“Le Egadi rappresentano un patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale di valore inestimabile, ma negli ultimi anni si è assistito a un incremento significativo di interventi edilizi e concessioni demaniali marittime spesso poco compatibili con la vocazione naturalistica dell’arcipelago”. A lanciare l’allarme è il segretario comunale di Forza Italia Egadi, Gaspare Ernandez, che interviene sul tema della tutela del territorio e della gestione urbanistica nelle Isole Egadi, chiedendo un cambio di rotta nelle politiche amministrative e ambientali. Secondo Ernandez, particolare preoccupazione desta “il ricorso spesso improprio o comunque non sufficientemente vigilato al meccanismo del silenzio-assenso”, che rischierebbe di trasformarsi “da strumento di semplificazione amministrativa a fattore abilitante di processi di trasformazione irreversibile del territorio”.
Per Forza Italia Egadi si starebbe registrando una progressiva saturazione delle aree più sensibili, con interventi che “non sempre rispettano criteri di sostenibilità ambientale e integrazione paesaggistica”. Nel mirino anche alcune concessioni demaniali marittime, la cui assegnazione o rinnovo “appaiono talvolta privi di una visione strategica complessiva”, con il rischio – sostiene il partito – di una privatizzazione di fatto di tratti di costa e della riduzione dell’accesso pubblico.
“L’assenza di riscontro da parte degli enti preposti entro i termini di legge viene interpretata come autorizzazione implicita anche in presenza di procedimenti complessi che richiederebbero valutazioni approfondite”, afferma Ernandez, sottolineando inoltre come la frammentazione delle competenze tra Comune, Regione, Soprintendenza, Capitaneria ed enti ambientali generi “ritardi, lacune istruttorie e decisioni non sempre coerenti”.
Secondo il segretario comunale azzurro, la somma di interventi apparentemente marginali starebbe producendo “effetti cumulativi significativi sul paesaggio e sugli ecosistemi”.
Per questo Forza Italia Egadi ritiene “imprescindibile coniugare sviluppo economico e tutela del territorio, evitando derive speculative che comprometterebbero in modo definitivo l’identità delle Isole”.
“La semplificazione amministrativa – aggiunge Ernandez – non può tradursi in deregolamentazione. Il principio del silenzio-assenso deve essere limitato ai procedimenti a basso impatto, escludendo esplicitamente quelli che incidono su ambiente, paesaggio e demanio marittimo”.
Tra le proposte avanzate dal partito figura una sospensione temporanea del rilascio di nuove concessioni demaniali e autorizzazioni edilizie nelle aree sensibili, in attesa di una revisione organica degli strumenti urbanistici.
Forza Italia Egadi propone inoltre l’esclusione esplicita del silenzio-assenso per le pratiche riguardanti aree sottoposte a vincolo paesaggistico, demanio marittimo e zone ad elevato rischio ambientale, introducendo l’obbligo di un parere espresso da parte degli enti competenti.
Tra gli altri punti indicati vi sono la redazione di un piano comunale con criteri chiari e trasparenti per l’assegnazione delle concessioni, il rafforzamento dei controlli attraverso un tavolo permanente tra enti, il potenziamento delle attività ispettive e il monitoraggio digitale delle pratiche edilizie e demaniali.
Forza Italia Egadi chiede anche maggiore trasparenza amministrativa, con la pubblicazione online delle richieste di concessione, dello stato dei procedimenti e dei pareri rilasciati dagli enti competenti, oltre al coinvolgimento della cittadinanza tramite consultazioni pubbliche sulle scelte strategiche per il territorio.
Sul fronte dello sviluppo, il partito punta su modelli sostenibili, incentivando la riqualificazione dell’esistente piuttosto che nuove costruzioni, l’utilizzo di materiali ecocompatibili e forme di turismo a basso impatto ambientale.
“La tutela delle Egadi non è solo un dovere istituzionale, ma una responsabilità verso le future generazioni”, conclude Gaspare Ernandez. “È necessario intervenire con decisione per correggere distorsioni amministrative e prevenire ulteriori compromissioni del territorio. Serve un cambio di rotta chiaro: meno consumo di suolo, più controlli e maggiore trasparenza”.