotori vi è la progressiva diffusione di chioschi, lidi e strutture stagionali lungo la fascia costiera, fenomeno che negli ultimi anni avrebbe assunto dimensioni tali da modificare profondamente alcuni tratti del litorale, in particolare a Favignana. Secondo il Comitato, l’assenza di strumenti urbanistici definitivi, come il Piano Urbanistico Generale e il Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime, avrebbe favorito il rilascio di nuove concessioni anche attraverso il meccanismo del silenzio-assenso, ritenuto inadeguato quando sono in gioco beni paesaggistici e ambientali di eccezionale valore. Una posizione netta, sintetizzata in un principio che accompagna l’intera mobilitazione: il silenzio della pubblica amministrazione, quando si parla di ambiente e coste, non può tradursi automaticamente in un’autorizzazione.

La tutela di un ecosistema fragile

Le Egadi rappresentano infatti uno degli ecosistemi più delicati del Mediterraneo. L’arcipelago ospita tre Zone Speciali di Conservazione appartenenti alla rete europea Natura 2000 ed è circondato dall’Area Marina Protetta Isole Egadi, la più estesa d’Europa. Vincoli che, secondo i promotori della raccolta firme, impongono un approccio improntato alla massima prudenza e a rigorose valutazioni ambientali prima di autorizzare qualsiasi intervento sulla costa. La petizione chiede alle istituzioni locali, regionali e nazionali di interrompere il consumo di suolo lungo il litorale, rafforzare i controlli, applicare con rigore le Valutazioni di Incidenza Ambientale e garantire che la tutela del bene pubblico e la libera fruizione del mare prevalgano su interessi di natura economica.

Il caso approda in Consiglio comunale

La questione è approdata anche nell’aula del Consiglio comunale di Favignana, durante la seduta aperta dedicata al primo anno di amministrazione del sindaco Giuseppe Pagoto. A portare il tema all’attenzione dell’assemblea è stato il consigliere di opposizione Francesco Sammartano, capogruppo di “Egadi Meravigliose”. Nel corso del dibattito il sindaco ha annunciato di aver trasmesso una richiesta formale al Demanio e alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Trapani affinché vengano riesaminati tutti i pareri già rilasciati sulle concessioni. Un’iniziativa che il Comitato considera un primo segnale positivo, ma che ritiene ancora insufficiente per affrontare una questione destinata a incidere sul futuro delle isole.

La mobilitazione continua

La raccolta firme rappresenta infatti il secondo capitolo della mobilitazione civica, dopo la diffida inviata nei giorni scorsi agli enti competenti. L’obiettivo dichiarato è ampliare il coinvolgimento dell’opinione pubblica e sollecitare un confronto trasparente sul modello di sviluppo dell’arcipelago, nella convinzione che la salvaguardia delle Egadi costituisca un interesse collettivo che va ben oltre i confini delle isole. Per i promotori, il valore delle Egadi non risiede soltanto nella loro attrattiva turistica, ma nell’equilibrio tra uomo e natura che ne ha preservato l’identità fino a oggi. Ed è proprio questo equilibrio che, attraverso la mobilitazione popolare, si intende difendere.

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